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sabato, 17 Gennaio, 2026
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Strage migranti Cutro, spunta audio tra indagati: “Iniziamo a pensare a una exit strategy”

Fonte: repubblica.it-  «Ho parlato con Alberto Lippolis della questione naufragio. Mi suggeriva di cominciare a pensare ad un exit strategy…su due punti…sul perché il nostro mezzo navale d’altura è uscito solo alle due e mezza…e sul perché non è stato mandato un mezzo ad ala rotante… cominciate a fare un brainstorming su queste due ipotesi perché poi quelli vanno, andranno a guardare tutto». Il messaggio audio, trasmesso durante Il cavallo e la Torre condotto da Marco Damilano su Rai Tre, viene registrato dal vicecomandante del Gruppo aeronavale della guardia di finanza di Taranto Pierpaolo Atzori il 3 marzo 2023, cinque giorni dopo il tragico naufragio al largo delle coste di Cutro in cui morirono oltre cento fra donne e bambini.

Azari lo invia al suo comandante Nicolino Vardaro. Il file è agli atti del processo sulle responsabilità di chi, la notte tra il 25 e il 26 febbraio del 2023, non fece partire in tempo quei soccorsi che avrebbero potuto salvare tante vite. Un processo che vede imputati sei fra ufficiali e sottoufficiali della guardia costiera e della guardia di finanza per naufragio plurimo e omicidio colposo plurimo. Dei tre protagonisti dell’audio solo due sono imputati: i comandanti Alberto Lippolis (Roan di Vibo Valentia) e Nicolino Vardaro (Gan di Taranto). Non è invece a processo l’autore dell’audio Atzori. Secondo Atzori la persona che era a capo delle operazioni di “Law enforcement” Alberto Lippolis, suggerisce ai finanzieri del Gan di Taranto di elaborare una linea comune. I tre ufficiali della guardia di finanza si preoccupano di giustificare “il ritardo” con cui il pattugliatore PV-6 “Barbarisi” mollava gli ormeggi dal porto di Crotone con oltre due ore e quaranta minuti di ritardo, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti. Vardaro risponde all’audio di Atzori con un messaggio in chat: «…Abbiamo cercato di mantenere la barca in porto fino a quando…fino all’ultimo diciamo, in modo tale da far uscire e stressare gli equipaggi mettendo anche a repentaglio la sicurezza dell’unità navale e degli equipaggi il meno possibile…»

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Il processo si è aperto mercoledì davanti al tribunale di Crotone. Un’udienza lampo per un errore di attribuzione del collegio, il tribunale ha rinviato al 30 gennaio per consentire l’insediamento della nuova corte. Parti civili i familiari delle 94 vittime recuperate (a cui deve aggiungersi un numero imprecisato di dispersi) e i sopravvissuti della strage che, alla vigilia della prima udienza hanno sottoscritto una lettera aperta in cui esprimono tutta la loro delusione per le promesse fatte dal governo all’indomani del naufragio e non mantenute. Nella prossima udienza si costituiranno parte civile anche sei tra associazioni e organizzazioni umanitarie: Emergency, Louise Michel, Mediterranea Saving Humans, Sea Watch, Sos Humanity e Sos Mediterranee. Presente, in qualità di osservatore, anche un rappresentante di Amnesty international Italia.

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