Strage Mottarone: parla il capo servizio della funivia: cavo non doveva spezzarsi

Tadini Mottarone
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“Quel cavo non si doveva spezzare, è inconcepibile. Non riesco a darmi pace”. Sono le parole di Gabriele Tadini, capo servizio della funivia Stresa-Mottatone e l’unico ad essere ai domiciliari per la tragedia del Mottarone in cui lo scorso 23 maggio sono morte 14 persone e solo un bimbo è sopravvissuto. Tra le vittime anche Serena Cosentino, la 27enne calabrese di Diamante e il fidanzato Mohammadreza Shahaisavandi di 33 anni.

Tadini, attraverso il suo difensore, Marcello Perillo, ha chiesto e ottenuto l’incidente probatorio che prenderà il via domani per accertare le cause della sciagura. “Finalmente – ha detto al suo legale – cominciamo a fare accertamenti sulla fune. E’ una questione che non mi fa dormire: al di là dei forchettoni inseriti non si doveva rompere”.