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	<title>definitiva Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Confisca definitiva per oltre 7 Mln di euro ad un professionista contiguo alla &#8216;ndrangheta di Cutro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 07:21:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I finanzieri del Comando Provinciale di Crotone hanno dato esecuzione – in Calabria, Emilia Romagna e Lazio &#8211; ad una sentenza emessa dalla Corte di Appello di Catanzaro &#8211; Prima Sezione Penale, divenuta irrevocabile a seguito di pronuncia della Suprema Corte di Cassazione, con cui è stata disposta la confisca definitiva di beni, per un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I finanzieri del Comando Provinciale di Crotone hanno dato esecuzione – in Calabria, Emilia Romagna e Lazio &#8211; ad una sentenza emessa dalla Corte di Appello di Catanzaro &#8211; Prima Sezione Penale, divenuta irrevocabile a seguito di pronuncia della Suprema Corte di Cassazione, con cui è stata disposta la confisca definitiva di beni, per un valore complessivo di oltre 7 milioni di euro, nei confronti di un professionista ritenuto attiguo alla ‘ndrangheta cutrese. Tale provvedimento ablativo porta definitivamente a conclusione l’istruttoria che, già nel settembre del 2024, aveva condotto a un primo sequestro patrimoniale disposto dal Tribunale di Catanzaro &#8211; Sezione per l’applicazione delle Misure di Prevenzione, su proposta della Procura della Repubblica &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, in relazione alle risultanze investigative emerse nell’ambito dell’operazione “THOMAS”, eseguita nel 2020 e allora coordinata dall’attuale Procuratore della Repubblica di Crotone – dott. Domenico Guarascio. In particolare, gli elementi probatori raccolti in seno alla cennata operazione hanno fatto emergere ed accertare inequivocabilmente la contiguità del professionista con la criminalità organizzata.</p>
<p>Più nel dettaglio, egli, condannato in via definitiva con sentenza della Corte di Cassazione emessa nel giugno del 2025 alla pena di anni 7 e mesi 4 di reclusione, è stato ritenuto il terminale economico attraverso cui il clan ha ottenuto, sino all’intervento giudiziario, il controllo e la gestione di strutture ricettive sedenti lungo la costa ionica crotonese. L’opera di ricostruzione patrimoniale, sviluppata ai sensi del D.Lgs. 159/2011 (<em>Codice delle Leggi antimafia</em>), ha permesso di ricostruire gli asset patrimoniali e finanziari posti nella disponibilità, diretta e indiretta, del professionista, acquisiti con i proventi delle attività illecite realizzate nel tempo anche in ragione della sua condotta finalizzata a favorire gli interessi economici della ‘ndrangheta e, comunque, risultati ingiustificatamente sproporzionati rispetto a quanto ufficialmente indicato nella sua dichiarazione dei redditi.</p>
<p>Complessivamente, in esecuzione del provvedimento ablativo definitivo sono stati sottoposti a confisca beni mobili, immobili, compendi aziendali, quote societarie e ditte individuali, rapporti bancari ed assicurativi per un valore complessivo di oltre 7 milioni di euro. L’attività di servizio testimonia ancora una volta l’azione che la Guardia di Finanza svolge nel contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, delle associazioni a delinquere di tipo mafioso, al fine di evitare i tentativi, sempre più pericolosi, di inquinamento del tessuto imprenditoriale e di partecipazione al capitale di imprese sane.</p>
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		<title>Zambrone, arrestato uomo condannato in via definitiva per violenza sessuale, maltrattamenti e atti persecutori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 16:20:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri della Stazione di Zungri (VV) hanno dato esecuzione, nelle scorse ore, ad un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia. Il provvedimento ha riguardato un uomo, classe 1969, disoccupato, residente nel comune di Zambrone, condannato in via definitiva per reati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri della Stazione di Zungri (VV) hanno dato esecuzione, nelle scorse ore, ad un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia.</p>
<p>Il provvedimento ha riguardato un uomo, classe 1969, disoccupato, residente nel comune di Zambrone, condannato in via definitiva per reati commessi tra il 2017 e il 2021, riconducibili a episodi di violenza sessuale aggravata, maltrattamenti contro familiari o conviventi, atti persecutori e danneggiamento seguito da incendio.</p>
<p>L’ordine di esecuzione è stato emesso a seguito del passaggio in giudicato della sentenza di condanna. La pena residua da espiare è pari ad anni 6, mesi 10 e giorni 3 di reclusione. Al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Vibo Valentia, come disposto dall’Autorità Giudiziaria procedente.</p>
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		<title>VIDEO-A narcotrafficante e usuraio calabrese continuo con cosca Bellocco confiscati beni in via definitiva</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-a-narcotrafficante-e-usuraio-calabrese-continuo-con-cosca-bellocco-confiscati-beni-in-via-definitiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 08:17:56 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-378861-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/DownloadFile-1.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/DownloadFile-1.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/DownloadFile-1.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>I Finanzieri dei Comandi Provinciali di Firenze e Reggio Calabria, unitamente a personale dello S.C.I.C.O., hanno dato esecuzione ad un decreto emesso dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria, sulla base della normativa prevista dal cosiddetto “Codice Antimafia”, divenuto definitivo sia per la parte relativa ai profili della misura personale (<em>sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per 4 anni</em>), sia per il profilo patrimoniale (confisca di beni per un valore complessivamente stimato in circa 200 mila euro) in capo ad un narcotrafficante e usuraio calabrese contiguo alla cosca della ‘Ndrangheta dei “Bellocco” di Rosarno (RC). Il patrimonio era già stato acquisito con una confisca, di primo e di secondo grado, disposta dalle Sezioni Misure di Prevenzione del Tribunale e della Corte d’Appello di Reggio Calabria, a conferma integrale che il patrimonio aziendale, direttamente e indirettamente nella disponibilità del predetto, comprensivo di un’imbarcazione destinata alla pesca della lunghezza di 16 metri circa, tre autoveicoli, un fabbricato e disponibilità finanziarie, fosse sproporzionato rispetto alla capacità reddituale manifestata. La figura criminale e la spiccata ininterrotta pericolosità sociale sia qualificata che generica del “proposto” sin dalla fine degli anni ‘90, era emersa in particolare &#8211; allo stato dei procedimenti in essere e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento della responsabilità &#8211; nell’ambito delle operazioni denominate “Magma”, condotta dal G.I.C.O. di Reggio Calabria sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica reggina, “Erba di Grace” e “Buenaventura”, eseguite dal G.I.C.O. di Firenze, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo toscano.</p>
<p>In particolare, a seguito dell’operazione “Magma”, conclusasi nel mese di novembre 2019 con l’esecuzione di 45 provvedimenti cautelari, il soggetto è stato condannato a 20 anni di reclusione per traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Nell’ambito dell’operazione “Erba di Grace”, il “proposto” è stato condannato, con sentenza del GIP del Tribunale di Firenze del 2021, confermata poi dalla Corte d’Appello di Firenze nel 2022 in secondo grado, alla pena di 4 anni di reclusione per il reato di traffico di stupefacenti commesso in provincia di Pistoia. Infine, a valle dell’operazione “Buenaventura”, il “proposto” è stato condannato, in primo grado con il rito abbreviato, dal GUP del Tribunale di Firenze nel 2022 alla pena di 8 anni di reclusione per “reati contro la persona e contro il patrimonio”, ovvero per aver posto in essere manovre estorsive aggravate dal metodo mafioso funzionali al recupero di un credito usuraio accordato ad un imprenditore del senese attivo nel settore tessile, al quale aveva applicato tassi di interesse annuali che arrivavano fino a oltre il 66% su base annua.</p>
<p>In relazione alle risultanze delle attività di cui sopra, la Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, in stretta sinergia con la Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, nel quadro delle attività finalizzate al contrasto degli interessi economico-imprenditoriali della criminalità organizzata, ha delegato i Nuclei di Polizia Economico Finanziaria &#8211; G.I.C.O. di Reggio Calabria e Firenze a svolgere apposita indagine anche di carattere economico &#8211; patrimoniale, finalizzata all’applicazione, nei confronti del citato soggetto, di misure di prevenzione personali e patrimoniali. All’esito di tali accertamenti, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, su proposta della locale Procura della Repubblica disponeva dapprima il sequestro e successivamente la confisca di primo grado dei beni del proposto. Tale misura patrimoniale, su proposta della Procura Generale della Repubblica di Reggio Calabria, veniva confermata anche in secondo grado dalla locale Corte d’Appello. All’esito dell’impugnazione del provvedimento emesso in quest’ultimo grado di giudizio, la Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi presentati dal “proposto” e dai “terzi interessati”, ritenendoli infondati e confermato integralmente la ricostruzione patrimoniale e le ulteriori osservazioni formulate dalla Guardia di Finanza.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Crotone: arrestati due soggetti condannati in via definitiva per tentato e omicidio violenza sessuale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 14:35:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Polizia di Stato, nell’ambito di mirati servizi di controllo del territorio, volti a prevenire e contrastare la commissione di reati, disposti dal Questore della Provincia di Crotone Renato Panvino, ha dato esecuzione a due distinti ordini di carcerazione, di cui uno nei confronti di un uomo, ritenuto responsabile di tentato omicidio, e l’altro nei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Polizia di Stato, nell’ambito di mirati servizi di controllo del territorio, volti a prevenire e contrastare la commissione di reati, disposti dal Questore della Provincia di Crotone Renato Panvino, ha dato esecuzione a due distinti ordini di carcerazione, di cui uno nei confronti di un uomo, ritenuto responsabile di tentato omicidio, e l’altro nei confronti di un uomo condannato in via definitiva per il reato di violenza sessuale. Nell’ambito dei predetti servizi, gli Agenti della Squadra Mobile, hanno tratto in arresto un giovane con pregiudizi di polizia, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Crotone, poiché condannato in via definitiva alla pena di 5 anni e 5 mesi di reclusione, per il reato di tentato omicidio. Il provvedimento restrittivo scaturisce dai fatti risalenti allo scorso 30 ottobre quando, al culmine di una lite scaturita per futili motivi, quando la vittima, che transitava su una bicicletta lungo la pista ciclabile, si lamentava verso il proprietario dell’auto poiché questi ostruiva il percorso, ed uno dei due occupanti colpiva il ciclista con un’arma da taglio ferendolo alla schiena. </p>
<p>Dopo aver rintracciato l’uomo presso la propria abitazione, gli agenti hanno proceduto all’arresto e, al termine delle formalità di rito, lo stesso è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Crotone. Contestualmente, gli agenti della Squadra Mobile, sempre in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Crotone, hanno arrestato un uomo condannato in via definitiva alla pena di 6 anni e 6 mesi di reclusione, per il reato di violenza sessuale. Al termine delle formalità di rito, lo stesso è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Vibo Valentia. L’attività si inserisce in un più ampio piano di controllo del territorio volto alla prevenzione e repressione dei reati, al fine di incrementare la percezione di sicurezza dei cittadini e contrastare in modo deciso ogni forma di illegalità.</p>
<p>I provvedimenti testimoniano l’impegno costante della Polizia di Stato nel procedere all’esecuzione di ordini di carcerazione emessi dalla Procura della Repubblica, diretta da Domenico Guarascio volti al contrasto di fenomeni di criminalità, al fine di incrementare la percezione di sicurezza dei cittadini e contrastare in modo deciso ogni forma di illegalità.<br />
Nella medesima giornata, gli Agenti delle Volanti, impiegati nel servizio di controllo del territorio, hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria un soggetto per possesso ingiustificato di armi e oggetti atti ad offendere, sequestrando un coltello a serramanico con una lama di 7 cm, ed hanno segnalato al Sig. Prefetto nr. 2 persone per detenzione di sostanza stupefacente, finalizzata all’uso personale, sequestrando 0,72 gr di hashish e 0,50 gr di cocaina. Altresì, i poliziotti hanno identificato nr. 322 persone, di cui nr. 67 positivi in banca dati, hanno controllato nr. 160 veicoli e hanno effettuato controlli domiciliari alle persone sottoposte alle misure limitative della libertà personale.</p>
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		<item>
		<title>Regionali 2025, in Calabria affluenza definitiva al 43,41%: Ecco i dati per provincia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/regionali-2025-in-calabria-affluenza-definitiva-al-4341-ecco-i-dati-per-provincia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Oct 2025 13:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;affluenza definitiva al voto alle 15 di oggi per le elezioni regionali in Calabria, secondo i dati di Eligendo il portale specifico del Ministero dell&#8217;Interno, è del 43,41%, in leggero calo sul precedente dato del 2021 (44,83%). Il dato più alto è quello della provincia di Catanzaro dove il dato dell&#8217;affluenza risulta al 46,30%. A [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;affluenza definitiva al voto alle 15 di oggi per le elezioni regionali in Calabria, secondo i dati di Eligendo il portale specifico del Ministero dell&#8217;Interno, è del 43,41%, in leggero calo sul precedente dato del 2021 (44,83%). </p>
<p>Il dato più alto è quello della provincia di Catanzaro dove il dato dell&#8217;affluenza risulta al 46,30%. A seguire Reggio Calabria con il 45,03%, poi Cosenza 42,22%con 28,79% e ancora Crotone con il 41,32% e Vibo Valentia con il 4020%. </p>
<p>Per quanto riguarda i Comuni più popolosi: Catanzaro 53,07%; Lamezia Terme 44,15%; Cosenza 53,68%; Rende 52,36%%; Crotone 43,34%; Reggio Calabria 52,49% e Vibo Valentia 48,77%.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/regionali-2025-in-calabria-affluenza-definitiva-al-4341-ecco-i-dati-per-provincia/">Regionali 2025, in Calabria affluenza definitiva al 43,41%: Ecco i dati per provincia</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Crotone, arrestati due uomini condannati in via definitiva per evasione e spaccio di droga</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-arrestati-due-uomini-condannati-in-via-definitiva-per-evasione-e-spaccio-di-droga/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Apr 2025 12:34:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[arrestati]]></category>
		<category><![CDATA[condannati]]></category>
		<category><![CDATA[definitiva]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I poliziotti della Questura di Crotone hanno tratto in arresto in esecuzione di un ordine di esecuzione per la carcerazione G.O. di 56 anni, condannato in via definitiva alla pena di anni 2 e mesi 7 di reclusione. Il provvedimento è stato emesso a seguito del cumulo di ulteriori sentenze di condanna emesse in danno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/crotone-arrestati-due-uomini-condannati-in-via-definitiva-per-evasione-e-spaccio-di-droga/">Crotone, arrestati due uomini condannati in via definitiva per evasione e spaccio di droga</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I poliziotti della Questura di Crotone hanno tratto in arresto in esecuzione di un ordine di esecuzione per la carcerazione G.O. di 56 anni, condannato in via definitiva alla pena di anni 2 e mesi 7 di reclusione. Il provvedimento è stato emesso a seguito del cumulo di ulteriori sentenze di condanna emesse in danno del soggetto per reati di spaccio di sostanze stupefacenti ed evasione.<br />
L’uomo già sottoposto al regime della detenzione domiciliare dagli agenti della Squadra Mobile al termine delle formalità di rito è stato immediatamente tradotto presso la Casa Circondariale di Crotone.</p>
<p>Nella medesima giornata è stato arrestato in esecuzione un provvedimento definitivo un crotonese, T. N. di 46 anni, il quale è stato condannato in via definitiva alla pena di anni 2 e mesi 8 di reclusione. Il provvedimento è stato emesso a seguito del cumulo di ulteriori sentenze di condanna emesse in danno del soggetto per reati di spaccio di sostanze stupefacenti. L’uomo rintracciato nel centro cittadino al termine delle formalità di rito è stato immediatamente tradotto presso la Casa Circondariale di Crotone.</p>
<p>Per i reati contro il patrimonio e lo spaccio di sostanze stupefacenti vi è una particolare attenzione degli uomini della Polizia di Stato voluta fortemente dal Questore Renato Panvino, che ha predisposto dei mirati servizi di controllo del territorio con l’impiego delle specialità, cani antidroga e unità specializzate.</p>
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		<item>
		<title>Saccomanno (Lega Calabria): Approvata progettazione definitiva dello &#8220;svincolo di Rosarno-A2&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/saccomanno-lega-calabria-approvata-progettazione-definitiva-dello-svincolo-di-rosarno-a2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Aug 2023 09:58:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[A2]]></category>
		<category><![CDATA[definitiva]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[progettazione]]></category>
		<category><![CDATA[Rosarno]]></category>
		<category><![CDATA[Saccomanno]]></category>
		<category><![CDATA[svincolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;In data 02 agosto 2023 è stata approvata la progettazione definitiva dello svicolo di Rosarno con l&#8217;A2 Autostrada del Mediterraneo ed è in corso di redazione il progetto esecutivo. Si tratta del progetto UC 166 dell&#8217;indicato svincolo che interessa le viabilità che afferiscono allo svincolo autostradale di Rosarno, senza però riguardare direttamente lo svincolo stesso&#8221;. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;In data 02 agosto 2023 è stata approvata la progettazione definitiva dello svicolo di Rosarno con l&#8217;A2 Autostrada del Mediterraneo ed è in corso di redazione il progetto esecutivo. Si tratta del progetto UC 166 dell&#8217;indicato svincolo che interessa le viabilità che afferiscono allo svincolo autostradale di Rosarno, senza però riguardare direttamente lo svincolo stesso&#8221;. Lo dichiara il commissario regionale della Lega in Calabria, Giacomo Francesco Saccomanno.</p>
<p>&#8220;In particolare &#8211; evidenzia &#8211; con il progetto si intende razionalizzare ed elevare il livello di sicurezza e di servizio delle intersezioni esistenti fra la SS682 DIR, strada a 4 corsie che dallo svincolo conduce al porto di Gioia Tauro, la SS682 &#8220;Jonio-Tirreno&#8221; che dall&#8217;area di svincolo conduce alla costa Jonica e di altre viabilità minori presenti in zona. Il progetto comporta le realizzazioni di alcune rampe e rotatorie, la costruzione di alcuni sottovia ed una generale sistemazione idraulica. La procedura di affidamento delle lavorazioni sarà conclusa entro il secondo semestre 2023 ed entro il 31 dicembre 2023 è prevista la consegna dei lavori. La conclusione dell&#8217;intervento è prevista per il 30 giugno 2026&#8243;.</p>
<p>&#8220;Grande soddisfazione da parte del Commissario Regionale Lega Calabria, Giacomo Francesco Saccomanno, che non può non ringraziare- si legge in una nota &#8211; il Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, che, con la sua concretezza, finalmente, fa intravedere un percorso diverso e reale per il completamento di strutture ferme da anni. Solo così la Calabria ed il Mezzogiorno potranno crescere. Tanti fatti e poche parole&#8221;.</p>
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		<title>&#8220;Statti zitta ca parrasti assai&#8221;: a Pantaleone Mancuso un anno e tre mesi di reclusione per minacce a Pm Manzini</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/statti-zitta-ca-parrasti-assai-a-pantaleone-mancuso-un-anno-e-tre-mesi-di-reclusione-per-minacce-a-pm-manzini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jun 2023 16:59:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA["Statti zitta ca parrasti assai"]]></category>
		<category><![CDATA[Condanna]]></category>
		<category><![CDATA[definitiva]]></category>
		<category><![CDATA[Marisa Manzini]]></category>
		<category><![CDATA[minacce]]></category>
		<category><![CDATA[Pantaleone Mancuso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diventa definitiva la condanna ad un anno e tre mesi di reclusione per il presunto boss di Limbadi Pantaleone Mancuso, alias &#8220;Scarpuni&#8221;, accusato, nel 2016, di aver rivolto delle frasi offensive e minacciose nei confronti dell&#8217;allora magistrato della Dda di Catanzaro Marisa Manzini, nel corso del processo &#8220;Black Money&#8221;, che si stava celebrando a Vibo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Diventa definitiva la condanna ad un anno e tre mesi di reclusione per il presunto boss di Limbadi Pantaleone Mancuso, alias &#8220;Scarpuni&#8221;, accusato, nel 2016, di aver rivolto delle frasi offensive e minacciose nei confronti dell&#8217;allora magistrato della Dda di Catanzaro Marisa Manzini, nel corso del processo &#8220;Black Money&#8221;, che si stava celebrando a Vibo Valentia. Frasi aggravante dalle modalità mafiose; aggravante che però non è stata riconosciuta nella sentenza di primo grado che aveva inflitto l&#8217;entità della pena adesso confermata dalla Suprema Corte.</p>
<p>Il processo si è svolto nel Tribunale di Salerno che ha competenza sui magistrati del distretto della Corte d&#8217;Appello di Catanzaro. La dottoressa Manzini si è costituita parte civile ed è stata rappresentata dall&#8217;avvocato Giovanna Fronte, e aveva annunciato la devoluzione del risarcimento dei danni e delle spese legali all&#8217;associazione dei familiari delle &#8220;Vittime del dovere&#8221;, a cui sono andati anche i proventi della vendita del libro scritto dallo stesso magistrato (dal titolo &#8220;Stai zitta ca parrasti assai&#8221;) che parla proprio della vicenda in questione.</p>
<p>Era il 10 ottobre 2016 quando Luni &#8220;Scarpuni&#8221;, in videocollegamento dal carcere disse, rivolto a Marisa Manzini: &#8220;Statti zitta ca parrasti assai, hai capito ca parrasti assai. Fammi parrari a mia&#8221;. Per quelle parole il sostituto procuratore di Salerno, Vincenzo Senatore aveva chiesto il rinvio a giudizio dell&#8217;imputato poi finito a processo.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>Cassazione annulla condanna (estorsione e concorso esterno) per ex consigliere provinciale Giampaolo Bevilacqua</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cassazione-annulla-condanna-estorsione-e-concorso-esterno-per-ex-consigliere-provinciale-giampaolo-bevilacqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Feb 2022 10:39:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[assoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[bevilacqua]]></category>
		<category><![CDATA[Cassazione]]></category>
		<category><![CDATA[definitiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna emessa dalla corte d&#8217;Appello di Catanzaro nei confronti di Giampaolo Bevilacqua, ex consigliere provinciale ed ex vicepresidente del Cda della Sacal, coinvolto nel 2013 nell&#8217;operazione “Perseo”. Bevilacqua &#8211; difeso dall&#8217;avvocato Francesco Gambardella &#8211; era accusato dei reati di concorso esterno in associazione mafiosa e di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna emessa dalla corte d&#8217;Appello di Catanzaro nei confronti di Giampaolo Bevilacqua, ex consigliere provinciale ed ex vicepresidente del Cda della Sacal, coinvolto nel 2013 nell&#8217;operazione “Perseo”. Bevilacqua &#8211; difeso dall&#8217;avvocato Francesco Gambardella &#8211; era accusato dei reati di concorso esterno in associazione mafiosa e di estorsione nei confronti di un imprenditore lametino. </p>
<p>Il processo di primo grado si era concluso, nel 2015, con la condanna del Bevilacqua per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa e l’assoluzione per insussistenza del fatto in relazione al delitto di estorsione. Avverso tale sentenza proposero appello sia il pm della DDA di Catanzaro, che impugnava l’assoluzione per il delitto estorsivo, che il difensore di Bevilacqua, che invece eccepiva l’insussistenza degli elementi per potere ritenere Giampaolo Bevilacqua concorrente esterno di un’associazione mafiosa.<br />
La Corte di Appello di Catanzaro riformava la sentenza del Tribunale di Lamezia Terme, accogliendo l’appello del difensore e rigettando quello del pm, assolvendo così Bevilacqua anche dal delitto di concorso esterno. Avverso tale sentenza, ampiamente liberatoria, interponeva ricorso in Cassazione il Procuratore Generale di Catanzaro, chiedendo che la Corte di Cassazione annullasse la sentenza di assoluzione, ritenendo responsabile Bevilacqua per entrambi i reati (sia quello di concorso esterno in associazione mafiosa che quello di estorsione).</p>
<p>La Corte di Cassazione, presieduta dal dr. Camillo D’Avigo, quindi, nell’accogliere integralmente il ricorso del PG di Catanzaro, annullava la sentenza assolutoria e disponeva il rinvio, per un nuovo giudizio, alla Corte di Appello di Catanzaro. Da qui la celebrazione del processo di appello che si è concluso, nel 2020, con la condanna del Bevilacqua a cinque anni e sei mesi di reclusione e la contestuale interdizione perpetua dai pubblici uffici ritenuto, avendolo ritenuto responsabile di entrambi i reati di concorso esterno ed associazione mafiosa.</p>
<p>Avverso tale sentenza di condanna, questa la volta il difensore dell’imputato, l’Avv. Francesco Gambardella, interponeva ricorso in Cassazione, postulando una serie di argomentazioni fondate sulla palese inattendibilità dei collaboratori di giustizia e sollevando altre questioni, così chiedendo l’annullamento della sentenza di condanna. Da qui la celebrazione del ricorso in Cassazione che, nella tarda serata di ieri, ha accolto il ricorso difensivo, annullando senza rinvio la sentenza di condanna ritenendo insussistenti entrambi i reati. E’ quindi definitiva l’assoluzione di Giampaolo Bevilacqua per tutte le accuse a suo carico.</p>
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		<item>
		<title>Vittoria giudiziaria “tutta catanzarese” presso la Corte di Appello di Venezia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/vittoria-giudiziaria-tutta-catanzarese-presso-la-corte-di-appello-di-venezia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2021 12:07:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Condanna]]></category>
		<category><![CDATA[definitiva]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Grande]]></category>
		<category><![CDATA[penalista]]></category>
		<category><![CDATA[revoca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un avvocato del Foro di Catanzaro ha ottenuto dalla Corte di Appello di Venezia – III Sez., uno dei primi provvedimenti in Italia di revoca di una sentenza penale definitiva, per un assistito catanzarese (di origine) ma ormai trasferitosi al Nord. Un risultato professionale, di peculiare spessore, portato a compimento da Marco Grande, avvocato penalista [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un avvocato del Foro di Catanzaro ha ottenuto dalla Corte di Appello di Venezia – III Sez., uno dei primi provvedimenti in Italia di revoca di una sentenza penale definitiva, per un assistito catanzarese (di origine) ma ormai trasferitosi al Nord.<br />
Un risultato professionale, di peculiare spessore, portato a compimento da Marco Grande, avvocato penalista ma soprattutto appassionato studioso del Diritto processuale penale. L’avv. Grande, catanzarese, si è laureato con 110 e lode in Giurisprudenza presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro e successivamente, in quella sede, dopo aver completato la Scuola di specializzazione per le professioni legali (con un tirocinio di 300 ore presso la Procura della Repubblica di Catanzaro), ha vinto – con borsa di studio – il concorso pubblico per l’ammissione al Dottorato di ricerca, conseguendo nel 2017 il relativo titolo post lauream, con una tesi dal titolo «Processo penale e tutela dei soggetti deboli». Marco Grande ad oggi risulta essere il primo dottore di ricerca nel settore scientifico disciplinare della Procedura penale (S.S.D. IUS/16) dell’Ateneo catanzarese. Successivamente al conseguimento del Dottorato, l’avv. Grande è stato nominato – sempre nel suo settore di afferenza – “cultore della materia” e ha vinto un concorso per un incarico di docenza. Nel proseguire con la sua attività di ricerca scientifica nel mondo accademico, sta comunque parallelamente svolgendo la professione forense.<br />
E proprio durante l’esame e lo studio della documentazione riguardante un suo assistito (N.T., nato a Catanzaro, di anni 42) il difensore di fiducia si rendeva conto dell’esistenza nel casellario giudiziario generale di una sentenza definitiva di condanna di mesi sei e giorni venti di reclusione oltre la multa, per i reati di truffa e sostituzione di persona, pronunciata dal Tribunale di Padova, a seguito di un procedimento la cui esistenza era sconosciuta sia da N.T. sia dallo stesso difensore.<br />
È quindi accaduto che N.T., incolpevolmente, non abbia conosciuto la celebrazione del processo a suo carico, subendo quindi una condanna in sua assenza. Lo stesso imputato era stato considerato erroneamente irreperibile e non gli si era data la possibilità di conoscere l’esistenza stessa del decreto che ha disposto il giudizio nei suoi confronti, perché tutte le notifiche erano indirizzate al difensore d’ufficio con cui N. T. non si era mai relazionato.<br />
N. T., non si era reso irreperibile ma era detenuto in istituto di pena estero (in Croazia). Lì non aveva ricevuto alcuna notifica del procedimento di Padova, nemmeno di atti anteriori al decreto che dispone il giudizio (ad es.: un atto di elezione di domicilio o l’avviso di conclusione delle indagini preliminari). Il giudizio presso il Tribunale di Padova si è celebrato quindi nell’incolpevole assenza di N.T., senza che questi abbia potuto apprestare una difesa effettiva a causa della sua mancata conoscenza della vicenda processuale che lo riguardava.<br />
In queste specifiche e determinate ipotesi esiste un rimedio a carattere eccezionale, previsto dall’art. 629 bis del codice di procedura penale. È un mezzo straordinario di impugnazione: si tratta della c.d. «rescissione del giudicato».<br />
L’avv. Grande si è subito attivato per ottenere una pronuncia in tal senso. Ha immediatamente estratto copia integrale del fascicolo di primo grado e, esaminando la documentazione, ha ritenuto di poter presentare la richiesta di rescissione in favore del proprio assistito. Entro il termine stabilito dalla legge processuale (30 giorni dalla scoperta del procedimento “non conosciuto prima”) il difensore ha depositato una richiesta di rescissione con una memoria integrativa, allegando documentazione a supporto della propria tesi difensiva, presso la Corte di Appello territorialmente competente. Il procedimento per la rescissione si svolge infatti dinanzi la Corte di Appello del distretto in cui ha sede il giudice che ha emesso il provvedimento impugnato. Nel nostro caso, visto che la sentenza impugnata era stata emessa dal Tribunale di Padova, è competente la Corte di Appello di Venezia.<br />
In concreto, la Corte viene chiamata a pronunciarsi sull’annullamento – o meglio, sulla revoca – di una sentenza definitiva, che quindi, nella normalità dei casi, non potrebbe essere soggetta ad impugnazione. Se accoglie la domanda la Corte trasmette gli atti al giudice che ha emanato il provvedimento (di cui si è chiesta la revoca). Il processo, quindi, dovrà ricominciare fin dal punto di partenza.<br />
Durante l’udienza in camera di consiglio, il Procuratore Generale, pur ammettendo che la difesa aveva presentato tempestivamente la domanda e operato una sua corretta qualificazione giuridica, chiedeva alla Corte il rigetto, per ragioni di merito, della richiesta di rescissione del giudicato.<br />
Ma la III Sez. penale della Corte di Appello di Venezia ha ritenuto fondata la richiesta presentata dal difensore catanzarese per il condannato N.T. e, facendo proprie tutte le argomentazioni contenute nella stessa domanda, ha disposto la rescissione del giudicato, revocando l’impugnata sentenza emessa dal Tribunale di Padova e rinviando gli atti a quello stesso giudice di primo grado, per far ricominciare il giudizio ab origine.<br />
Molta soddisfazione ha espresso l’avv. Marco Grande: «la Corte, accogliendo la richiesta di rescissione, ha garantito all’assistito il rispetto dei principi del giusto processo, previsti a livello costituzionale, sovranazionale e, chiaramente, nel codice di procedura penale. Tra le garanzie riconosciute all’imputato di fondamentale importanza è quella della partecipazione effettiva e consapevole nel processo penale. Del resto, il principio di legalità processuale non può consentire che un soggetto subisca una condanna definitiva derivata da un procedimento “ingiusto”, che è tale proprio perché “non conosciuto” dall’interessato. Né può essere considerata bastevole, per molteplici ragioni, come pure avvenuto in questa vicenda, la nomina di un difensore d’ufficio per l’interessato».<br />
Conclude il difensore, affermando: «Pure indipendentemente da questo bel risultato professionale – coinvolgente lo studio della Procedura penale con la sua applicazione pratica – potremmo sostenere che se si considera l’approfondimento culturale una vera fonte di ricchezza, forse, in ogni caso e al di là degli “obiettivi da raggiungere”: chi studia, vince. Sempre».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/vittoria-giudiziaria-tutta-catanzarese-presso-la-corte-di-appello-di-venezia/">Vittoria giudiziaria “tutta catanzarese” presso la Corte di Appello di Venezia</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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