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martedì, 16 Aprile, 2024
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“Statti zitta ca parrasti assai”: a Pantaleone Mancuso un anno e tre mesi di reclusione per minacce a Pm Manzini

Diventa definitiva la condanna ad un anno e tre mesi di reclusione per il presunto boss di Limbadi Pantaleone Mancuso, alias “Scarpuni”, accusato, nel 2016, di aver rivolto delle frasi offensive e minacciose nei confronti dell’allora magistrato della Dda di Catanzaro Marisa Manzini, nel corso del processo “Black Money”, che si stava celebrando a Vibo Valentia. Frasi aggravante dalle modalità mafiose; aggravante che però non è stata riconosciuta nella sentenza di primo grado che aveva inflitto l’entità della pena adesso confermata dalla Suprema Corte.

Il processo si è svolto nel Tribunale di Salerno che ha competenza sui magistrati del distretto della Corte d’Appello di Catanzaro. La dottoressa Manzini si è costituita parte civile ed è stata rappresentata dall’avvocato Giovanna Fronte, e aveva annunciato la devoluzione del risarcimento dei danni e delle spese legali all’associazione dei familiari delle “Vittime del dovere”, a cui sono andati anche i proventi della vendita del libro scritto dallo stesso magistrato (dal titolo “Stai zitta ca parrasti assai”) che parla proprio della vicenda in questione.

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Era il 10 ottobre 2016 quando Luni “Scarpuni”, in videocollegamento dal carcere disse, rivolto a Marisa Manzini: “Statti zitta ca parrasti assai, hai capito ca parrasti assai. Fammi parrari a mia”. Per quelle parole il sostituto procuratore di Salerno, Vincenzo Senatore aveva chiesto il rinvio a giudizio dell’imputato poi finito a processo.
(Ansa)

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