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Jannik Sinner scaramantico anche agli Internazionali d'Italia 2026. Oggi, martedì 12 maggio, il tennista azzurro ha raggiunto i quarti del Masters 1000 di Roma battendo Andrea Pellegrino in due set. Al termine del match Sinner ha svelato il 'segreto' dietro la scelta della sua racchetta, che ormai lo accompagna da anni, e che ha a che fare con la sua 'solita' scaramanzia: "La racchetta l'ho scelta perché mi piace il colore", ha detto il numero 1 in conferenza stampa, "d'altra parte stiamo cercando sempre il miglior tipo di racchetta, bisogna stare al passo con i tempi. Tra cinque anni avrà qualcosa in più rispetto a ora, però visto che ho giocato piuttosto bene gli ultimi anni non voglio cambiare il colore". Contro Pellegrino si sono viste un po' più di variazioni nel gioco di Sinner rispetto al solito: "Non sono un tipo che fa molti numeri in campo, sto cercando di trovare sempre un modo per battere ogni giocatore. Con la semplicità io riesco a raggiungere i risultati migliori, ma stiamo cercando di aggiungere piccole cose, di andare a rete più spesso e secondo me questo oggi l'ho fatto molto bene", ha detto Sinner, "cerco sempre di studiare il mio avversario, di fare i miei compiti. A volte si prepara bene la partita, mentre a volte bisogna cambiare in corsa. Secondo me fa parte del lavoro". La partita del Centrale è stata molto dura anche da un punto di vista fisico: "Fisicamente mi sento molto bene. Oggi è stata una partita molto fisica, con tanti punti lunghi e quando c'è molto vento bisogna muoversi sempre un po' di più. Sono contento perché sono queste partite che mi servono, che mi spingono al limite. è un'ottima preparazione per Parigi. Un tennista della nuova generazione che mi incuriorisce? Ce ne sono tanti, ma guardando gli ultimi tre-quattro tornei, Jodar sta giocando molto bene, è un giocatore di altissimo livello che sta giocando un buon tennis. Bisogna vedere con il tempo". "Non c'è stato un momento in cui mi sono reso conto di essere superiore agli altri, è qualcosa che arriva con il tempo. Se vuoi essere il più forte devi giocare tutti i tornei al massimo, su ogni superficie, la testa fa tanta differenza. Dipende come gestisci alcune cose durante il torneo e io e il mio team stiamo andando nella giusta direzione", ha spiegato Sinner, "devo stare sempre più sul presente e cercare di capire come sarà il tennis nel futuro, che secondo me sarà sempre più veloce e il servizio sarà sempre più importante".
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Sinner: “Cerco sempre un modo per battere tutti. La racchetta? Non la cambio”
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