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venerdì, 19 Luglio, 2024
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Scopre una sala slot clandestina in un ristorante chiuso, aggredito a Napoli il giornalista delle Iene Antonino Monteleone

Il giornalista Antonino Monteleone, inviato de “Le Iene”, e l’operatore Marco Occhipinti sono stati aggrediti nel quartiere Agnano di Napoli dopo aver scoperto una sala slot clandestina all’interno di un ristorante chiuso per misure anti covid.
Lo rende noto lo stesso programma televisivo di Italia 1 denunciando che Monteleone e il suo operatore sono stati aggrediti nel quartiere periferico del capoluogo campano dopo aver scoperto la sala slot clandestina in piena zona arancione. Il bar – spiegano Le Iene – è aperto e la sala slot interna sono apparentemente vuote, si vedono anche due macchinette spente. L’inviato chiede al gestore se può giocare, ma gli rispondono che le macchinette sono spente da un anno. Guardandosi intorno nota però una macchinetta illuminata in mezzo alla sala, è una di quelle cambia soldi che serve proprio per giocare alle slot. Ma se queste ultime sono davvero tutte spente, a cosa servirà mai la macchinetta cambia soldi accesa? si chiede Monteleone. Qualche istante dopo nota un movimento strano vicino ad una porticina che sembrerebbe essere l’ingresso alla zona ristorante che però è chiuso, quindi, per capire cosa accade al suo interno, decide di entrare. Lì scopre la sala illegale: una decina di macchinette illegali in funzione con relativi giocatori in azione. Poco dopo è il momento dell’aggressione con schiaffi, spintoni, minacce e una caccia all’inviato e al suo operatore, che alla fine è riuscita nell’intento di mandare via i due intrusi da quell’isola di illegalità. Il tutto per aver provato a capire quanto sia fondato il grido d’allarme lanciato da migliaia di lavoratori di un settore che è stato messo in ginocchio dalla pandemia e la cui crisi potrebbe riguardare non solo le centinaia di migliaia di famiglie colpite dalla chiusura protratta nel tempo.
Il caso, intanto, è già finito in Parlamento, tant’è che il deputato Paolo Lattanzio (Pd) esprime «piena solidarietà al giornalista della trasmissione televisiva Le Iene, Antonino Monteleone, aggredito barbaramente». Non solo, per la seconda volta in poche settimane, la protesta contro il dilagare del gioco illegale e contro le chiusure, di nuovo in vigore da ottobre, è arrivata oggi proprio davanti a Montecitorio dove lavoratori e imprese chiedono la riapertura del comparto.
Le Iene ricordano che almeno 150mila dipendenti sono senza lavoro, nonostante le precauzioni prese dai gestori per adeguare le attività. Gli unici esercizi che possono restare aperti in zona arancione sono gli Internet point e i punti vendita di ricariche dove non si può giocare in presenza, oltre che da casa aprendo dei conti online. Nel servizio – spiegano ancora Le Iene – i manifestanti lamentavano il fatto di essere rimasti sempre chiusi da ottobre, nonostante tutte le misure di prevenzione adottate come l’obbligo di indossare la mascherina, la sanificazione e il distanziamento tra le macchinette e che la mancata riapertura di questi esercizi non avrebbe colpito solo le casse di chi non ci lavora. Anche il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero de Raho, evidenzia il rischio del proliferare del gioco illegale ammonendo che «giocare attraverso percorsi illegali è totalmente da sconsigliare perché, così, si sovvenzionano la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta».
Nato a Reggio Calabria nel 1985, giornalista professionista, Antonino Monteleone ha mosso i primi passi nel giornalismo televisivo nella sua regione. Negli stessi anni ha dato vita ad un blog personale che gli ha procurato qualche guaio: nel 2008 subisce il sequestro del blog, con un provvedimento unico all’epoca, a causa di una querela che si rivelerà temeraria. Nel 2010 subisce l’incendio della propria automobile. Autori e mandanti di quell’attentato sono stati condannati e la Cassazione ha confermato la matrice mafiosa del gesto in risposta ai suoi articoli di denuncia.
Prima di approdare a “Le Iene”, ha lavorato per Report su Rai3; “Exit” e “Piazzapulita” su La7. (fonte Giornalistiitalia.it)
 

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