domenica, 25 Settembre, 2022
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Reggio Calabria – Morirono per buca sull’asfalto: 5 indagati

La Procura della Repubblica di Reggio Calabria ha notificato cinque avvisi di conclusione indagini nei confronti di funzionari del Comune di Reggio e dell’Anas. I cinque sono indagati per omicidio colposo in relazione alla morte di Domenico Spinella e Maria Teresa Manto avvenuta il 2 novembre 2018 a causa di un incidente stradale avvenuto in via Nazionale a Pentimele, nella periferia nord della città dello Stretto.

L’ACCADUTO – Le vittime erano a bordo di uno scooter quando “incappavano – è scritto nel capo di imputazione – con la ruota anteriore in una buca profonda, insidiosa e in alcun modo segnalata“. Una buca che, secondo il pm, era presente da almeno cinque giorni e che Spinella e Manto non sono riusciti a evitare tanto che sono stati violentemente catapultati in aria per poi impattare rovinosamente al suolo con un prolungato trascinamento sul fondo stradale. Impatto che si è rivelato fatale. Domenico Spinella e Maria Teresa Manto morirono in pochi minuti.

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Il pm Alessandro Moffa ha notificato l’avviso a Giuseppe Grimoli, l’amministratore delegato del Consorzio stabile “Aurea” di Rende (Cosenza) che stava eseguendo i lavori di rifacimento del manto stradale e della segnaletica, al mobility manager del Comune Lorenzo Benestare, al coordinatore per la sicurezza dei lavori per conto dell’Anas Vincenzo Barillà, al responsabile area compartimentale dell’Anas Luigi Mupo e all’istruttore direttivo del comando di polizia municipale Salvatore Giuseppe Garofano.

Secondo la Procura, i cinque indagati con “imprudenza, imperizia, e negligenza” avrebbero abbandonato, “per diversi giorni il tratto stradale in precarie e pericolosissime condizioni” e “senza metterlo in sicurezza”. Nell’inchiesta è indagato anche il responsabile del procedimento e dei lavori per conto dell’Anas Carlo Muscatello che, secondo i pm, “concedeva in subappalto alla ditta ‘Sgromo costruzioni’, con sede a Maida, parte delle opere senza l’autorizzazione dell’autorità competente, in particolare simulando il subappalto con un contratto di cosiddetto ‘nolo a caldo’ di attrezzature per un valore di 50mila euro”.

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