Salvini a Bologna suona al citofono di casa di un tunisino: «È vero che lei spaccia?».

Matteo Salvini si è rivolto così al citofono di via Deledda, nel cuore del quartiere popolare del Pilastro a Bologna.
«È necessario – ha dichiarato il leader leghista, prima di lasciare il Pilastro – ripulire questa zona dallo spaccio e dalla criminalità». Il leader della Lega per il “blitz” improvvisato si è fatto guidare da una fan. Lei stessa, assicurando la regolarità della famiglia, ha segnalato a Salvini i presunti “pusher”. “Sono sia il padre che il figlio”, ha spiegato in diretta Facebook la donna. Dopo aver provato più volte a far “confessare” lo spaccio, il capo del Carroccio è stato costretto ad allontanarsi, promettendo, però, di mandare una segnalazione alle forze dell’ordine. La provocazione non è passata inosservata, tanto che molti contestatori durante le riprese hanno urlato e fischiato contro il ministro dell’Interno. Mentre suonava al citofono della casa indicata dalla donna, infatti, Salvini era sotto i riflettori delle telecamere, circondato da diversi agenti delle forze dell’ordine tra Polizia e Carabinieri.

Salvini a Bologna suona al citofono di casa di un tunisino: «È vero che lei spaccia?»

Pubblicato da Calabria News su Martedì 21 gennaio 2020