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giovedì, 18 Aprile, 2024
HomeAttualitàStrage migranti a Cutro, sindaco Ceraso: "Mai dimenticare vittime naufragio"

Strage migranti a Cutro, sindaco Ceraso: “Mai dimenticare vittime naufragio”

“Cutro non ha mai dimenticato quello che accadde quella notte di un anno fa. Abbiamo ancora quelle immagini negli occhi. Lo viviamo ancora come un lutto. Ecco perché ricordare è ancora più importante. L’obiettivo è non dimenticare, altrimenti facciamo morire le povere vittime due volte…”. Antonio Ceraso è il sindaco di Cutro, il piccolo comune del crotonese in cui all’alba del 26 febbraio del 2023 avvenne, nella spiaggia di Steccato, un naufragio in cui morirono almeno 94 migranti, di cui 34 bambini. E molto corpi non furono mai ritrovati. Il sindaco Ceraso risponde mentre si trova al cimitero di Cutro, in compagnia del parroco, don Pasquale, in vista del primo anniversario. Qui sono sepolti nove migranti. “E cinque di loro non hanno un nome, tra cui un bambino di circa 8 anni…”, dice il sindaco quasi sussurrando. Sono diverse le manifestazioni organizzate nel fine settimana per ricordare la strage di Steccato di Cutro. Tra Crotone e Cutro. “Sono tutte manifestazioni che vanno nella direzione di non dimenticare, altrimenti, come dicevo, questi poveri innocenti si fanno morire due volte”, dice Ceraso in una intervista all’Adnkronos.

E prosegue: “Si parla ancora tanto di migranti, che continuano a morire in mare. Si parla ma i risultati non si vedono. Partono in mille e ne muoiono 500. Le persone vanno salvate, ma bisogna fare in modo di frenare i flussi, perché l’Italia da sola non ce la fa. Io lo dissi da subito che se ne deve fare carico l’Europa. Questo è un problema atavico. Al governo ci sono stati tutti e se non è mai stato risolto il problema vuol dire che non è di facile soluzione. Un anno fa la tragedia a Cutro, a seguire in altri posti, la gente continua a morire“.

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‘La nostra comunità è sempre stata per l’accoglienza’
“Cutro è sempre stata per l’accoglienza – dice ancora Ceraso -la comunità ha da sempre pensato non solo alla coperta o al panino, ma abbiamo ad esempio molte comunità islamiche sono inserite nel tessuto sociale. Noi abbiamo superato accoglienza e integrazione e siamo già agli scambi culturali. L’estate scorsa sono stato in Marocco per uno scambio culturale”, dice ancora il sindaco di Cutro. Poi, parlando ancora delle nove persone inumate al cimitero, ci tiene a sottolineare che “li abbiamo sistemati non in un angolo remoto ma davanti alla cappella gentilizia, sono mille metri di terreno dedicati solo a questo. Perché non devono essere dimenticati”.

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