Il gip Stefania Rachele, su richiesta della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, ha scarcerato Carmelo Giustra: era il presidente di seggio arrestato a dicembre nell’ambito dell’inchiesta su presunti brogli elettorali alle comunali di Reggio Calabria del 20 e 21 settembre 2020.
A seguito dell’arresto Giustra aveva reso dichiarazioni al Procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni e ai Pm Paolo Petrolo e Nunzio De Salvo, facendo riferimento di un vero e proprio “accordo con Castorina“. Quest’ultimo lo aveva nominato presidente di seggio dove avrebbe fatto risultare le preferenze di anziani che in realtà non hanno mai votato.
Il Gip ha revocato gli arresti domiciliari nei confronti di Giustra “ritenendo non sussistere più le condizioni per mantenere la misura cautelare”. Giustra era finito ai domiciliari insieme al consigliere comunale Antonino Castorina del Pd.
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Brogli elettorali di Reggio Calabria: scarcerato Carmelo Giustra
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Reggio Calabria, martedì l’interrogatorio di garanzia per Castorina
Reggio Calabria – Sarà sentito martedì mattina dal gip Stefania Rachele, il consigliere comunale di Reggio Calabria Antonino Castorina, del Pd, arrestato per la seconda volta il 3 marzo nell’inchiesta sui brogli elettorali alle amministrative del 20 e 21 settembre 2020 quando, in riva allo Stretto, hanno votato anche centinaia di anziani che però, stando alle indagini, non si sono mai recati al seggio.
Il giudice, che ha disposto nei suoi confronti gli arresti domiciliari, ha fissato l’interrogatorio di garanzia che si terrà al Cedir dove Castorina si presenterà accompagnato dai suoi avvocati Natale Polimeni e Francesco Calabrese.
Nella stessa giornata sono previsti gli interrogatori anche degli altri indagati raggiunti dall’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice su richiesta del procuratore Giovanni Bombardieri, dell’aggiunto Gerardo Dominijanni e dei pm Paolo Petrolo e Nunzio De Salvo.
Oltre ai voti degli anziani ottenuti grazie ai duplicati delle tessere elettorali, in questo secondo filone dell’inchiesta la Procura contesta a Castorina l’essersi auto-nominato illegittimamente prima componente e poi presidente della Commissione elettorale comunale.
Il tutto senza passare dal Consiglio che aveva eletto sia i membri effettivi che i supplementi della Commissione.
Questo ha consentito a Castorina di nominare gli scrutatori per le elezioni comunali in cui era candidato, arrogandosi pure “la funzione di ‘delegato del delegato’ del sindaco nella nomina dei presidenti di seggio”.
“Tale manovra – è scritto nell’ordinanza di custodia cautelare – dava i suoi frutti posto che permetteva all’indagato di ‘fare incetta’ di scrutatori, ‘piazzandoli’ nelle sezioni elettorali di proprio interesse”. -

Reggio Calabria, Castorina rimane ai domiciliari. Le motivazioni del Riesame
Reggio Calabria – “Una carpetta di colore bianco, recante la dicitura ‘Liceo Scientifico Volta’, contenente 22 fogli con indicazione di persone, seggi e sezioni; 8 fogli con nominativi e documenti; 27 fogli fronte-retro recanti la intestazione ‘Nati dal 1913 al 1930′”.
È quanto ha trovato la Digos a casa del consigliere comunale di Reggio Calabria Antonino Castorina, del Pd, arrestato lo scorso dicembre per plurime fattispecie di falso e reati elettorali nell’ambito dell’inchiesta sui brogli alle elezioni comunali del 20 e 21 settembre 2020 in cui l’indagato è risultato il candidato più votato del centrosinistra.
All’interno della vettura, inoltre, è stata trovata una busta gialla con dentro una tessera elettorale, intestata a una signora di 89 anni, e una cartella rosa con la scritta “Disponibilità presidenti di seggio” e contenente appunti.
Ma anche “17 fotocopie di documenti di identità e un curriculum vitae” di una ragazza.
L’esito della perquisizione emerge dalle motivazioni della sentenza del Tribunale del Riesame che, a inizio gennaio, ha confermato gli arresti domiciliari per Antonino Castorina, difeso dagli avvocati Francesco Calabrese e Natale Polimeni.
Coordinata dal procuratore Giovanni Bombardieri, dall’aggiunto Gerardo Dominijanni e dai pm Paolo Petrolo e Nunzio De Salvo, l’inchiesta ha dimostrato che grazie al sistema del duplicato delle tessere elettorali, alle ultime comunali di Reggio, hanno votato centinaia di anziani che in realtà non sono mai andati al seggio.
“È evidente – si legge nella sentenza – che la condotta del Castorina sia finalizzata alla alterazione del regolare esercizio del voto di soggetti anziani che, loro malgrado, sono risultati essere ‘deleganti’ di richieste di duplicati di tessere elettorali ‘smarrite’”.
Secondo i giudici, che hanno confermato gli arresti domiciliari per Castorina, a causa della sua “tentacolare capacità relazionale” c’è un “concreto ed attuale pericolo di reiterazione criminosa”.
Secondo il Riesame, infatti, “il dinamismo operativo mostrato dall’indagato può certamente declinarsi nella evidente capacità dello stesso di interloquire con tutte le forze politiche e nella creazione di una fitta rete di relazioni, che gli hanno consentito di porsi come il terminale di un ben congegnato sistema.
È proprio questo modus operandi che ha portato il Castorina a ritenere di possedere una ‘patente di immunità’, tale da consentirgli di nascondere sotto il velo della prassi il conseguimento di interessi ed utilità personali”.
“La capacità di muoversi con disinvoltura – è scritto nelle motivazioni – all’intero delle istituzioni pubbliche e degli uffici comunali e di relazionarsi con soggetti, utilizzati sovente come pedine da spostare all’occorrenza, allo scopo di dare materiale attuazione al meccanismo di alterazione della competizione elettorale e di soddisfare il suo tornaconto personale in termini di voto, è certamente sintomatica di
un’assoluta spregiudicatezza e di una totale indifferenza per i procedimenti democratici di formazione della volontà popolare”.
“Ogni persona che doveva venire, doveva venire con una tessera. Sicuramente non sarebbe stata la tessera di quella persona.
La domenica o il lunedì, quando sarebbero venute queste persone, le dovevo fare votare”.
Sono le dichiarazioni di Carmelo Giustra, il presidente di seggio arrestato a dicembre assieme al consigliere comunale di Reggio Calabria Nino Castorina nell’ambito dell’inchiesta sui brogli elettorali alle elezioni del 20 e 21 settembre 2020.
Al gip Stefania Rachele, al procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni e al pm Paolo Petrolo, l’indagato Giustra ha parlato di un vero e proprio “accordo con Castorina” che, il venerdì prima delle elezioni, gli aveva consegnato la sua nomina a presidente di seggio direttamente nella sua segreteria politica.
Una persona incontrata all’interno della segreteria dell’esponente del Pd, invece – sempre secondo il racconto di Giustra, gli avrebbe dato una lista di nomi di anziani con i rispettivi numeri di duplicati delle tessere elettorali che avrebbe dovuto inserire nel registro del seggio.
Ai pm, Giustra ha raccontato: “Mi ha detto: ‘qua c’è una busta, ci sono dei nomi di persone e ci sono accanto segnate le tessere elettorali. Guarda tu non devi fare altro che annotarle tutte’.
Ogni volta che riuscivo a scrivere un nome sul registro, automaticamente mettevamo dentro una tessera’”.
I voti inseriti, in tutto 14 solo in quel seggio, sarebbero andati a Castorina: “Tutte io le ho fatte. – sono le parole del presidente di seggio – Non ho messo sempre solo Castorina.
Alcune volte ho fatto Castorina e il sindaco Falcomatà, altre volte ho scritto Castorina a stampatello, altre volte Castorina per esteso, corsivo. Sempre Castorina.
Qualche altro nominativo l’ho messo… sempre del partito Pd. Tanto per non fare vedere che era solo Castorina, li ho buttati lì.
Non mi ricordo chi… ho preso dei nominativi, che c’erano due donne che si portavano nella lista di Castorina… per fare in modo che fossero tutti diversi”. -

Reggio Calabria, Castorina in udienza a Tribunale Riesame: non ho commesso reati
Reggion Calabria – “Non ho commesso reati”. A dirlo, secondo quanto si è appreso, è stato il consigliere comunale di Reggio Calabria Antonino Castorina, del Pd, agli arresti domiciliari per plurime fattispecie di falsità in atto pubblico e reati elettorali, nel corso dell’udienza davanti al Tribunale del Riesame. Castorina è ai domiciliari per plurime fattispecie di falsità in atto pubblico e reati elettorali, ribaditi oggi dal procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni e dal pm Paolo Petrolo che, assieme al procuratore Giovanni Bombardieri, hanno coordinato l’inchiesta condotta dalla Digos secondo cui, almeno un centinaio di anziani, hanno votato a loro insaputa alle elezioni comunali di settembre.
In particolare, attraverso delle false deleghe presentate agli uffici del Comune di Reggio, Castorina e altri indagati avrebbero recupero i duplicati delle tessere elettorali poi utilizzate per far risultare il voto di cittadini che, interrogati dalla polizia, hanno dichiarato di non essersi recati mai al seggio. Stando all’indagine, inoltre, alle ultime comunali, vinte dal centrosinistra, avrebbero votato anche quattro morti. L’esponente dem ha reso dichiarazioni spontanee cercando di chiarire la sua posizione e sostenendo che la sua intenzione sarebbe stata quella di sopperire alle criticità degli uffici comunali che si dovevano occupare della macchina elettorale.
Inoltre Castorina si sarebbe definito “un uomo di legge” e avrebbe detto che se qualcosa è avvenuto, è stato fatto “a sua insaputa”. Sempre secondo Castorina, per compilare l’elenco dei presidenti di seggio, che dovevano sostituire quelli rinunciatari scelti dalla Corte d’Appello, avrebbe cercato di sentire anche altri politici, sempre nell’ottica di aiutare l’ufficio elettorale. Infine, senza fare nomi, il consigliere comunale ha riferito che ci sarebbero stati altri candidati che avrebbero ritirato i duplicati delle tessere elettorali. Castorina è stato assistito dagli avvocati Francesco Calabrese e Natale Polimeni che hanno chiesto la revoca dell’ordinanza di arresto emessa dal gip a dicembre. Secondo i legali non ci sono le esigenze cautelari.
Nel corso dell’udienza, i pm hanno depositato i verbali dell’interrogatorio di garanzia di Carmelo Giustra, il presidente di seggio finito ai domiciliari assieme al consigliere comunale. Stando a quanto trapela, l’indagato avrebbe confermato le accuse contestate dalla Procura e indicato Castorina come il soggetto che ha organizzato quella che la Digos ha definito “la filiera di azioni illegali”. Sulle dichiarazioni di Giustra, gran parte coperte da omissis, sono ancora in corso verifiche e non è escluso che i riscontri possano arrivare presto. Al termine dell’udienza, il Tribunale del Riesame si è riservato di decidere nei prossimi giorni se confermare l’ordinanza di arresto nei confronti del consigliere comunale o revocarla. -

Reggio Calabria, Castorina ha fatto ricorso al Tribunale del Riesame
Reggio Calabria – Il consigliere comunale di Reggio Calabria Antonino Castorina, del Pd, arrestato il 14 dicembre scorso per plurime fattispecie di falsità in atto pubblico e reati elettorali nell’ambito di un ‘inchiesta sullo svolgimento delle elezioni amministrative del 20 e 21 settembre nella città calabrese dello Stretto, ha fatto ricorso al Tribunale del Riesame. L’udienza è fissata per domani mattina. Castorina, sospeso dal partito, sarà assistito dagli avvocato Natale Polimeni e Francesco Calabrese.
Dopo l’interrogatorio di garanzia, in cui Castorina si è avvalso della facoltà di non rispondere, i suoi legali chiederanno la revoca dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta del procuratore Giovanni Bombardieri, dell’aggiunto Gerardo Dominijanni e dei pm Paolo Petrolo e Nunzio De Salvo. Da circa tre settimane ai domiciliari, il consigliere comunale Castorina è il principale indagato dell’inchiesta della Digos da cui è emerso che almeno un centinaio di anziani hanno votato a loro insaputa alle ultime elezioni comunali di settembre. Anziani per i quali, stando alle indagini, Castorina e altri indagati avrebbero ritirato nei giorni precedenti al voto i duplicati delle tessere elettorali.
Secondo la questura, infatti, il consigliere comunale “ha preordinato una filiera di azioni illegali”. Gli investigatori, inoltre, hanno evidenziato “l’assoluta inadeguatezza di talune strutture dedicate alla funzione elettorale e demografica”. In sostanza la Digos bacchetta gli uffici comunali il cui “funzionamento è apparso il più delle volte attestato su procedimenti arcaici, grossolani e manchevoli quand’anche fuori dall’egida delle disposizioni normative”.
Per inquirenti “non è possibile trascurare che quanto emerso rischi seriamente di riverberare in maniera speciosa e profondamente esiziale su tutta la comunità di riferimento, di fatto esasperando il gap tra le istituzioni e il cittadino, in un momento storico, quale quello attuale, in cui il collante di tale rapporto è già inficiato da populismi e perniciose illazioni. Gettare discredito sulla regolarità del voto rischia di minare alla base la stessa essenza della democrazia rappresentativa, con un vulnus irresponsabile nella fiducia accordata ai propri amministratori”.


