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	<title>gay Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 12 Aug 2022 14:04:34 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Non accetta il loro amore: Padre aggredisce con un coltello la figlia e la compagna che finiscono in ospedale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Aug 2022 14:03:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ha accoltellato la figlia e la compagna della ragazza perché rifiutava la loro relazione. L’aggressione omofoba è avvenuta il 6 agosto a Salerno ed è stata denunciata dalle due giovani ai carabinieri di Crotone. “Mio padre ci ha detto ‘Voglio fare 30 anni di carcere: volete morire insieme? E’ arrivato il momento’ e poi ci [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha accoltellato la figlia e la compagna della ragazza perché rifiutava la loro relazione. L’aggressione omofoba è avvenuta il 6 agosto a Salerno ed è stata denunciata dalle due giovani ai carabinieri di Crotone. “Mio padre ci ha detto ‘Voglio fare 30 anni di carcere: volete morire insieme? E’ arrivato il momento’ e poi ci ha colpito -racconta una delle due ragazze- Mia madre ha assistito all’aggressione e non ha fermato mio padre, anzi ha provato a bloccarci mentre scappavamo”. La vicenda è stata resa nota dal consigliere regionale campano di Europa Verde Francesco Borrelli, che parla di “storia folle e agghiacciante”.</p>
<p>La vicenda ha avuto inizio quando le due ragazze, Francesca e Immacolata, la prima 39enne di Crotone e la seconda 23enne della provincia di Napoli, sono arrivate a Salerno per lavorare; nel capoluogo campano sono state ospitate a casa di una parente di Immacolata teatro dell’aggressione.</p>
<p>“Entrambe abbiamo riportato qualche ferita, ma siamo riuscite a scappare. Fino alle 5 del mattino però mio padre ci ha inseguite e minacciate. Abbiamo chiamato il 112 e i carabinieri sono intervenuti accompagnandoci nel nostro domicilio di Salerno per fare le valigie e tornare poi a Crotone in sicurezza -racconta Immacolata- Lui ad oggi nega tutto, ma abbiamo le prove di quello che ha fatto”.<br />
Le due ragazze sono quindi tornate in Calabria e si sono anche recate al Pronto Soccorso dell’ospedale di Crotone per farsi medicare; sul corpo avevano numerose escoriazioni e ferite lievi di arma da taglio.</p>
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		<title>Cosenza, 16enne gay pestato a sangue dallo zio e altri tre uomini: &#8220;Non vogliamo ricchioni nella nostra famiglia&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cosenza-16enne-gay-pestato-a-sangue-dallo-zio-e-altri-tre-uomini-non-vogliamo-ricchioni-nella-nostra-famiglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 May 2022 15:51:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[aggressione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosenza &#8211; Un ragazzo di 16 anni è stato insultato e picchiato dallo zio paterno e da altri tre uomini per il solo fatto di essere gay. La brutale aggressione è avvenuta il 17 maggio scorso nel giorno che ha celebrato la giornata internazionale contro l&#8217;omofobia, la bifobia e la transfobia. A rendere noto il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cosenza &#8211; Un ragazzo di 16 anni è stato insultato e picchiato dallo zio paterno e da altri tre uomini per il solo fatto di essere gay. La brutale aggressione è avvenuta il 17 maggio scorso nel giorno che ha celebrato la giornata internazionale contro l&#8217;omofobia, la bifobia e la transfobia. A rendere noto il grave episodio di violenza è stato Silvio Cilento presidente di Arci Cosenza, tramite un post pubblicato sui social.</p>
<p>Ecco il racconto di Cilento: <em>&#8220;Non voglio andare via da casa perchè con mamma sto bene, è solo papà il violento. Mamma mi dice sempre: fatti forza e sii coraggioso&#8221;. Ha 16 anni. Il 17 maggio ha deciso di legare una bandana rainbow sul suo zaino e uscire con le sue amiche. Durante il tragitto viene fermato dallo zio paterno (avvisato dal papà). Lo zio parcheggia la macchina, si avvicina e gli dice: &#8220;Non vogliamo ricchioni nella nostra famiglia&#8221; e gli sferra un primo schiaffo, che diventa poi un pugno e subito dopo un calcio, una serie di calci. Non contento lo zio chiama altri tre uomini (maschi) per aiutarlo. Risultato: 4 costole rotte, setto nasale deviato, lesioni di vario genere. Lo zio lo carica in macchina, lo porta a casa e: &#8220;Ora muori in casa&#8221;.<br />
Siamo in Calabria<br />
Siamo in provincia di Cosenza<br />
Sono state fatte le giuste e necessarie denunce<br />
Non serve altro<br />
Fisicamente il ragazzo sta meglio, si riprenderà<br />
Moralmente e psicologicamente non oso immaginare come stia, forse non lo voglio immaginare.<br />
Non chiedetemi altro, per questioni di tutela è necessario assumere un atteggiamento di chiusura e di riservatezza.<br />
Condivido con voi tutte e tutti questo episodio solo per ricordarvi quanto è necessario e importante parlare di violenza di genere, di questioni LGBTI, di identità di genere e di orientamenti sessuali. Per farvi capire quanto è necessario parlare del 17 maggio, di omofobia, transfobia e lesbofobia. Per darvi un buon motivo per scendere in piazza e partecipare, partecipare e partecipare alle iniziative di contrasto all&#8217;odio e alla violenza.<br />
Per darvi un motivo in più.<br />
Report necessario: in ospedale sono stati/e super accoglienti e gentili (c&#8217;è una parte di sanità in Calabria che manifesta inclusione). Le forze dell&#8217;ordine hanno svolto il loro lavoro. Gli/le assistenti sociali (stendiamo un velo pietoso).<br />
Non chiedetemi nulla perchè è tutto sotto controllo e null&#8217;altro direi. Ma abbracciatemi perchè ne ho davvero bisogno!&#8221;</em></p>
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		<title>Ragazzo gay aggredito a Crotone, gruppo &#8220;Stanchi dei soliti&#8221;: codardi senza vergogna</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ragazzo-gay-aggredito-a-crotone-gruppo-stanchi-dei-soliti-codardi-senza-vergogna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jun 2021 10:21:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[aggressione]]></category>
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		<category><![CDATA[ragazzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Crotone &#8211; L&#8217;aggressione al ragazzino 15enne omosessuale ha suscitato indignazione in città. Sul fatto fanno sentire la loro voce, dal gruppo politico &#8220;Stanchi dei soliti&#8221;, i consiglieri comunali Floriana Mungari, Chiara Capparelli, Alessandro Manica, Iginio Pingitore e Claudia Riganello, consigliera pari opportunità. &#8220;Un nostro ragazzo, un concittadino, non occorre nemmeno andare troppo lontano con l&#8217;immaginazione- [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Crotone &#8211; L&#8217;aggressione al ragazzino 15enne omosessuale ha suscitato indignazione in città. Sul fatto fanno sentire la loro voce, dal gruppo politico &#8220;Stanchi dei soliti&#8221;, i consiglieri comunali Floriana Mungari, Chiara Capparelli, Alessandro Manica, Iginio Pingitore e Claudia Riganello, consigliera pari opportunità.</p>
<p>&#8220;Un nostro ragazzo, un concittadino, non occorre nemmeno andare troppo lontano con l&#8217;immaginazione- scrivono. Come ci si sente ad essere pestati a sangue, circondati da codardi che guardano e stanno attenti che non arrivi nessuno? Come ci si sente ad essere vessati, umiliati, insultati solo perché si ha il coraggio di essere se stessi a 15 anni? Potrebbe essere nostro figlio, nostro fratello, nostro nipote, semplicemente un nostro amico e il solo pensiero ci annienta perché ad oggi non c&#8217;è una legge che punisce severamente una violenza del genere. E no, non è stata una semplice lite. Pensiamo a quel ragazzo che ha poco più di 15 anni ed è già stato privato da mano estranea di poter vivere la propria liberta. Quella libertà che non si capisce perché dia tanto fastidio a così tanta gente&#8221;.</p>
<p>&#8220;Eppure &#8211; proseguono i consiglieri comunali &#8211; diciamo che l&#8217;amore unisce, che cambierà il mondo, ma a quanto pare solo un certo tipo di amore può andar bene. Quindi anche l&#8217;amore dobbiamo catalogare ora? C&#8217;è quello consentito e quello proibito. Ma l&#8217;amore non è un sentimento &#8216;neutrale&#8217;? Forse l&#8217;unico che ci rimane, quello più naturale di tutti perché quando scoppia non fai in tempo ad accorgertene&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Omofobia, 15enne aggredito a calci e pugni sul lungomare di Crotone</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/omofobia-15enne-aggredito-a-calci-e-pugni-sul-lungomare-di-crotone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jun 2021 10:11:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[aggressione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Crotone &#8211; Sabato scorso un ragazzo omosessuale di 15 anni è stato aggredito sul lungomare da un maggiorenne che lo ha colpito con calci e pugni. Lo scrive il bisettimanale “il Crotonese” che, entrando nei dettagli, spiega che il ragazzino aveva appena finito di salutare un&#8217;amica quando si è verificata l&#8217;aggressione. Una coppia di passanti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Crotone &#8211; Sabato scorso un ragazzo omosessuale di 15 anni è stato aggredito sul lungomare da un maggiorenne che lo ha colpito con calci e pugni. Lo scrive il bisettimanale “<em>il Crotonese</em>” che, entrando nei dettagli, spiega che il ragazzino aveva appena finito di salutare un&#8217;amica quando si è verificata l&#8217;aggressione. Una coppia di passanti è intervenuta a sua difesa. Fortunatamente il 15enne non ha subito traumi fisici, come attestato a seguito del trasporto in ospedale dove è stato sottoposto anche ad una Tac.</p>
<p>Secondo quanto racconta il padre al giornale il figlio &#8220;da questo ragazzo più grande di lui subiva vessazioni da mesi. Ieri ha trovato il coraggio di farmi sentire dei messaggi vocali in cui dalla stessa persona veniva minacciato, gli ha anche detto che gli avrebbe tagliato la testa con un’ascia. Mi fa soffrire la consapevolezza di essere solo con mio figlio. Non mi crea problemi il suo orientamento sessuale, voglio che sia felice, lo rispetto comunque esso sia, ma mi fa paura il contesto culturale in cui viviamo. Non c’è legge che tuteli contro queste mortificazioni e mio figlio ne ha subìte tante. Abbiamo cambiato tre scuole, sempre perché veniva etichettato come una femminuccia, veniva escluso. Questa è la vera sofferenza per un genitore, non il fatto che sia gay. L’ipocrisia fa più male dei pugni che ha preso in faccia. Oltre ai suoi insegnanti non lo difende nessuno&#8221;.</p>
<p>Secondo quanto reso noto l’aggressore è stato identificato dalla polizia, ma il padre non ha fiducia nella giustizia: &#8220;Al momento – ha detto – non ha senso nemmeno denunciarlo perché non esiste una legge che persegua le ingiurie legate all’orientamento sessuale, tutti possono farle e restare impuniti. Chi non vuole la legge Zan forse è perché ritiene giusto che si continui a legittimare simili cose. Bisogna essere toccati da vicino per capire il dolore che generano. Cosa resta da fare ad un padre come me allora? Farsi giustizia da soli?&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Arcigay e Agedo in piazza a Reggio per l&#8217;evento nazionale a sostegno del dl Zan</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/arcigay-e-agedo-in-piazza-a-reggio-per-levento-nazionale-a-sostegno-del-dl-zan/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 May 2021 13:07:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[arcigay]]></category>
		<category><![CDATA[dl zan]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[omotransfobia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato, per celebrare la Giornata Internazionale contro l&#8217;omobitransfobia, il Comitato Arcigay &#8220;I Due Mari&#8221; di Reggio Calabria e Agedo Reggio Calabria scenderanno in piazza per unirsi alla mobilitazione nazionale &#8220;Legge Zan e molto di più &#8211; Non un passo indietro&#8221;. L&#8217;appuntamento è previsto in piazza  Italia alle ore 18. Centinaia di associazioni, collettivi, centri antiviolenza [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sabato, per celebrare la Giornata Internazionale contro l&#8217;omobitransfobia, il Comitato Arcigay &#8220;I Due Mari&#8221; di Reggio Calabria e Agedo Reggio Calabria scenderanno in piazza per unirsi alla mobilitazione nazionale &#8220;Legge Zan e molto di più &#8211; Non un passo indietro&#8221;.</strong></p>
<p>L&#8217;appuntamento è previsto in piazza  Italia alle ore 18. <strong>Centinaia di associazioni, collettivi, centri antiviolenza e consultori, studenti e singoli cittadini si riuniranno</strong> sotto un unico slogan. &#8220;Non un passo indietro sulla Legge Zan!&#8221; Secondo le associazioni, il dl Zan rappresenta un primo grande passo per l&#8217;abbattimento di molti stereotipi ancora esistenti, ed è uno strumento fondamentale per dare forma giuridica all&#8217;omobitransfobia. Non è la prima volta che a Reggio si manifesta a favore dell&#8217;approvazione di questa legge. All&#8217;inizio di maggio un coloratissima raduno con le bandiere arcobaleno si era svolto nel centro cittadino per iniziativa dell&#8217;associazione &#8220;Giovani sulla strada&#8221;, per dire no all&#8217;ostruzionismo della Lega contro la conclusione dell&#8217;iter legislativo del disegno Zan. Inoltre <strong>varie associazioni cittadine sono in questi giorni protagoniste di incontri con la commissione comunale per le pari opportunità, per portare il loro contributo a un dibattito avvertito come urgente e importante.</strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/arcigay-e-agedo-in-piazza-a-reggio-per-levento-nazionale-a-sostegno-del-dl-zan/">Arcigay e Agedo in piazza a Reggio per l&#8217;evento nazionale a sostegno del dl Zan</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il gruppo Pro Vita e Famiglia spiega a Reggio il suo &#8220;no&#8221; alla legge Zan</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-gruppo-pro-vita-e-famiglia-spiega-a-reggio-il-suo-no-alla-legge-zan/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 May 2021 14:37:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[commissione pari opportunità]]></category>
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		<category><![CDATA[omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[pro vita e famiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un no all&#8217;attuale disegno di legge Zan ma nella condivisione di opinioni negative con alcuni gruppi di sinistra e persino di area omosessuale. Con questa inattesa posizione strategica, il movimento Pro Vita e Famiglia ha argomentato stamattina la propria opposizione alla legge contro l&#8217;omotransfobia durante un incontro nella commissione pari opportunità del Comune di Reggio, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/il-gruppo-pro-vita-e-famiglia-spiega-a-reggio-il-suo-no-alla-legge-zan/">Il gruppo Pro Vita e Famiglia spiega a Reggio il suo &#8220;no&#8221; alla legge Zan</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un no all&#8217;attuale disegno di legge Zan ma nella condivisione di opinioni negative con alcuni gruppi di sinistra e persino di area omosessuale. Con questa inattesa posizione strategica, il movimento Pro Vita e Famiglia ha argomentato stamattina la propria opposizione alla legge contro l&#8217;omotransfobia durante un incontro nella commissione pari opportunità del Comune di Reggio, presieduta da Lucia Anita Nucera.</strong> Così come da loro stessi richiesto, i rappresentanti familisti sono intervenuti in Commissione per contribuire al dibattito aperto sul ddl Zan, una proposta di legge che, spiegano, &#8220;parte da condivisibili intenzioni, ovvero contrastare le discriminazioni legate al sesso e all’orientamento sessuale, ma che le svolge male e in maniera contraddittoria sul piano normativo. Il testo di legge, infatti, solleva diverse criticità che sono state rilevate da più parti e in maniera trasversale&#8221;.</p>
<p><strong>Nell&#8217;intervento in commissione, i rappresentanti del movimento hanno rilevato come il dibattito &#8220;non possa continuare a essere viziato da pregiudizi ideologici ma deve tornare su un piano di serenità per considerare la pluralità delle critiche mosse&#8221;.</strong> In particolare, dal movimento ci si è limitati a leggere alcuni spunti provenienti dal mondo progressista, lo stesso dove nasce il dl Zan, citando un documento firmato da circa trecento personalità di sinistra, fra cui Aurelio Mancuso (ex presidente di ArciGay, attuale presidente Equality Italia); Francesca Izzo (fondatrice di Se Non Ora Quando); Cristina Gramolini (presidente ArciLesbica Nazionale). Nel documento, affermano &#8220;si sostiene che questa legge è stata trasformata, in una proposta pasticciata, incerta sul tema della libertà d’espressione, offensiva perché introduce l’identità di genere, termine divenuto il programma politico di chi intende cancellare la differenza sessuale per accreditare una indistinzione dei generi. Un articolato che mischia questioni assai diverse fra loro e introduce una confusione antropologica che preoccupa. Fra le conseguenze vi sono la propaganda di parte, nelle scuole, a favore della maternità surrogata e l’esclusione di ogni visione plurale nei modelli educativi&#8221;.</p>
<p>Dunque è questa la conclusione del movimento Pro Vita e Famiglia: &#8220;<strong>Se anche queste personalità di sinistra e del mondo Lgbt hanno bocciato questa proposta di legge e hanno sentito il bisogno di esprimersi in certi termini, allora è evidente come il progetto Zan deve essere messo completamente in discussione per trovare una nuova e condivisa formula</strong> che sappia realmente sanzionare gli atti discriminatori e difendere i reali diritti della persona&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/il-gruppo-pro-vita-e-famiglia-spiega-a-reggio-il-suo-no-alla-legge-zan/">Il gruppo Pro Vita e Famiglia spiega a Reggio il suo &#8220;no&#8221; alla legge Zan</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il video sui gay scatena una polemica in salsa neofascista</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-video-sui-gay-scatena-una-polemica-in-salsa-neofascista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 May 2021 15:12:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sulla condanna del video omofobo sono tutti d’accordo (chi in piena convinzione, chi un po’ farisaicamente per tutelarsi da eventuali risvolti legali). Ora però il caso del filmato in cui una coppia gay ripresa sul lungomare era bersagliata di insulti sta generando strascichi polemici su un altro tema che a Reggio è infuocato. Lo spin [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla condanna del video omofobo sono tutti d’accordo (chi in piena convinzione, chi un po’ farisaicamente per tutelarsi da eventuali risvolti legali). <strong>Ora però il caso del filmato in cui una coppia gay ripresa sul lungomare era bersagliata di insulti sta generando strascichi polemici su un altro tema che a Reggio è infuocato. Lo spin off riguarda infatti l’imperituro duello ideologico tra sinistra e destra, dove per destra s’intende la diffusa nostalgia neofascista </strong>– per lo più pacifica ma ben radicata nella città dei Moti con un afflato fideistico non secondo a luoghi miliari del fascio revival. Un “culto” presentato come innocuo eppure, tra graffiti, memorabilia e celebrazioni pubblicizzate come niente fosse, è foriero di inaccettabili messaggi di apologia, che lungi dall’essere rimpianto di simpatizzanti d’antan esercitano attrazione anche sui giovani. Come non ricordare la scorsa estate lo striscione denigratorio contro lo scrittore Gianfrancesco Turano, persona non grata a un gruppo di sedicenti fascisti che contestavano la presentazione del libro sulla Rivolta, &#8220;Salutiamo amico&#8221; ?</p>
<p><strong>Esempio del fenomeno è l’ultima querelle scaturita dalla vicenda del video: ad aprirla è stato con un intervento al vetriolo il movimento Reggio Bene Comune, ironizzando sulle reazioni soft che AmaReggio Stanza 101, gruppo di destra, aveva riservato a Luciano Surace,</strong> ex candidato in consiglio comunale proprio con costoro e il quale aveva ospitato, in modo superficiale ma non in malafede, il video sui gay nel proprio canale YouTube, assicurando che quelle immagini giravano sul web da anni e di non sapere chi lo avesse girato. I rappresentanti di Ama Reggio, mentre prendevano duramente le distanze dall’ignoto autore del video si erano tuttavia lanciati in una difesa a spada tratta di Surace, ricordando il suo impegno per il quartiere di Archi e l’attività con i ragazzini della scuola calcio da lui curata (i suoi “aquilotti” con divisa rigorosamente nera). Ed ecco servita su un piatto d’argento l’impietosa stoccata di Reggio Bene Comune: «<strong>Teoricamente nessuna persona che si dica di destra può accettare impunità; il rigore è un elemento storicamente caratterizzante di questa ideologia. Eppure quando si tratta di amici, militanti dello stesso partito o movimento o figure politicamente affini, i duri e puri diventano garantisti</strong> o compassionevoli sociologi». Così «Luciano Surace, ben noto al mondo dell’attivismo politico di destra da vari anni, diventa “un bravo ragazzo impegnato nelle battaglie di quartiere”; sarebbe bastato consultare qualsiasi sua attività sul web (anche andando molto a ritroso) per trovarci contenuti intrisi di <strong>apologia del fascismo,  istigazione alla violenza e all’odio razziale». Proprio </strong><strong>Reggio Bene Comune nella scorsa campagna elettorale aveva interpellato la Prefettura reggina per far rigettare la candidatura di Surace e altri nomi di simile orientamento, per le loro </strong>«<strong>idee incompatibili con i aspetti fondamentali della Costituzione».</strong></p>
<p><strong>A queste parole Luciano Surace, che ormai avrà maledetto il momento in cui ha condiviso quel video foriero di tanti guai, ci ha visto rosso (soprattutto nel senso della colorazione comunista). E non senza una premessa buonista sul suo non giudizio delle scelte di vita degli “effeminati”, oggi sbotta: </strong>«<strong>A scatenare momenti di intolleranza non sono soggetti effeminati, i quali li reputo pacifici e rispettosi del pensiero altrui ma gli antifascisti ad orologeria, quelli che hanno una matrice terroristica, che diffondono odio e rancore verso i nemici dichiarati</strong> e hanno elevata percentuale di pericolosità per la società civile. L’attacco nei miei riguardi proviene da alcuni candidati alle scorse elezioni che appartengono a varie liste civetta del Pd e di estrema sinistra, i “comunisti col culo degli altri”, “antifascisti in pantofole” che vogliono fare la “rivoluzione in santa pace” dietro uno schermo e  pontificano da un comodo divano. Ma in realtà di buono non hanno mai fatto nulla, vivono frustrati dalle avversità mentali che loro stessi si creano. Gli antifascisti hanno sovrastato con la loro retorica bolscevica i diritti civili che, invece, sarebbero potuti emergere dal dibattito in un momento delicato in cui in Parlamento si sta contrastando un’eventuale norma liberticida: il ddl Zan. Dibattito che è passato in secondo piano, per lasciar posto alla rancorosa bile antifascista<strong>»</strong>. Nella sua appassionata arringa, titolandosi come “militante del popolo”, <strong>Surace (da sempre firmato con la v romana in ricordo dei bei tempi) si dice ignorato dalla molta stampa, che in questi giorni darebbe spazio solo ad «insulti gratuiti alla mia persona</strong><strong>»</strong> perpetuando una lunga censura fatta di comunicati inviati negli anni alle redazioni e puntualmente rifiutati. E continua: «L’effetto bolscevizzante che desideravano l’hanno ottenuto, ma solo in parte. Prima di tutto hanno creato una trama mettendo in mezzo alcune mie nobili attività da militante per la città e le periferie e di istruttore di calcio, utilizzando i bambini per ricavarne una denuncia sociale di basso profilo umano e intellettuale. Seconda cosa, hanno istigato i vari utenti a scagliarsi contro di me, un vero incitamento all’odio in perfetto stile brigatista che utilizza delle vittime per mandarle al macello<strong>».</strong></p>
<p>Nella passione del suo monologo, il militante del popolo ritorna poi sulla questione del video e fa qualche importante precisazione: «<strong>Il video è relativo a due effeminati che sul lungomare di Reggio si scambiano spinte effusioni, contrarie all’ordine naturale della vita. Se è vero che di per sé non stavano facendo nulla di male, bisogna però riconoscere che quanto stava accadendo era contrario al buon costume e al decoro dei luoghi pubblici</strong><strong>»</strong>. Delle due l’una: due uomini che si baciano non fanno nulla di male o, affermando che le loro affettuosità siano contrarie al decoro, stanno in realtà compiendo atti osceni in luogo pubblico? Le contraddizioni si moltiplicano nel ragionamento di Surace: «Bisogna accettare che in questa società si possa avere un pensiero diverso rispetto a chi subisce gli <strong>influssi nefasti di esotiche mode</strong> e di teorie che l’esperienza ha dimostrato idiote<strong>»</strong>. Essere omosessuali, dunque, è una moda? «Mi rifiuto – chiarisce Luciano Surace &#8211; di entrare nella questione della scelta di vita che fanno gli effeminati. Non mi sento in diritto di giudicarli o condannarli, la loro scelta attiene alla inviolabile intimità. <strong>Il video voleva evidenziare, nelle mie intenzioni, che determinate situazioni non devono avvenire in luoghi pubblici</strong><strong>»</strong>. Insomma, fatelo a casa vostra, un suggerimento che sembra più adatto a un’azione ignominiosa che a uno scambio affettivo.</p>
<p>E qui si corre sul filo del rasoio, quando Surace dichiara: «<strong>Fermo restando che ho tutto il diritto di esprimere la mia opinione in merito a ciò che non molti anni fa in Italia era considerata una malattia</strong><strong>»</strong>. A questo infatti, all’omosessualità come patologia, fanno riferimento le didascalie montate sul video. Surace, dunque, è d’accordo con questa interpretazione? «Le frasi contenute nel video – spiega nella sua nota &#8211; non hanno matrice di odio e di giudizio ma rappresentano il pensiero legittimo di chi il video lo ha elaborato e lo stesso pensiero a mio parere può essere condiviso (o meno) da una moltitudine di persone, ma in modo sereno e pacifico, come in ogni dibattito degno di essere definito tale<strong>»</strong>. Posta in questo modo, la presa di distanza dal filmato non appare molto netta. Quanto al definire scevre d’odio le parole che accompagnavano le immagini, la pensano molto diversamente nell’Arcigay di Reggio, che sta valutando una denuncia. Ovviamente a carico dello sconosciuto ideatore del video. <strong>Ma Surace, poiché ha ripetuto che il video non lo ha girato lui e sebbene in questi casi imputati siano anche tutti quelli che fanno circolare materiale offensivo, non teme ripercussioni. Lui ha una nuova, urgente missione, quella di battersi perché «l’antifascismo venga dichiarato universalmente organizzazione terroristica</strong><strong>»</strong><strong>.</strong></p>
<p><strong>Isabella Marchiolo</strong></p>
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		<title>Pro Vita: &#8220;Non invitati a riunione in commissione pari opportunità&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 May 2021 16:55:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Reggio continua ad essere al centro delle polemiche su omofobia, dl Zan e scontro politico connesso. Dal circolo cittadino del movimento Pro Vita e Famiglia è oggi arrivata una dura reprimenda contro la commissione pari opportunità cittadina, rea di aver convocato un&#8217;assemblea &#8220;d&#8217;urgenza&#8221; per mercoledì mattina, avente ad oggetto la legge sui reati d&#8217;odio omotransfobico [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Reggio continua ad essere al centro delle polemiche su omofobia, dl Zan e scontro politico connesso. <strong>Dal circolo cittadino del movimento Pro Vita e Famiglia è oggi arrivata una dura reprimenda contro la commissione pari opportunità cittadina, rea di aver convocato un&#8217;assemblea &#8220;d&#8217;urgenza&#8221; per mercoledì mattina</strong>, avente ad oggetto la legge sui reati d&#8217;odio omotransfobico che sta spaccando in due l&#8217;Italia. Una riunione alla quale, <strong>lamentano i familisti, sono stati invitati Udi, Non una di meno, Arcigay e Agedo &#8211; insomma &#8220;gli amici&#8221;. Laddove invece sarebbe stato gradito un contraddittorio con chi, come si può immaginare, ha una posizione opposta sul ddl Zan rispetto alle citate associazioni.</strong> Tuonano infatti da PVF: &#8220;Al di là di alcune condivisibili intenzioni di cui è portatore il ddl Zan, poiché quando si parla di dignità e di integrità della persona, qualunque essa sia, questa va sempre tutelata; lo stesso testo è portatore di ampie criticità che andrebbero discusse con onestà e rifiutando ogni approccio ideologico. Questa serenità pare manchi all’attuale amministrazione comunale, forse più intenta a distrarre l’opinione pubblica su tematiche che nulla hanno a che fare con l’acqua che non arriva nelle case, le strade dissestate, l’immondizia che ancora invade diverse strade, la crisi economica che in città avanza accompagnata da una crisi sanitaria senza precedenti&#8221;.</p>
<p><strong>Secondo il circolo reggino PVF, il motivo di una convocazione così precipitosa potrebbe essere legato al caso del filmato omofobo circolato ieri in rete, &#8220;uno scandaloso video per il quale ci uniamo fortemente nella condanna e alla quale seguiranno le giuste conseguenze a tutela delle persone ritratte e violate nella loro intimità&#8221;. Ma, aggiungono, &#8220;questo episodio non può diventare terreno di strumentalizzazione ideologica</strong> che viola ulteriormente la dignità dei due ragazzi ripresi e insultati&#8221;. Poi rivolgendosi alla presidente della commissione, Lucia Nucera, la invitano &#8220;ad ampliare il dibattito coinvolgendo anche il mondo associazionistico critico nei confronti del ddl Zan. <strong>Palazzo San Giorgio non è la sede politica di un gruppo ristretto di persone ma dovrebbe essere la casa di tutti i cittadini di Reggio, al di là di ogni convincimento personale in materia etica o politica.</strong> Il rispetto per la diversità si alimenta anche con il rispetto per la pluralità&#8221;.</p>
<p>Con l&#8217;amministrazione comunale &#8211; e in particolare con il sindaco Giuseppe Falcomatà &#8211; il movimento ha una questione in sospeso: <strong>a febbraio Falcomatà aveva fatto coprire i manifesti dell&#8217;ultima campagna antiabortista dell&#8217;associazione</strong>, che, come di consueto, utilizzava un linguaggio aggressivo, che il primo cittadino aveva tacciato di contenuti violenti. <strong>La reazione dei familisti, sostenuti dalla diocesi e anche da molti esponenti politici dell&#8217;opposizione, era stata adire le vie legali per quella censura di affissioni regolarmente autorizzate dal comune.</strong></p>
<p>La presidente della commissione pari opportunità <strong>Nucera, dicendosi sorpresa dell&#8217;uscita dei Pro Vita, ha precisato però che l&#8217;assemblea di mercoledì era già stata fissata: ne seguirà un&#8217;altra il 12 maggio e se necessario saranno previsti nuovi incontri</strong> per ascoltare le istanze di tutti i gruppi associativi coinvolti nelle tematiche in oggetto.</p>
<p>Insomma, nella città dello Stretto si conferma l&#8217;atmosfera di tensione e scontro attorno ai diritti della comunità Lgbt. <strong>Oggi ha continuato a far discutere il vergognoso video virale apparso per qualche ora (purtroppo sufficiente a farlo circolare su chat e social)</strong> sul canale YouTube di Luciano Surace, noto a Reggio per il suo impegno politico in ambiente di centrodestra. Lo stesso Surace, dopo aver rimosso il video come era corretto fare, aveva spiegato di non esserne l&#8217;autore né di sapere chi lo avesse girato, e aveva manifestato amarezza per l&#8217;accostamento della propria persona e del movimento AmaReggio (con cui si era candidato consigliere alle scorse elezioni comunali) ai contenuti omofobi di quelle immagini, dove una coppia gay abbracciata sul lungomare era bersagliata di insulti con becere didascalie. Surace si era rivendicato rispettoso delle diversità, tanto da avere molti amici omosessuali, giustificando la presenza di quel video sulla sua pagina perché risalente a quattro anni fa e già noto a molti reggini. <strong>Al di là di ogni commento su questa spiegazione, non si erano fatte attendere le reazioni a quella che, pur senza alcuna intenzione malevola, è stata una gaffe spiacevole e dannosa. Il circolo Due Mari di Arcigay ha infatti informato di voler intervenire legalmente sulla vicenda, diffidando l&#8217;ulteriore diffusione delle immagini (al momento ignoto). </strong></p>
<p>Ma dell&#8217;episodio parlano ora anche gli esponenti di <strong>AmaReggio &#8211; Stanza 101, che in una nota prendono le distanze dal filmato e difendono la reputazione di Luciano Surace:</strong> &#8220;Il nostro direttivo condanna le riprese, la diffusione ed i commenti contenuti nel video. Riteniamo, parimenti, doverosa una riflessione sulla candidatura di Luciano Surace che nasce dal suo concreto impegno sul territorio di Archi, suo quartiere dove negli anni ha affrontato e denunciato il degrado urbano con dedizione, sempre al fianco del disagio dei cittadini di questa periferia continuamente abbandonata. Nel suo impegno volto alla riqualifica di un territorio oggettivamente penalizzato, Luciano ha anche fondato una scuola calcio dove ha di fatto sottratto diversi bambini alle insidie della strada usando lo sport come importante scudo e risposta al degrado civico e morale. Questo, e non altro, è il curriculum (ampiamente verificabile) che ha portato alla candidatura di Luciano Surace e a una collaborazione su altre battaglie civiche come quella sull’eccessivo costo della Tari&#8221;. E continuano: &#8220;Non ci siamo mai permessi di usare a nostro favore le azioni positive che Luciano Surace compie sul suo quartiere attraverso il suo impegno personale e la sua scuola calcio, così non permettiamo che altri possano strumentalizzare iniziative personali e non condivise che nulla hanno a che fare con l’impegno e la visione di AmaReggio. Il nostro movimento civico nasce da una comunità umana e culturale che si fonda sui valori di identità, comunità e solidarietà. Una visione, questa appena descritta e accennata, assolutamente antitetica al video discusso in queste ultime ore in cui vengono lesi il diritto all’intimità e della sfera privata di due ragazzi, così come viene utilizzato un linguaggio che trascende l’ironia e scade nell’offesa gratuita. <strong>La stessa visione cultura e politica votata a valorizzare le Libertà collettive ed individuali, dunque, ci induce a ripudiare qualsiasi comportamento discriminatorio e ci porta a prendere le distanze dalla vicenda del video&#8221;.</strong></p>
<p>Una posizione di civile rigetto che si allinea a quella di chiunque abbia visto quel video &#8211; e lascia ben sperare sul cambiamento del clima generale della città di Reggio sull&#8217;argomento omosessualità. Che solitamente, come si è dimostrato in tante occasioni, purtroppo non è così empatico verso scelte di vita che esulano dalla famiglia tradizionale. Se la situazione sia davvero cambiata forse lo scopriremo al prossimo Gay Pride&#8230;</p>
<p><strong>Isabella Marchiolo</strong></p>
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		<title>Reggio, gay ripresi a loro insaputa e insultati in un video omofobo diffuso in rete</title>
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		<pubDate>Sun, 02 May 2021 15:30:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nella stessa giornata in cui Fedez ha riacceso il dibattito sulla necessità di una legge contro l&#8217;omofobia, un video sta indignando i reggini, già virale in riva allo Stretto. A postarlo sul suo canale YouTube è stato Luciano Suraci, fondatore del Popolo di Archi, movimento nato per la vivibilità del suddetto quartiere nonché ex candidato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/reggio-gay-ripresi-a-loro-insaputa-e-insultati-in-un-video-omofobo-diffuso-in-rete/">Reggio, gay ripresi a loro insaputa e insultati in un video omofobo diffuso in rete</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Nella stessa giornata in cui Fedez ha riacceso il dibattito sulla necessità di una legge contro l&#8217;omofobia, <strong>un video sta indignando i reggini, già virale in riva allo Stretto</strong>. A postarlo sul suo canale YouTube è stato Luciano Suraci, fondatore del Popolo di Archi, movimento nato per la vivibilità del suddetto quartiere nonché ex candidato consigliere alle scorse elezioni comunali nella lista AmaReggio. Nel video si vedono due giovani uomini che si baciano su una panchina del lungomare &#8211; una scena frequente, quella di una coppia che si ama e si scambia effusioni senza particolari eccessi. <strong>I due sono ripresi dall&#8217;alto, evidentemente a loro insaputa, e appaiono ora protagonisti di un video intitolato &#8220;Reggio, ricchioni sul lungomare&#8221;</strong> e montato con didascalie che esprimono sdegno e alludono al degrado odierno dell&#8217;Italia, concludendo &#8220;speriamo che guariscano da questa atroce malattia&#8221; e accomunando una specie di infimo stato sociale le categorie di &#8220;ricchioni, transessuali, drogati, alcolizzati, omicidi e suicidi&#8221;. Nella stessa pagina, oltre a vari video di esaltazione di nostalgie fasciste, si trovano filmati di tenore simile sugli immigrati e sulla transessualità. Adesso <strong>l&#8217;autore del video, chiunque sia, rischia una denuncia pesante, prima che per le offese contenute nel video, per la violazione della privacy</strong> e la diffusione di immagini senza il consenso degli interessati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/reggio-gay-ripresi-a-loro-insaputa-e-insultati-in-un-video-omofobo-diffuso-in-rete/">Reggio, gay ripresi a loro insaputa e insultati in un video omofobo diffuso in rete</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Fedez contro Lega e Rai, le reazioni in Calabria e quel post cancellato di don Imeneo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 May 2021 11:41:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Italia si sveglia inneggiando a un inconsueto eroe, il Fedez paladino dei diritti civili consacrato sul palco del concertone del Primo Maggio. Pietra dello scandalo è ancora la legge Zan sull&#8217;omotransfobia, attualmente bloccata in Senato e a favore della quale il rapper è da settimane autore di una veemente campagna sui social suoi e della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;Italia si sveglia inneggiando a un inconsueto eroe, il Fedez paladino dei diritti civili</strong> consacrato sul palco del concertone del Primo Maggio. Pietra dello scandalo è ancora la legge Zan sull&#8217;omotransfobia, attualmente bloccata in Senato e a favore della quale il rapper è da settimane autore di una veemente campagna sui social suoi e della moglie Chiara Ferragni. <strong>Ma la bomba scoppia durante il concertone dove Fedez si è presentato per parlare dell&#8217;insidioso argomento, sostenendo di esserci riuscito lottando con le unghie e i denti per non farsi censurare. La Rai, infatti, nella persona della vicedirettrice della terza rete, Ilaria Capitani, avrebbe provato a convincere il cantante ad epurare alcune parti del suo discorso perché &#8220;inopportune», come dimostra la registrazione di una telefonata</strong> che Fedez ha prontamente diffuso nelle sue stories Instagram. L&#8217;acme è il tentativo di sottoporre il discorso ad approvazione politica, quando Capitani dice: &#8220;Le chiediamo di adeguarsi al sistema». Apriti cielo. <strong>Le parole non gradite in un intervento che in realtà è stato molto misurato &#8211; e citava anche la mancanza di sostegno governativo ai lavoratori dello spettacolo fermi da mesi &#8211; sono chiaramente quelle con cui si elencano le affermazioni omofobe e d&#8217;odio contro i gay giunte nel tempo da rappresentanti della Lega, con tanto di nome e cognome.</strong> La premessa è che Matteo Salvini aveva apertamente diffidato la Rai dall&#8217;ammettere quei passaggi durante la trasmissione, poi c&#8217;è la presunta minaccia dell&#8217;azienda televisiva di accollare i costi dell&#8217;evento alla triade sindacale come sanzione per aver dato carta bianca al caustico rapper.</p>
<p>Ma Fedez va avanti come un carroarmato e conquista tutti, anche quelli che, a dispetto dei suoi dischi d&#8217;oro e di platino, non sono teneri con le sue doti artistiche. E persino quelli che non sopportano la famigliola Ferragnez. <strong>Mentre Chiara si esalta e spamma cuori per il coraggio di suo marito, le uniche reazioni critiche arrivano dai leghisti. In testa c&#8217;è il senatore Simone Pillon,</strong> che commenta evocando il demone degli ormoni maschili che qualcuno, a legge Zan approvata, inietterebbe coattivamente nei corpi delle bambine, neonati comprati e figlioletti a cui sarà impedita la gioia di saltellare nel lettone in mezzo a una mamma e un papà. Concludendo che pregherà per il ravvedimento di Fedez, colpevole di aver usato i soldi del canone Rai (sì, quello che noi tutti abbiamo pagato per vedere fino a pochi anni fa le schifezze poco adatte ai minori dell&#8217;Isola dei Famosi e i corpi femminili misurati con il metro di Miss Italia) per attaccare la Lega.</p>
<p><strong>Salvini, invece, non si lascia prendere dal delirio e replica così: «Adoro e difendo la libertà di pensare, di scrivere, di parlare, di amare.</strong> Ognuno può amare chi vuole, come vuole, quanto vuole. E chi discrimina o aggredisce va punito, come previsto dalla legge. È già così, per fortuna. Chi aggredisce un omosessuale o un eterosessuale, un bianco o un nero, un cristiano o un buddhista, un giovane o un anziano, rischia fino a 16 anni di carcere. È già così. Reinvito Fedez a bere un caffè, tranquilli, per parlare di libertà e di diritti». Ovvero lui non censura nessuno e sul punto è calmissimo e sicuro di sè. <strong>Poi però gli scappa la virata in stile &#8220;e allora il Pd&#8221;, auspicando che qualcuno paghi per quanto accaduto sul palco romano e informando che «l’interlocutrice Rai registrata da Fedez era stata portavoce di Veltroni </strong>sindaco Pd di Roma». Dal resto del partito si registra un quasi totale imbarazzato silenzio. Molto difficile giustificare il ricordo di quell&#8217;anatema sul figlio gay da bruciare nel forno, che si sarebbe preferito nascondere sotto il tappeto&#8230;</p>
<p><strong>Da parte della Chiesa c&#8217;è pure un piccolo &#8220;giallo&#8221; calabrese. Don Davide Imeneo, direttore dell&#8217;Avvenire di Calabria e portavoce della diocesi di Reggio-Bova, è stato travolto dalle polemiche per una frase francamente infelice, apparsa stamattina sul suo profilo Facebook e cancellata poche ore dopo:</strong> «In Italia i tossicodipendenti hanno preso il posto degli intellettuali. E passano per eroi». Tutti, data la concomitanza con il caso del concertone, hanno pensato si riferisse a Fedez e in tanti hanno preso le distanze dalle dure parole del sacerdote. Ma Imeneo ha fatto sparire frettolosamente il post spiegando di non essersi riferito «alla vicenda accaduta ieri sera e che ha per protagonista un noto influencer/cantante. Era una frase (la cui condivisione era programmata) che allude al ribaltamento dei valori di oggi, tempo in cui chi vive negli eccessi ha una visibilità oltremodo sconsiderata rispetto ai meriti)». E ha concluso: «Date le tristi strumentalizzazioni politiche e ideologiche a cui è stato sottoposto il mio post, nonché gli attacchi personali di cui sono stato destinatario, ho ritenuto doveroso cancellarlo». Paradossalmente e con tutte le differenze della situazione, potremmo dire che anche don Imeneo è stato vittima di quell&#8217;aggressione verbale dovuta a una condizione personale (qui il fatto di essere un uomo di chiesa) che è alla base della necessità di tutela espressa dalla legge Zan. Infatti le contestazioni sotto quel post riguardavano il richiamo ai tossicodipendenti: <strong>se, come lui sostiene, Imeneo non voleva definire così Fedez (sarebbe stato, e lo sa bene, un&#8217;offesa), non è comunque edificante per un sacerdote alludere in modo dispregiativo a soggetti che vivono una dipendenza &#8211; e qualcuno gli ha fatto notare «i tossicodipendenti non sono forse figli di Dio?»</strong></p>
<p>Che Imeneo non sia tra i sostenitori del dl Zan pare scontato. Pugnace fustigatore del Gay Pride reggino, qualche anno fa il prete e giornalista aveva ricevuto una lettera con frasi minatorie firmata da un sedicente gruppo di rivoluzione omosessuale mai individuato.</p>
<p>Ma la toccata e fuga del sacerdote reggino e i commenti random di pochi altri critici servono a poco: in Calabria la gente sta quasi tutta dalla parte del ribelle Federico, che qualcuno paragona persino a Dario Fo, vittima di una ormai leggendaria censura Rai per la gag satirica con Franca Rame sulla sicurezza dei cantieri edili. <strong>E lo scrittore e medico Santo Gioffré, pur simpaticamente snob nel citare il rapper come un «costui Fenez» a lui sconosciuto, approva un altro sepolcro imbiancato dell&#8217;intervento di ieri, ovvero la denuncia degli intrallazzi del Vaticano crociato contro la legge 197/78 eppure azionista di Novartis, ditta produttrice di una nota pillola abortiva (notizia ripresa da un&#8217;inchiesta di Report). Gioffré, ex commissario straordinario dell&#8217;azienda sanitaria reggina, ricorda anche la sua personale esperienza con la multinazionale farmaceutica, «pizzicata da me per essersi fatta pagare due volte le stesse fatture nell&#8217;Asp di Reggio».</strong> Insomma, pur precisando di parlare soltanto della legge 194/78 («io nella mia vita professionale non solo non sono mai stato obiettore, di fronte alle ipocrisie strumentali di molti miei colleghi, ma mi sono sempre sottomesso alle leggi della Repubblica») e quindi non del vespaio su Zan, Gioffré sembra comunque attribuire al rapper il merito di aver segnalato una verità scomoda sulla Chiesa.</p>
<p><strong>Mentre Antonio Marziale, già garante regionale per l&#8217;infanzia, è ironico nel citare la canzone di Battiato Povera patria, ovvero «povero quel paese che ha bisogno di influencer perché vuol dire che le teste sono poche»</strong>, unendosi al coro di detrattori infastiditi per il fatto che trattare temi politici sia stato un vip con il sospetto di volersi autosponsorizzare. Dimenticando che sul palco del Primo Maggio attori e cantanti hanno sempre parlato di politica. E che forse quel signor Ferragnez non ha tutto questo bisogno di pubblicità aggiuntiva.</p>
<p><strong>Nel generale tripudio per Fedez, a proposito di omofobia un misero contraltare lo avevano offerto i comici Pio e Amedeo nell&#8217;ultima puntata del loro show &#8220;Felicissima sera&#8221; su Canale 5. Ai due si deve un discutibile sketch</strong> (che ha offeso un po&#8217; tutti) sulle parole che non si possono dire, tra cui figurano frocio, negro e ricchione. Che invece, secondo la tamarra coppia comica, sono termini innocui &#8211; il male e le discriminazioni semmai risiedono in altro. <strong>Ragionamento che ricorda molto una celebre uscita del nostro presidente facente funzioni Nino Spirlì: anni fa, da omosessuale e neocomponente della giunta Santelli, sdoganò quelle parole esprimendo lo stesso pensiero di Pio e Amedeo. E infatti sulla sua pagina Facebook Spirlì non ha mancato di lodare il «gusto dell&#8217;eccesso» dei due comici, autori a suo dire, di «Grande e Colta Satira».</strong> Ma forse questa definizione non piacerebbe proprio agli ex Emigratis, che ad essere colti hanno dimostrato di tenere poco, costruendo la loro carriera su un tipo di comicità volutamente buzzurra&#8230;</p>
<p><strong>Isabella Marchiolo</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/il-rapper-contro-lega-e-rai-le-reazioni-in-calabria-e-quel-post-cancellato-di-don-imeneo/">Fedez contro Lega e Rai, le reazioni in Calabria e quel post cancellato di don Imeneo</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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