sabato, 4 Febbraio, 2023
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La politica al civico 72 per omaggiare Jole Santelli

di Francesco Cangemi – Il civico 72 di via Piave non è mai stato così pieno di gente e libero di macchine. Al civico 72 c’è la casa di Jole Santelli. Un palazzo di tre piani dei primi anni di un Novecento che non c’è più. E da questa mattina non è più neanche la prima governatrice della Regione Calabria.

La prima in 40 anni. La notizia si diffonde a macchia d’olio e in ogni dove in pochissimo tempo e il civico 72 di via Piave diventa l’11 settembre del giornalismo calabrese: tutto il mondo dei mass media italiani si concentra in questo tratto di strada presidiato, con grande garbo e riserbo, dagli uomini della Questura di Cosenza, dai militari dell’Arma e dai vigili urbani.

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Non c’è mai una vera calca sotto casa Santelli, ci sono gruppetti sparsi ma ordinati allo stesso tempo. C’è chi è in fila per portare l’ultimo saluto alla governatrice, c’è chi staziona in silenzio sul marciapiede di fronte. È come se Cosenza, la città natale di Jole Santelli, non volesse disturbarla troppo.

Nel portone entrano fiori, manifesti di lutto firmati dalle istituzioni. Arriva la politica cittadina e, soprattutto, quella regionale.
Il consigliere regionale del Partito democratico Carlo Guccione arriva con il viso solcato dalle lacrime. Riesce a dire solo che sono tanti gli anni di conoscenza fra loro.

Gli occhi gonfi sono quelli di Gianluca Gallo. L’assessore e collega di Forza Italia della Santelli riesce solo a dire che «Jole è stata quella che ha creduto politicamente più di tutti in me».

Senza parole sta in disparte il neo sindaco di San Giovanni in Fiore Rosaria Succurro. È fuori da quel civico 72 sin dalla mattina presto appena appresa la notizia. Non parla molto perché come apre bocca le viene da piangere. Al suo fianco il marito Marco Ambrogio, consigliere comunale di Cosenza.

Ci sono gli assessori di Cosenza Spataro e De Rosa (il sindaco Occhiuto è atteso in serata di ritorno da Roma), c’è il primo cittadino di Rende Marcello Manna, accompagnato dal suo addetto stampa Marcello Romanelli rotto dal pianto anche lui perché amico di vecchia data della governatrice.

Arriva il presidente del consiglio regionale Mimmo Tallini. È quello che parla di più della Santelli. O meglio, è come un diesel: non ha molta voglia di proferire parola all’inizio ma, appena inizia il ricordo, è difficile fermare la sua voglia di raccontare la governatrice.

C’è il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo, anche lui visibilmente commosso, c’è l’omaggio del Partito socialista con Franz Caruso e Gigi Incarnato. C’è Sandra Savaglio che è talmente rotta dal pianto che non riuscirà a spiegare alle forze dell’ordine che è l’assessore regionale voluto fortemente dalla presidente Santelli. «Era una stella cometa», dice fuori dal portone prima di salire.

Ci sono i giornalisti fuori. Tanti. Molti di loro hanno seguito da sempre la Santelli per lavoro. Stanno svolgendo la propria professione lì fuori ma questa notizia lì tocca nel profondo. A prescindere da tutto.

Se i politici si chiudono nel silenzio, qualche componente dei loro staff si preoccupa, ad alta voce e nel luogo sbagliato, di capire quando ci sarà la decadenza dei consiglieri regionali e quando si andrà alla prossima tornata elettorale.

Arriva e va via trafelatissimo il vicepresidente Nino Spirlì. Esce da quel civico 72 di via Piave con il peso di essere lui a governare la cittadella regionale.

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