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giovedì, 28 Settembre, 2023
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Spesa sociale dei Comuni in Calabria è la più bassa d’Italia: solo 54 euro pro capite, un sesto della media nazionale

L’ultima relazione sul coordinamento della finanza pubblica della Corte dei Conti, che ha elaborato i dati congiunti Istat e Ragioneria dello Stato-Mef nell’ultima versione definitiva, quella relativa al 2020, ha certifica che la spesa sociale dei Comuni della Calabria è la più bassa di tutta Italia. La spesa sociale è quella voce di bilancio che lo Stato stanzia per soddisfare i bisogni primari dei cittadini. I bisogni primari sono essenziali per raggiungere una vita dignitosa, sana, prolungata, creativa e produttiva.

I giudici contabili “evidenziamo la continua crescita della spesa dei Comuni sulla scia di un trend di ripresa che ormai si registra dal 2012, complessivamente è passata da 7,5 a 7,8 miliardi con un incremento del 4,3 per cento” ma questa tendenza non sembra interessare la Calabria. Il rapporto sottolinea infatti come «i dati confermano la spiccata variabilità della spesa pro capite nelle diverse Regioni (e Province autonome): si registrano infatti valori massimi di 584 euro (553 euro nel 2019) nella Provincia autonoma di Trento e minimi di 54 euro in Calabria, in leggero calo rispetto alla spesa pro capite dell’anno 2019 (57 euro).

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La media nazionale calcolata dalla Corte dei Conti è di 283 euro di spesa pro capite, quasi sei volte quella della Calabria. Anche nella composizione della spesa sociale pro capite dei Comuni per area di utenza – si considerano famiglie e minori, disabilità, dipendenze, anzianità, immigrazione e nomadi, povertà e disagio degli adulti senza dimora, altri interventi di natura varia – il record negativo spicca tra i Comuni calabresi, in un contesto anche qui caratterizzato da forti disomogeneità territoriali. Nei calcoli della Corte dei Conti la Calabria è ultima nella spesa sociale dei Comuni pro capite per famiglie e minori (61 euro, media nazionale è 309), anziani (18 euro, media nazionale è 90), e povertà adulta e disagio (11 euro, la media nazionale è 27), penultimo per la voce disabili (218 euro, la media nazionale è oltre 1700 euro) e penultimo per immigrazione e nomadi (41 euro, la media nazionale è 66).

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