Tag: denuncia

  • Nel Reggino la Polizia denuncia tre minorenni: avevano coltelli a scatto e una pistola ad aria compressa

    Nel Reggino la Polizia denuncia tre minorenni: avevano coltelli a scatto e una pistola ad aria compressa

    La Polizia di Stato ha denunciato in stato di libertà tre ragazzi minorenni per il reato di porto abusivo di armi e oggetti atti ad offendere. Nel corso di un servizio di controllo del territorio, svolto in occasione dei festeggiamenti in onore della Madonna della Catena a Polistena, i poliziotti delle Volanti del Commissariato P.S. di Cittanova hanno notato un gruppo di ragazzi dall’atteggiamento sospetto.

    Questi, di età compresa tra i 15 e i 17 anni, alla vista degli operanti hanno cercato di dileguarsi nelle vie limitrofe ma sono stati raggiunti e trovati in possesso di due coltelli a scatto, con lama di 10 centimetri, e una pistola ad aria compressa con relative munizioni. I tre minori, deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria, all’esito delle attività sono stati affidati ai genitori.

    L’attività si inserisce nel più ampio quadro dell’intensificazione dei servizi di controllo del territorio predisposti dal Questore Paolo Sirna, con una particolare attenzione ai luoghi di aggregazione giovanile. L’obiettivo rimane quello di garantire la sicurezza dei cittadini e di prevenire i fenomeni di devianza e criminalità minorile.

  • Ripreso da un drone mentre appicca un incendio, Carabinieri denunciano un uomo nel Cosentino

    Ripreso da un drone mentre appicca un incendio, Carabinieri denunciano un uomo nel Cosentino

    I Carabinieri forestali di Aiello Calabro (CS) hanno denunciato un uomo di Cleto per il reato di incendio boschivo doloso. I militari sono riusciti a individuare il responsabile di un rogo che si è sviluppato nel Comune di Cleto grazie all’acquisizione di immagini video messe a disposizione dagli operatori della Control room dell’operazione ‘Tolleranza zero’ della Regione Calabria, che utilizza i droni per il monitoraggio del territorio.

    Nei giorni scorsi nella località ‘Sottana – Savuto’, nel Comune di Cleto, si è sviluppato un incendio che ha interessato una vasta superficie di macchia mediterranea vicina a un’area boschiva. Dalle immagini acquisite i carabinieri sono riusciti a individuare l’autore dell’incendio.

    L’uomo, prima con un accendino poi utilizzando un innesco vegetale, ha appiccato il fuoco in più punti dell’area. Una volta individuato è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Paola.

  • Sospesi lavori in cantiere edile del Catanzarese: lavoratori in nero, mancanza sicurezza e sub-appalto irregolare

    Sospesi lavori in cantiere edile del Catanzarese: lavoratori in nero, mancanza sicurezza e sub-appalto irregolare

    Nelle scorse ore, a Soveria Simeri (CZ), i Carabinieri di Sellia Marina, affiancati dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Catanzaro e dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Catanzaro-Crotone, hanno riscontrato gravi irregolarità in un cantiere edile: infatti, un lavoratore su due è risultato impiegato “in nero”, mentre i lavori erano stati affidati senza un contratto di subappalto. E’ stata pertanto disposta l’immediata sospensione dei lavori, con sanzioni per oltre 25mila euro e la diffida nei confronti dei titolari di due imprese a sanare le numerose violazioni in materia di sicurezza.

    Durante il controllo, mirato al contrasto del lavoro sommerso e alla verifica delle normative antinfortunistiche, i militari hanno identificato i due operai presenti, uno dei quali è risultato impiegato “in nero”, sorpreso mentre movimentava vario materiale. Le verifiche documentali hanno inoltre rivelato che l’impresa affidataria aveva subappaltato i lavori a una ditta locale senza alcun titolo autorizzativo e senza una preliminare verifica dei requisiti tecnico-professionali. Sono state contestate anche la mancata individuazione del preposto e l’assenza sia di un piano operativo di sicurezza, sia della “patente a crediti”, tutti requisiti indispensabili per operare regolarmente nei cantieri.

    Il cantiere presentava altissimi rischi di infortunio: viabilità interna insicura, totale mancanza di estintori, opere provvisionali non conformi e assenza di idonee protezioni contro le cadute dall’alto. L’area resterà interdetta fino alla completa messa in sicurezza e alla regolarizzazione del lavoratore, mentre i titolari delle due imprese (un 34enne e un 44enne) saranno denunciati in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria qualora non ottemperino, nei termini di legge, alle prescrizioni imposte. Sono state inoltre elevate sanzioni per un importo complessivo di oltre 25mila euro.

  • Catanzaro, fuori è una Ferrari ma “dentro” è una Toyota: proprietario denunciato per contraffazione

    Catanzaro, fuori è una Ferrari ma “dentro” è una Toyota: proprietario denunciato per contraffazione

    I finanzieri del Comando Provinciale di Catanzaro, coadiuvati da personale specializzato inviato dalla casa costruttrice Ferrari Spa, hanno dato esecuzione ad un provvedimento emesso dal Tribunale di Catanzaro con il quale è stato disposto lo smontaggio e la distruzione di alcuni componenti contraffatti montati su un’autovettura per renderla del tutto simile ad una prestigiosa auto di lusso di Maranello.

    L’auto originaria, una Toyota, sequestrata in precedenza dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Catanzaro, era stata trasformata nella carrozzeria e negli accessori esterni e interni per renderla del tutto somigliante ad una vera Ferrari F355GTS. Stemmi, loghi e parti meccaniche originali della casa di costruzione giapponese, tra i quali cerchi, volante, battitacco, passaruota, cofano anteriore e posteriore, erano stati sostituiti con prodotti apparentemente del tutto uguali a quelli del noto modello sportivo del “Cavallino rampante”, prodotto dal 1994 al 1999 con design “Pininfarina” dalla prestigiosa fabbrica di auto di lusso di Maranello.

    L’auto così modificata era stata messa in vendita, pubblicizzandola anche sul web, come Ferrari F355GTS senza indicazione del prezzo in un autosalone di Catanzaro.
    Dopo gli accertamenti di rito, l’auto è stata sequestrata dai finanzieri e il proprietario è stato dapprima denunciato alla Procura della Repubblica di Catanzaro per i reati di contraffazione e, successivamente, rinviato a giudizio. All’esito degli accertamenti eseguiti l’Autorità Giudiziaria ha inoltre disposto la distruzione delle componenti oggetto di contraffazione e la riconsegna dell’autovettura.

  • San Luca, fatta luce su truffa online sulle polizze auto: giovane denunciato

    San Luca, fatta luce su truffa online sulle polizze auto: giovane denunciato

    Un’articolata e incisiva attività investigativa condotta dai Carabinieri della Stazione di San Luca (RC) ha consentito di fare luce su una sofisticata truffa online ai danni di un cittadino del comprensorio aspromontano, culminata con la denuncia alla Procura della Repubblica di Locri di un giovane, residente in provincia di Crotone. L’indagine trae origine da una denuncia-querela presentata dalla vittima nel marzo 2024. L’uomo, alla ricerca di un’offerta vantaggiosa per il rinnovo della polizza assicurativa della propria autovettura, veniva agganciato da un sedicente intermediario assicurativo che, con modi convincenti e un’apparente professionalità, riusciva a instaurare un rapporto di fiducia.

    Dietro quella facciata, però, si celava un raggiro ben congegnato: il falso broker induceva la vittima a effettuare due bonifici bancari, per un importo complessivo di quasi 1200 euro, salvo poi dileguarsi nel nulla immediatamente dopo aver incassato la somma. Determinante si è rivelata la meticolosa attività investigativa dei Carabinieri, sviluppata attraverso un accurato lavoro di analisi e incrocio dei dati telematici e dei flussi finanziari, che ha permesso di risalire all’identità del presunto responsabile e di deferirlo all’Autorità Giudiziaria di Locri.

    L’operazione si inserisce nel costante e capillare impegno dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto alle truffe online, fenomeno in continua espansione che colpisce sempre più spesso cittadini ignari, e nelle parallele attività di prevenzione e sensibilizzazione volte a rafforzare la consapevolezza e la sicurezza della collettività.

     

     

  • Muore dopo le dimissioni dal Pronto soccorso di Vibo, famiglia presenta denuncia

    Muore dopo le dimissioni dal Pronto soccorso di Vibo, famiglia presenta denuncia

    Si è recato in ospedale per difficoltà respiratorie che duravano da un paio di giorni. Dopo essere stato visitato e sottoposto ad esami è stato dimesso e dopo quattro giorni è morto. Adesso i parenti hanno presentato una denuncia-querela ai carabinieri. E’ quanto accaduto nel Vibonese. L’uomo, Antonino Cavallaro, 70 anni, è morto nella mattinata del primo aprile nella sua abitazione a Dinami. Secondo la denuncia dei familiari, l’uomo, indicato come paziente cardiopatico, si era recato al Pronto soccorso dell’ospedale di Vibo Valentia il 28 marzo. Dopo circa due ore trascorse in ospedale, durante le quali sono stati effettuati alcuni accertamenti, ritenuti non specifici dai familiari, l’uomo era stato dimesso e aveva fatto ritorno a casa.

    Nei giorni successivi le condizioni sarebbero peggiorate. Ai problemi respiratori si sarebbero aggiunti gonfiori in diverse parti del corpo, segnali che – secondo quanto sostenuto dalla famiglia – avrebbero potuto indicare una sofferenza di natura cardiaca. La mattina del primo aprile, non riuscendo a contattarlo, i familiari si sono recati nella sua abitazione trovandolo morto. Cavallaro viveva da solo, non era sposato e non aveva figli. In paese era conosciuto e stimato per avere gestito per decenni uno bar prima di andare in pensione. Per il 15 aprile aveva fissato un appuntamento a Roma per sottoporsi a controlli cardiologici periodici, proprio in virtù della patologia di cui soffriva.

    Nella denuncia presentata ai carabinieri di Dinami, i familiari ipotizzano la mancanza di accertamenti diagnostici più approfonditi al Pronto soccorso, in particolare esami mirati a verificare eventuali criticità cardiache, nonché la mancata valutazione di un possibile ricovero. Il legale della famiglia, l’avvocata Anna Barone, ha già avviato le prime iniziative formali, chiedendo il sequestro della cartella clinica e annunciando la nomina di un consulente medico-legale in vista dell’autopsia. “Andremo fino in fondo – ha sostenuto la legale – per accertare se vi siano state negligenze nella gestione del paziente“.
    (Ansa)

  • FOTO-“Basta Vittime sulla SS106”: grave situazione pericolo nel territorio di Mandatoriccio

    FOTO-“Basta Vittime sulla SS106”: grave situazione pericolo nel territorio di Mandatoriccio

    L’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime sulla Strada Statale 106” rende noto di aver inviato nella giornata di ieri una formale segnalazione urgente al Commissario Prefettizio del Comune di Mandatoriccio, al Prefetto di Cosenza, ad ANAS Spa, alla Procura della Repubblica di Castrovillari e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per denunciare una grave situazione di pericolo presente sulla Strada Statale 106 al km 308+400, nel territorio comunale di Mandatoriccio. Come documentato nella segnalazione trasmessa dall’Organizzazione, a seguito di un sinistro stradale è stato divelto il muro di protezione che separava la carreggiata da un passaggio pedonale situato circa quattro metri più in basso rispetto al piano stradale. Ad oggi, la zona risulta “messa in sicurezza” soltanto mediante il posizionamento di due new jersey in plastica, peraltro vuoti, una soluzione evidentemente inadeguata e incapace di impedire la possibile caduta nel vuoto di motocicli, autovetture, furgoni o persino mezzi pesanti.

    Una eventualità che, se dovesse verificarsi, comporterebbe rischi gravissimi non solo per gli automobilisti ma anche per i pedoni che transitano nel passaggio sottostante. A ciò si aggiunge una segnaletica insufficiente e non idonea a garantire condizioni minime di sicurezza. Di fronte a una situazione tanto evidente quanto pericolosa, l’Organizzazione ha ritenuto doveroso richiamare formalmente le responsabilità previste dalla normativa vigente, ricordando come gli enti competenti possano essere chiamati a rispondere in sede civile e penale qualora dovessero verificarsi incidenti riconducibili al permanere di tale stato di pericolo. Sono stati infatti richiamati, tra gli altri, gli articoli 2043, 2051 e 2053 del Codice Civile, relativi alla responsabilità per danni e per la custodia delle infrastrutture, nonché le disposizioni del Codice della Strada che impongono agli enti proprietari delle strade l’obbligo di garantire la sicurezza e la funzionalità delle infrastrutture. L’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime sulla Strada Statale 106” ha quindi chiesto con la massima urgenza che vengano adottati interventi risolutivi immediati per eliminare il pericolo e ripristinare condizioni adeguate di sicurezza lungo il tratto interessato della Statale 106.

    «Noi abbiamo fatto ciò che riteniamo doveroso – dichiara il Presidente Leonardo Caligiuri – ovvero segnalare formalmente una situazione di pericolo evidente e documentata. Lo abbiamo fatto nelle sedi istituzionali competenti e lo abbiamo fatto mettendo per iscritto tutte le responsabilità previste dalla legge». «Ora – prosegue Caligiuri – spetta a chi ha il dovere di intervenire farlo con tempestività. La Statale 106 purtroppo ci ha insegnato che le tragedie spesso arrivano dopo segnalazioni ignorate o sottovalutate. Per questo vogliamo essere chiari: se dovesse accadere qualcosa in quel punto, nessuno potrà dire di non sapere». L’Organizzazione ribadisce che continuerà a vigilare con la massima attenzione e che, qualora la situazione dovesse permanere o dovessero verificarsi incidenti riconducibili a questa condizione di pericolo, non esiterà ad intraprendere ogni iniziativa utile affinché vengano accertate tutte le responsabilità del caso. Perché sulla Statale 106 la sicurezza non può essere affidata al caso e la tutela della vita dei cittadini non può tollerare ritardi, superficialità o silenzi.

  • Petilia Policastro, deteneva armi e munizioni illegalmente in casa: denunciato

    Petilia Policastro, deteneva armi e munizioni illegalmente in casa: denunciato

    I Carabinieri della Stazione di Petilia Policastro, al termine di un mirato servizio di controllo del territorio e di attività investigativa svolta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal Procuratore Domenico Guarascio, hanno deferito in stato di libertà un uomo del posto per detenzione illegale di armi e munizioni. L’operazione trae origine da specifiche attività info-investigative sviluppate dai militari dell’Arma, che hanno consentito di individuare elementi utili a procedere ad una perquisizione domiciliare, nel corso della quale veniva rinvenuto un vero e proprio arsenale clandestino.

    In particolare, all’interno dell’abitazione sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro penale:

    • un fucile combinato calibro 16;

    • un fucile doppietta calibro 12 con canne mozzate;

    • una canna di fucile calibro 12;

    • un revolver calibro .38 con matricola abrasa;

    • parti di canna di fucile e diversi meccanismi di arma;

    • 52 cartucce di vario calibro.

    Tutto il materiale rinvenuto è stato immediatamente sequestrato e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. L’operazione conferma ancora una volta la costante azione di prevenzione e contrasto alla diffusione illegale di armi svolta dall’Arma dei Carabinieri sul territorio, attività che riveste particolare importanza per la tutela della sicurezza pubblica. I controlli dei Carabinieri proseguiranno senza sosta in tutta l’area della Compagnia di Petilia Policastro, con servizi mirati al contrasto di ogni forma di illegalità e alla salvaguardia della sicurezza dei cittadini.

  • San Ferdinando, lite nella tendopoli sfocia in accoltellamento: denunciato per lesioni aggravate

    San Ferdinando, lite nella tendopoli sfocia in accoltellamento: denunciato per lesioni aggravate

    Intervento rapido e indagini immediate hanno consentito ai Carabinieri della Stazione di San Ferdinando di individuare e denunciare in stato di libertà un cittadino guineano, ritenuto responsabile di lesioni personali aggravate e falsa attestazione a pubblico ufficiale sulla propria identità, al termine di un accoltellamento avvenuto all’interno della tendopoli ministeriale.

    L’allarme è scattato a seguito di una segnalazione pervenuta alla Centrale Operativa della Compagnia di Gioia Tauro relativa a una violenta aggressione con arma da taglio. I militari dell’Arma, giunti sul posto in pochi minuti, hanno individuato un uomo con una vistosa ferita da coltello, immediatamente soccorso dal personale sanitario del 118 e trasportato presso l’ospedale di Gioia Tauro per le cure del caso. Le immediate attività investigative, condotte senza soluzione di continuità, hanno consentito ai Carabinieri di individuare il presunto aggressore ancora presente nell’area della tendopoli. Secondo quanto ricostruito dai militari, l’uomo avrebbe colpito il connazionale al culmine di un violento alterco scaturito per futili motivi.

    Determinante si è rivelato il fiuto investigativo dei Carabinieri, che ha permesso di rinvenire l’arma utilizzata per l’aggressione: un coltello con lama di circa 12 centimetri che l’indagato aveva tentato di occultare all’interno di un sacco dei rifiuti nel tentativo di sottrarlo ai controlli. L’attività di polizia giudiziaria è poi proseguita con gli accertamenti sull’identità del soggetto che, privo di documenti, è stato sottoposto a rilievi dattiloscopici. Le verifiche hanno consentito di accertare che l’uomo aveva fornito false generalità ai militari al momento del controllo, nel tentativo di nascondere la propria reale identità. Al termine delle formalità di rito, l’indagato è stato deferito all’Autorità Giudiziaria di Palmi, mentre il coltello sequestrato è stato posto a disposizione della medesima Autorità per i successivi accertamenti.

  • Percezione di fondi agricoli senza la disponibilità, denuncia e sequestro di 90mila euro

    Percezione di fondi agricoli senza la disponibilità, denuncia e sequestro di 90mila euro

    I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza, in esecuzione di un apposito Decreto di sequestro a firma del G.I.P. del Tribunale di Castrovillari, hanno eseguito il sequestro preventivo di circa 90 mila euro, nei confronti di un soggetto che dichiarando fraudolentemente la disponibilità di un fondo agricolo, avrebbe illecitamente percepito, negli anni dal 2019 al 2023, il complessivo importo anzidetto a titolo di contributi erogati dall’ Agenzia della Regione Calabria per le Erogazioni in Agricoltura.

    L’indagine, scaturita dalla querela presentata dal proprietario del fondo agricolo e condotta dai finanzieri della Compagnia di Castrovillari, coordinati dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, ha infatti evidenziato che il soggetto ritenuto responsabile della truffa ai danni dello Stato, avrebbe falsamente e reiteratamente dichiarato di essere l’affittuario del terreno di proprietà del querelante, allegando all’istruttoria per il conseguimento delle provvidenze agricole richieste, falsi contratti di affitto del fondo rustico, così inducendo in errore l’Ente regionale erogatore di quei contributi agricoli.

    La correttezza dell’assunto investigativo proposto dai militari della Guardia di finanza all’Autorità giudiziaria inquirente, è stata come detto avvalorata dal G.I.P. del Tribunale di Castrovillari, con l’emissione del Decreto di sequestro preventivo anzidetto. L’operazione di servizio testimonia la stretta sinergia operativa tra la Procura della Repubblica di Castrovillari e la Guardia di finanza a tutela degli interessi economico – finanziari dello Stato e dell’Unione Europea, nella consapevolezza che il contrasto ai fenomeni di indebita percezione di fondi pubblici nazionali ed europei contribuisce al processo di ripresa e di rilancio dell’economia del Paese e favorisce quindi una più equa ripartizione del prelievo impositivo tra i cittadini.