Sono positiva. E lo dico contro l’ignoranza e la cattiveria

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Pubblichiamo integralmente il post di E. R. di Lamezia Terme che racconta in prima persona il suo “calvario”: prima con la scoperta di essere positiva al covid-19 e poi con tutte le difficoltà incontrate con le istituzioni preposte e le “malelingue” delle persone pronte a giudicare, puntare il dito e gettare discredito su chiunque avesse avuto contatti con lei.

Buongiorno! Non avrei mai pensato di fare questo post, ma si è reso necessario.

Ora è doveroso farlo perché la situazione vi sta sfuggendo di mano.

Sono POSITIVA, si, HO IL DANNATO COVID-19.

Ora leggete bene queste parole e state un attimo in silenzio, vi racconto una storia, con tante sfaccettature.

Partiamo dalla cattiveria umana.

State inventando storie assurde e mettendo di mezzo persone che non centrano nulla.

Il signore ha scelto me evidentemente perché so sopportare meglio questa malattia che vi assicuro non è piacevole e son o felice di sapere me malata piuttosto che una persona fragile sia fisicamente che psicologicamente.

Ho il covid, si, proprio io che ho fatto battaglie per l’uso delle mascherine, per invitare tutti alla prudenza, io che non sono mai uscita senza mascherina. Il destino ha voluto cosi e io lo accetto, ma questo deve farvi capire come sia potente il virus e come lo possa prendere anche chi sta attento.

Torniamo a noi. Girano voci sul come mi sarei contagiata, voci assurde. Parole pesanti che mettono di mezzo, la mia parrucchiera che non vedo da un mese. Poi state additando la palestra che frequento come nido di virus, persone meravigliose che si sono subito prodigate per gestire la situazione e sanificare e dai controlli nessuno ha il virus. Ma ancora più grave e siete vergognosi, state attaccando un uomo, il gestore del minimarket vicino casa mia, perché ci sta portando da mangiare. Lo state esortando a non darci aiuto Ma siete esseri umani o animali senza anima? Il covid passerà, la vostra cattiveria no e auguro a tutti voi di provare la stessa emarginazione sociale.

Invece ringrazio tutti quelli che con aiuto diretto e con messaggi e chiamate ci stanno dando supporto materiale e psicologico.

Vi ricordo che voi che criticate siete gli stessi che si sono fatti vacanze estive, mare in posti affollati, passeggiate senza mascherina tra la folla, cosa che io non ho mai fatto.

Molti mi chiedete come. Non si può dare una risposta non è facile stabilire come e dove.

Però vi voglio racconto la triste storia che stiamo vivendo per far si che vi rendiate conto dell’importanza di stare ancora più attenti.

Mi accorgo di essere calda ho febbre, non immaginavo potesse essere covid, onesta, io ipocondriaca che mi lavo con l’amuchina. Chiamo lunedì mattina il mio medico curante le dico i sintomi, e per tutela dei miei familiari e dei colleghi richiedo oltre il certificato di malattia e in concomitanza anche il tampone.

Martedì mi chiamano per farlo, devo andare io alla ASP, comunico di avere febbre alta , perdita del senso del gusto e dell’olfatto e affanno, nonostante questo mi fanno andare li. Prendo macchina, parcheggio, faccio un pezzo di strada a piedi con mascherina e faccio tampone in una sala con un livello di igiene discutibile.

Mercoledì inizia l’incubo. Mi chiamano per dirmi di essere positiva. Inizio a dare sintomi, e poi i contatti stretti avuti nei giorni precedenti.

Immediatamente avviso tutti, i miei genitori, mio marito, mia sorella mia cognata e alcuni amici vengono messi in isolamento VERBALE perché il decreto ufficiale è arrivato solo dopo 24 ore.

Comunico il luogo dove lavoro, la mia collega di stanza, che ad oggi ancora nessuno la ha contattata, non ha neanche un decreto che la obbliga a stare dentro. Comunico la palestra dove vado. Espongo chiaramente che sia a lavoro che in palestra seguiamo le norme di distanziamento e usiamo mascherine ecc. ma certezza non si può avere.

Mia mamma è maestra lascia scuola e torna a casa, mio cognato e poliziotto idem.

Mi sarei aspettata un intervento celere per scongiurare un focolaio. Ma tutto taceva. Da mercoledì a oggi sabato non abbiamo visto nessuno, non sono stati fatti i tamponi a nessuno dei miei contatti, solo ieri a due miei amici.

Aspettate non è finita. Scendiamo nei dettagli. Io da onesta cittadina, da donna che non se ne frega di essere additata come infetta e strega portatrice di malattia, inizio ad avvisare tutti. A lavoro, prendono misure di controllo del personale autonomamente i titolari. Stessa procedura la palestra, si chiudono sanificano, vanno a fare i tamponi, stanno tutti bene. Anche i miei familiari che ad oggi non sanno se sono o meno infetti hanno avvisato i loro contatti diretti che a loro volta si sono fatti il test. Ma ripeto mamma è maestra e a scuola da lei nessuno ha fatto nulla se non il preside che ha disposto la chiusura per un giorno e i genitori che stanno tenendo i figli a casa. Se fossimo stati omertosi per paura delle male lingue? Quanta gente avrebbe rischiato?

Ho chiamato per ore tutti i numeri possibili, dalla regione, all’Asp, al dipartimento, il 118 per pregare di venire a fare i tamponi ai miei genitori, papà ha patologie per essere chiari ma nulla. O non rispondevano o le risposte avevano questo tono “state chiamando troppo”.

Da marzo dovevamo essere pronti.

Anche il comune è stato avvisato ma non ha fatto niente. Oggi ho chiamato nuovamente i numeri preposti ma sono a casa non lavorano giustamente.

Intanto i miei vivono in casa, in 4, con mascherina e dormono su divani o poltrone per non stare vicini. Certo. Perché sono sequestrati in casa e non sanno chi è infetto chi no, intanto già in due hanno sintomi.

Da mercoledì chiamo a raffica gli organi preposti ma non risponde nessuno. Esasperata ho chiamato i carabinieri, gli unici che mi hanno dato retta, hanno contattato l’Asp che guarda caso mi ha contattata per dirmi questo “ è cambiato il DPCM è il tampone lo facciamo al 10 giorno” ormai per dispetto direi.

Ok legalmente il 12 Ottobre è variata la procedura ma se chi è in isolamento manifesta sintomi è doveroso verificare. Ci sarebbe da scrivere un libro, su un governo che fa decreti senza logica, su enti locali che non sanno ribattere, una sanità in declino.

Posso solo dire che a oggi siamo stati abbandonati da tutti. Io che sono l’unica comprovata dovrei essere monitorata per procedura, oltre il mio santo medico curante, non mi chiama nessuno. Neanche sanno se sono viva o morta. Vergognoso.

Signori non può funzionare cosi, che isolate la gente e non fate i tamponi, dovete fare i tamponi subito e isolare anche i contatti diretti di questi ultimi altrimenti cosa otteniamo? qualcuno a casa e altri in giro.

Non è solo la mia storia, è quello che stiamo vivendo altri tre contagiati e i nostri relativi contatti stretti sequestrati in casa.

Io sono stata malissimo fisicamente ma ancor più mentalmente per la paura di vedere i miei ammalarsi ho pianto per due giorni senza dormire, da struttura sanitaria e istituzioni sono stata solo derisa e poi isolata perché qui, chi protesta, non viene apprezzato. Io non ho temuto un attimo per me, posso anche soffrire ancora di più e sopporto a testa alta, ma ETICAMENTE e da un punto di vista di tutela della sanità e della salute pubblica di tutti noi, non è giusto che non si sia intervenuto su scuole con minori, luogo di lavoro, palestre, o ancora più gravemente su familiari che nelle ore successive manifestavano sintomi. Mi sono dannata e mi sto dannando perché è inammissibile che le istituzioni non intervengano subito. Questa storia la racconto perché ci dobbiamo svegliare tutti e pretendere più rispetto reciproco fra cittadini e dobbiamo esigere che le istituzioni facciano il loro dovere.

Non continuo a scrivere perché non sto bene e sono stanca, ma ci sarà tempo e modo. Intanto voi aprite gli occhi perché se vi ammalate a breve non ci sarà nessuno per curarvi.

Calabrianews è pronta ad offrire a chiunque ne faccia richiesta l’opportunità di replicare alle dichiarazioni sopra pubblicate.