(Adnkronos) – Incidente nel pomeriggio di oggi lungo la linea ferroviaria regionale Firenze–Borgo San Lorenzo, via Pontassieve, dove un treno passeggeri è stato interessato da un inconveniente tecnico in corrispondenza di un ponte nel territorio comunale di Dicomano (Firenze). Secondo quanto riferito dai vigili del fuoco del comando di Firenze, con il supporto dei distaccamenti di Borgo San Lorenzo e Pontassieve, l’intervento è scattato alle ore 16:15 per verificare le condizioni di sicurezza dei passeggeri a bordo del convoglio. Dalle prime informazioni, le ruote di sei carrozze sarebbero uscite dal binario, rendendo necessario l’immediato intervento delle squadre di soccorso. Sul posto sono state inviate due squadre operative, una delle quali successivamente fatta rientrare, oltre a un funzionario della sede centrale incaricato del coordinamento delle operazioni.
In via precauzionale è stato richiesto anche l’intervento del personale sanitario. Tuttavia, all’arrivo dei soccorritori, tutti i passeggeri erano già stati evacuati dal treno grazie all’intervento del personale di Trenitalia e nessuno risulta ferito. Sono attualmente in corso gli accertamenti da parte delle forze dell’ordine e di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) per chiarire le cause dell’accaduto e verificare lo stato dell’infrastruttura ferroviaria.
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Treno regionale esce dai binari nel Fiorentino, evacuati i passeggeri: nessun ferito
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Tumore vescica, Magenta (Palinuro): “Immunoterapia perioperatoria riduce rischio recidiva dopo intervento”
(Adnkronos) – “Come associazione pazienti accogliamo con grande gioia ogni tipo di innovazione dal punto di vista della ricerca e dell’applicabilità. Poter comunicare che esiste una nuova opzione di cura è ovviamente un evento importantissimo ma lo è in particolare quando esiste già l'applicabilità effettiva in Italia. Le attese dei pazienti sono proprio quelle di avere terapie accessibili. In questo caso specifico abbiamo una terapia”, l’immunoterapia a base di durvalumab associata alla chemioterapia “a disposizione nel setting perioperatorio, quindi prima e dopo l'eventuale intervento chirurgico, che dà speranze rispetto alla” riduzione del rischio di “recidiva della malattia dopo l'intervento". Lo ha detto Laura Magenta, assistente alla presidenza Associazione Palinuro, partecipando, oggi a Milano, all’incontro sulle novità terapeutiche in oncologia “Tumori, oltre il silenzio della malattia: il valore dell’immunoterapia oggi”. “Addirittura, all’evento di oggi si parlava della possibilità, in alcuni casi, di arrivare a non fare proprio l'intervento nel momento in cui la parte neoadiuvante dovesse dare risultati così ottimistici da poter decidere di aspettare prima di intervenire chirurgicamente – continua – Questa sicuramente è una novità molto importante, che comunicheremo ai pazienti che si rivolgono a noi, proprio perché possano valutare, all'interno dei centri a cui si affidano, se possa essere adatta alla loro situazione”. “Il dialogo con le istituzioni è sempre particolarmente difficile, soprattutto quando si parla della singola patologia. Le richieste alle istituzioni sono quindi sempre molto trasversali in tema oncologico – spiega – Ci sono sicuramente tanti aspetti da tenere in considerazione: penso ad esempio ai percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali, nei quali noi, come associazione, per la parte assistenziale abbiamo davvero bisogno di poter dire la nostra. Le istituzioni devono avere la capacità di aprirsi alla nostra collaborazione e al nostro ascolto. Un altro aspetto è la qualità della vita. Le cure, infatti, devono garantire anche una buona qualità di vita. Bisogna tener conto delle diverse fasi della malattia: non c’è infatti solo quella più grave ma anche quelle precoci che possono essere curate, anche se finora le opzioni terapeutiche erano poche. Infine, per il paziente è importante capire come affrontare tutto questo e come farlo continuando anche la propria vita in maniera dignitosa, senza grossi effetti collaterali e potendo vivere la propria realtà familiare”.
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Wimbledon, Darderi cede in tre set a Quinn ed esce al primo turno
(Adnkronos) – Luciano Darderi esce di scena al primo turno di Wimbledon, terza prova stagionale del Grande Slam, al via oggi sui campi in erba dell'All England Lawn Tennis and Croquet Club. L'azzurro, numero 16 del mondo e 14 del seeding, cede allo statunitense Ethan Quinn, numero 47 del ranking Atp, con il punteggio di 7-6 (9-7), 7-5, 6-2 in due ore e 16 minuti. In serata, attesa per l'esordio del sette volte campione di Wimbledon Novak Djokovic.
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Rieti, ragazzo di 15 anni si tuffa nel fiume Velino e annega: recuperato il corpo
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Un ragazzo di 15 anni è annegato stamattina dopo essersi tuffato nel fiume Velino a Rieti. Sul posto è intervenuta la polizia. Non è ancora stata chiarita la dinamica dell'incidente. Il corpo del giovane è stato recuperato.
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Tumori, Mantovani (Humanitas): “Sfida è usare armi immunologiche contro il cancro”
(Adnkronos) – Il nostro sistema immunitario è come “un’orchestra invisibile che, con i suoi oltre 4 miliardi di orchestrali, gestisce i nostri problemi, fra cui le fasi iniziali della crescita di un cancro. Quando uno dei nostri pazienti ha un tumore, è una sorta di ‘fallimento” della nostra orchestra. La sfida, il sogno, la rivoluzione è quella di usare le armi immunologiche contro il cancro: parliamo quindi di immuno revolution”. Lo ha detto Alberto Mantovani, presidente Fondazione Humanitas per la Ricerca e professore Humanitas University, in occasione dell’incontro, a Milano, 'Tumori, oltre il silenzio della malattia: il valore dell’immunoterapia oggi' promosso da AstraZeneca. “È l'inizio di una rivoluzione: abbiamo risultati positivi ma il bicchiere non è ancora pieno nemmeno per metà. La sfida – prosegue – è riempirlo con nuovi anticorpi, nuovi strumenti, nuove cellule e speriamo, in futuro, con vaccini terapeutici. Le ‘armi’ sono innanzitutto gli anticorpi, che utilizziamo per togliere i freni al sistema immunitario, per trasportare farmaci o radionuclidi nella sede di un tumore, o per avvicinano cellule del sistema immunitario e cellule tumorali in un ‘bacio della morte’ nel caso degli anticorpi engagers, oppure, ancora, anticorpi che possono avere tre quattro valenze. Abbiamo poi la grande speranza di utilizzare le terapie cellulari nella lotta contro il cancro. Non dimentichiamo mai che abbiamo già due vaccini preventivi contro il cancro: quello per l’epatite B e quello dell’Hpv. Quest'ultimo vorremmo vederlo più utilizzato. C’è infine il sogno di usare vaccini terapeutici. Questa è una delle grandi speranze davanti a noi”.
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Draper ancora ko, è costretto al forfait a Wimbledon
(Adnkronos) – Ancora un infortunio per Jack Draper. Il 24enne tennista inglese è costretto a rinunciare a Wimbledon per un problema al braccio. Draper avrebbe dovuto esordire domani sul campo centrale contro lo statunitense Taylor Fritz. "Ho avuto tanti momenti difficili nell'ultimo anno ma questo è il peggiore di tutti -ha dichiarato Draper in conferenza stampa-. Il numero di problemi fisici che ho avuto negli ultimi 12 mesi è a dire poco preoccupante".
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Il giornalista Ojetti: “Elicottero di Stato per Meloni all’Argentario?”. Palazzo Chigi smentisce: “È arrivata in auto”
(Adnkronos) – Botta e risposta su X tra il giornalista Paolo Ojetti e Fabrizio Alfano, capo ufficio stampa di Palazzo Chigi, dopo che il cronista aveva ipotizzato un uso privato di un elicottero di Stato per accompagnare la premier Giorgia Meloni all'aperitivo all'Argentario.
Tutto nasce da un post pubblicato da Ojetti, nel quale il cronista parla del passaggio di un elicottero a bassa quota sui tetti dell'Argentario la sera precedente, intorno alle 19: "Sembrava stesse precipitando", scrive Ojetti. "Infatti si precipitava a mollare la Meloni al bar Sottovento di Porto Ercole affinché la premier gustasse l'aperitivo". A corredo della ricostruzione, la domanda diretta: "Chiedo umilmente: uso privato?".
La replica di Palazzo Chigi non si è fatta attendere, con Alfano che ha smentito la versione del giornalista: "No, i fatti sono diversi. Giorgia Meloni non è arrivata in elicottero al Sottovento: si è recata in auto". Il capo ufficio stampa della Presidenza del Consiglio ha poi concluso: "Da giornalista, prima di spargere sciocchezze e insinuazioni sull'uso privato di mezzi dello Stato, dovrebbe verificare i fatti".
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Tumore endometrio, oncologa Lorusso: “Con immunoterapia più chemioterapia -70% rischio di morte”
(Adnkronos) – “Oggi celebriamo lo studio Duo-E che ha dimostrato che quando combiniamo l'immunoterapia durvalumab alla chemioterapia con carboplatino e paclitaxel nelle forme di tumore dell'endometrio avanzato o metastatico, aumentiamo la sopravvivenza libera da progressione e la sopravvivenza globale. È stato stimato che ci sia una riduzione del 60% del rischio di progressione e del 70% del rischio di morte”. Lo afferma Domenica Lorusso, responsabile Centro di Ginecologia oncologica Humanitas San Pio X e professore di Ostetricia e Ginecologia di Humanitas University, in occasione dell’incontro promosso da Astrazeneca oggi a Milano e intitolato “Tumori, oltre il silenzio della malattia: il valore dell’immunoterapia oggi”. “Per anni abbiamo considerato il tumore dell'endometrio come il più facile da curare tra i tumori ginecologici e questo purtroppo ha creato due problemi nel tempo una un disinvestimento nella ricerca e una totale decentralizzazione del tumore dell'endometrio che oggi è un tumore che viene curato dappertutto e spesso non seguendo le linee guida. Purtroppo – commenta – come conseguenza di tutto questo, quello dell'endometrio è l'unico tumore con incidenza e mortalità in aumento nei prossimi anni tra le neoplasie ginecologiche. In realtà, già da qualche anno sappiamo che il tumore dell'endometrio non è un unico tumore, ma sono almeno quattro tumori diversi, con caratteristiche molecolari peculiari che richiedono trattamenti differenti. Abbiamo inoltre scoperto che il 30% circa dei tumori dell'endometrio ha una caratteristica genomica che si chiama instabilità dei microsatelliti, che lo rende particolarmente in grado di rispondere a l'immunoterapia”. “L’aspetto della tossicità è un elemento dominante in oncologia” e lo diventa ancora di più nel tumore dell’endometrio, “trattandosi di una popolazione più fragile, con pazienti più anziane, con diverse comorbidità. Abbiamo visto è che l'aggiunta dell'immunità terapia alla chemioterapia aumenta di circa un 10% gli effetti collaterali, che però per la maggior parte dei casi sono effetti totalmente gestibili, come nel caso delle patologie della tiroide, che consentono una buona qualità di vita assumendo le terapie sostitutive”. Grazie alle evidenze dello studio Duo-E “credo che oggi abbiamo definitivamente un nuovo standard per le pazienti con instabilità dei microsatelliti, con malattia avanzata e metastatica del tumore dell'endometrio. L'aggiunta dell'immunoterapia alla chemioterapia aumenta la sopravvivenza e la sensazione è che possiamo guarire una quota di queste pazienti” conclude.
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Tumore endometrio, Bignami (Loto): “Centri dedicati e accesso a esami molecolari per tutte le pazienti”
(Adnkronos) – “Per molto tempo questa patologia” il tumore dell’endometrio “è stata considerata una sorta di ‘Cenerentola’ dell'oncologia: non esistevano terapie mirate al di fuori della chemioterapia e i passaggi chirurgici venivano eseguiti in qualsiasi struttura, partendo dal presupposto che non facesse alcuna differenza. Oggi dobbiamo guardare a questa malattia sotto una nuova luce, garantendole la giusta attenzione clinica alla luce di trattamenti che offrono ottimi esiti. Per farlo, però, sono necessari centri dedicati e l'accesso agli esami molecolari per tutte le pazienti”. Così Manuela Bignami, direttrice di Loto Odv, intervenendo oggi all’incontro, organizzato a Milano da AstraZeneca, “Tumori, oltre il silenzio della malattia: il valore dell’immunoterapia oggi”. Bignami si sofferma ancora sulla patologia sottolineando l’importanza di “fare informazione sulla prevenzione e sui sintomi d'esordio”: "Le donne devono sapere che in caso di sanguinamento anomalo è fondamentale rivolgersi subito al medico di medicina generale o al ginecologo – osserva – individuare la malattia in uno stadio precoce, come per qualsiasi altra patologia, fa davvero la differenza”. “Negli ultimi anni abbiamo assistito a numerose innovazioni terapeutiche e a una vera e propria riclassificazione della patologia, che oggi viene considerata un tumore ‘a quattro facce’ – si sofferma la direttrice dell’associazione – Questa classificazione molecolare ha aperto la strada a una medicina di precisione sempre più incisiva e alla scoperta di nuove opportunità di cura, come i recenti farmaci immunoterapici”. Ma avere a disposizione terapie innovative non basta, “oggi è fondamentale che queste nuove opzioni terapeutiche vengano tradotte per le pazienti in modo rapido e che siano accessibili su tutto il territorio nazionale – dice – Come associazione di pazienti, il nostro impegno è far passare un messaggio chiaro: l'innovazione è completa solo quando il farmaco è equamente accessibile a tutti. Non può esserci una sanità che dipenda dalla regione di residenza. L'innovazione scientifica deve quindi procedere di pari passo con l'innovazione dei sistemi organizzativi sanitari, altrimenti avremo fallito tutti”, conclude.
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Sinner, paura a Wimbledon: brutta caduta con Kecmanovic
(Adnkronos) –
Paura per Jannik Sinner a Wimbledon 2026. Oggi, lunedì 29 giugno, il tennista azzurro ha affrontato il serbo Miomir Kecmanovic al primo turno dello Slam di Londra, rimediando una brutta caduta nel corso del terzo set. Durante il quinto game infatti, un rovescio del serbo prende controtempo il numero 1 del mondo, che è stato costretto a un movimento innaturale per forzare la risposta. Sinner si è ritrovato quindi sbilanciato ed è finito a terra, con la gamba che è rimasta 'incastrata' sotto di lui e il corpo che ha avuto un sobbalzo innaturale. L'azzurro è rimasto quindi dolorante toccandosi l'anca, con il silenzio che è caduto sul Centrale di Wimbledon. Sinner però è riuscito a rialzarsi, ha zoppicato leggermente e si è rimesso in posizione, ricominciando quindi a giocare. In seguito alla caduta, le telecamere hanno catturato un dettaglio che ha preoccupato i tifosi: dalla scarpa di Sinner esce del sangue, ben visibile anche dalla tv. Difficile capire se sia dovuto proprio alla caduta oppure a una vescica.
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