“Rinascita-Scott”, inchiesta di enormi dimensioni: Arrestati portati in bus per interrogatori al tribunale a Catanzaro

Catanzaro – Gli effetti, non solo giudiziari, della maxi operazione antimafia “Rinascita-Scott” portata a termine nei giorni scorsi dalla DDA di Catanzaro, si sentono anche sull’apparato organizzativo complessivo dello Stato.
Oggi sono iniziati gli interrogatori di garanzia davanti al Gip degli arrestati presso la sede del tribunale del capoluogo e per trasferirli dal carcere nelle aule giudiziarie non sono bastati i tradizionali furgoni. Infatti la polizia penitenzaria ha dovuto provvedere addirittura con un pullman scortato da diverse auto di servizio.
Come abbiamo riferito in altra parte del giornale, il procuratore capo Nicola Gratteri ha già precisato che in vista della maxi udienza preliminare serviranno più impiegati e spazi adeguati. Aveva già avuto modo di dire, nell’imminenza dell’operazione, dell’enorme lavoro organizzativo che era stato necessario citando due dati su tutti: i 3mila carabinieri mobilitati in anticipo in tutta Italia e i 5 milioni di fogli che è stato necessario stampare, fuori dalla Calabria per evitare fughe di notizie, che hanno costituito le ordinanze consegnate ad arrestati ed indagati e che sono stati portati poi nella nostra regione a bordo di un tir.
Se, inoltre, si tiene conto che l’operazione complessivamente ha portato all’arresto di 334 persone con un totale di 416 indagati, si comprende bene l’importanza dell’azione giudiziaria già fatta e di quella che ancora deve essere portata a termine.
Non sembra, dunque, esagerato il paragone che lo stesso Gratteri ha avuto modo di fare parlando della più grande inchiesta antimafia della storia del nostro Paese dopo il maxi-processo a cosa nostra siciliana istruito da Giovanni Falcone e dal pool di Palermo.
Sul fronte degli interrogatori di garanzia, intanto, si è appreso che Giancarlo Pittelli si è avvalso della facoltà di non rispondere per via delle condizioni psichiche degradate.