L’indice della criminalità del Sole 24 Ore fotografa un quadro in miglioramento in gran parte della Calabria. Nel 2025 diminuiscono le denunce nelle province di Catanzaro, Vibo Valentia, Crotone e Reggio Calabria, mentre Cosenza registra un incremento del 2,3%. È quanto emerge dalla nuova edizione dell’Indice della criminalità del Sole 24 Ore, elaborato sulla base dei dati del Ministero dell’Interno, che analizza il numero dei reati denunciati in rapporto alla popolazione e la loro distribuzione sul territorio nazionale.
La provincia di Cosenza si colloca al 96° posto su 106 province italiane, con 16.847 denunce complessive e un tasso di 2.525,2 reati ogni 100mila abitanti. Rispetto alla rilevazione precedente, il dato segna una crescita del 2,3%, in controtendenza rispetto all’andamento prevalente nel resto della regione. La posizione migliore nella graduatoria generale spetta a Catanzaro, al 59° posto nazionale, con 10.442 denunce, pari a 3.087,8 ogni 100mila abitanti. Il dato è in diminuzione dell’8,1%. Segue Vibo Valentia, al 61° posto, con 4.591 denunce e un tasso di 3.062,2 ogni 100mila abitanti, in calo del 4,6%. Crotone si colloca al 77° posto, con 4.539 denunce, 2.805,9 ogni 100mila abitanti e una flessione del 2%. Anche Reggio Calabria registra una diminuzione significativa: con 13.314 denunce e 2.607,5 reati ogni 100mila abitanti, occupa il 95° posto della classifica nazionale. La riduzione dell’8,3% è la più marcata tra le province calabresi.
L’analisi delle diverse tipologie di reato evidenzia situazioni differenti da provincia a provincia.
Catanzaro si distingue per il secondo posto nazionale per associazione per delinquere, con 9 denunce e un tasso di 2,7 ogni 100mila abitanti, dato stabile. La provincia è inoltre terza per usura, con 3 denunce e 0,9 casi ogni 100mila abitanti, in calo, e per omicidi da incidente sul lavoro, con 3 denunce e un tasso di 0,9, stabile.
Cosenza risulta prima a livello nazionale per incendi boschivi, con 364 denunce e 54,6 casi ogni 100mila abitanti, un dato stabile. La rilevazione segnala inoltre 447 denunce per un’altra tipologia di reato, con un tasso di 67 ogni 100mila abitanti; la categoria non è specificata nel testo di partenza.
Crotone occupa il secondo posto per minacce, con 343 denunce e 212 casi ogni 100mila abitanti, e per incendi boschivi, con 75 denunce e un tasso di 46,4: in entrambi i casi il dato è stabile. La provincia è terza per associazione mafiosa, con 2 denunce e 1,2 casi ogni 100mila abitanti, e quarta per danneggiamenti seguiti da incendio, con 89 denunce e 55 casi ogni 100mila abitanti, in diminuzione. È inoltre quinta per sfruttamento della prostituzione e pornografia minorile, con 9 denunce e 5,6 casi ogni 100mila abitanti, dato in calo.
A Reggio Calabria si registra il sesto posto per omicidi volontari, con 6 denunce e un tasso di 1,2 ogni 100mila abitanti, in diminuzione. La provincia è inoltre sesta per associazione per delinquere, con 8 denunce e un tasso di 1,6, e per danneggiamenti seguiti da incendio, con 271 denunce e 53,1 casi ogni 100mila abitanti: entrambe le categorie risultano in aumento. Preoccupa, invece, il dato relativo alle lesioni dolose: Reggio Calabria è al 105° posto, penultima nella graduatoria nazionale, con 314 denunce e 61,5 casi ogni 100mila abitanti, in crescita.
Infine, Vibo Valentia è prima per associazione per delinquere, con 4 denunce e un tasso di 2,7 ogni 100mila abitanti, e per minacce, con 346 denunce e 230,8 casi ogni 100mila abitanti; entrambi i dati sono stabili. La provincia si colloca al quinto posto per percosse, con 73 denunce e 48,7 casi ogni 100mila abitanti, anch’essi stabili. Non risultano invece denunce per omicidi volontari, omicidi da incidente sul lavoro e associazione di tipo mafioso.
Nel complesso, i dati delineano una Calabria in cui le denunce diminuiscono in quattro province su cinque, ma con differenze significative sia nell’andamento generale sia nella distribuzione delle singole fattispecie di reato. L’aumento registrato a Cosenza rappresenta l’eccezione rispetto alla tendenza regionale, mentre le graduatorie per specifici delitti evidenziano criticità che variano sensibilmente da un territorio all’altro.

