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  • Allarme di ‘Libera’: sono 55 i clan con business illegali e legali in 9 porti Calabria

    Allarme di ‘Libera’: sono 55 i clan con business illegali e legali in 9 porti Calabria

    In occasione della presentazione a Genova del Rapporto di Libera “Diario di Bordo, storie, dati e meccanismi delle proiezioni criminali nei porti italiani” è emerso che in Calabria il porto di Gioia Tauro nel corso del 2024 ha fatto registrare 8 casi di criminalità, conquistando la maglia nera a livello regionale”. L’analisi ha preso in esame gli scali marittimi che rappresentano per i gruppi criminali un’opportunità per incrementare i propri profitti e per rafforzare collusioni. “Il porto di Gioia Tauro – è detto in una nota di Libera – si conferma, uno dei principali snodi commerciali del Mediterraneo, come hub italiano per il traffico internazionale di cocaina.

    Nel 2024 sono state sequestrate nel porto di Gioia Tauro circa 3,8 tonnellate di cocaina. Le tre scoperte più rilevanti sono avvenute a maggio (250 chili provenienti dall’Ecuador), a settembre (280 chili) e a ottobre (790 chili). Queste tre spedizioni avrebbero avuto sul mercato un valore complessivo di quasi trecento milioni di euro. Inoltre nel Porto di Gioia Tauro è avvenuto l’unico caso di traffico illecito di armi”. “Finanzieri del comando provinciale di Reggio Calabria, nell’ambito di un’attività condotta in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e Monopoli e coordinata dalla Procura di Palmi – è scritto nel report – hanno sequestrato sei container provenienti dalla Cina che trasportavano componenti per l’assemblaggio di generatori eolici di energia elettrica. In Calabria sono stati 18 casi di criminalità con Gioia Tauro leader regionale con 14 casi. I numeri non lasciano molti margini di dubbio. Siamo davanti a una recrudescenza repressiva che testimonia, da un lato, la persistenza dell’azione dei criminali e, dall’altra, conferma il lavoro importante svolto da forze dell’ordine, enti di controllo e magistratura. E dovrebbe sollecitare risposte coerenti ed efficaci da parte di chi ha responsabilità politiche e istituzionali”.

    Dal Rapporto si evince inoltre che In Calabria sono 55 i clan censiti e operanti in 9 porti calabresi e nei porti di Napoli, Salerno, Genova, Livorno, Trieste, La Spezia. “Il porto di Tropea – secondo quanto riporta Libera – è stato oggetto di interesse da parte del clan La Rosa in attività legate ai servizi connessi al trasporto marittimo e da parte del clan Mancuso per il trasporto marittimo di passeggeri; nel porto di Isola Capo Rizzuto, invece, si sono manifestate le infiltrazioni del clan Arena per quanto riguarda la preparazione del cantiere edile e sistemazione del terreno; a Corigliano Calabro il clan Straface si è interessato dei servizi di gestione di pubblici mercati”. “Questo report – afferma Giuseppe Borrello, Referente regionale di Libera in Calabria – evidenzia come gli interessi della ‘ndrangheta non riguardano solo il porto di Gioia Tauro, ma anche i porti più piccoli calabresi per la gestione di servizi vari. Una situazione che meriterebbe una particolare e costante attenzione da parte dei decisori politici vista la centralità del sistema portuale per l’economia della nostra regione”.

  • Sebastiano Guzzi (Unilavoro Pmi): giro d’affari considerevole per i saldi estivi

    Sebastiano Guzzi (Unilavoro Pmi): giro d’affari considerevole per i saldi estivi

    L’arrivo dell’estate coincide anche quest’anno, con l’inizio dei saldi, che partiranno ufficialmente il primo sabato di luglio, e dureranno circa due mesi, dal 6 luglio al 6 settembre. Una delle attese più sospirate. Un’occasione imperdibile e molto vantaggiosa che, come sostiene Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi, determinerà un importante e proficuo giro d’affari. Ogni famiglia, come avviene ogni anno, spenderà una cifra precisa. Tutto dipende chiaramente dalle possibilità economiche di ciascuno. Sta di fatto, evidenzia l’imprenditore lametino, che nessuno rinuncerà a questa possibilità: acquistare prodotti di ogni genere a prezzi convenienti. Le scontistiche, che vanno mediamente, dal 30 al 50%, promettono un giro d’affari considerevole per tutte le città. Nel cataclisma generale, che scoppierà nei primissimi giorni, sarà opportuno essere prudenti e scrupolosi. Gli acquisti devono essere intelligenti. Ecco il decalogo per non incappare in truffe e finte promozioni. Bisognerà, raccomanda Guzzi, prestare attenzione alle regole ed ai consigli ampiamente elargiti. Sarà necessario controllare scrupolosamente i prezzi, e accertarsi che quei capi e quei prodotti siano nuovi, e che non provengano da merce custodita in magazzino e tirata fuori in occasione dei saldi. Verificare, continua Guzzi, che i prezzi presenti sui cartellini non abbiano subito modifiche (chiaro riferimento all’aumento dei prezzi che ogni tanto si verifica).

    Diffidare dei finti ribassi, accertarsi che venga applicato lo sconto dichiarato. Il consumatore ha il diritto, qualora cambiasse idea, di restituire l’articolo acquistato e di cambiarlo con un altro purchè sia munito di scontrino. Discorso a parte merita invece la possibilità di “prova”. Pare infatti, continua Guzzi, che non sia obbligatorio consentire la prova del capo scelto. Dipende dalla discrezionalità del commerciante. Decisione questa, che porta il consumatore a diffidare di quegli articoli e di quel commerciante, e a scegliere altri punti vendita presso cui indirizzare i propri acquisti.

    Il consiglio che posso dare a tutti, conclude Guzzi, è quello di monitorare i prezzi degli articoli verso cui si è focalizzato maggiore interesse. In che modo? Recandosi, qualche giorno prima degli sconti, nei punti vendita dove si ha intenzione di acquistare determinati prodotti. Sarà necessario verificare il prezzo presente sui cartellini in modo da accertarsi, nel momento dell’acquisto, che le promozioni siano realmente convenienti.