venerdì, 30 Settembre, 2022
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Qualità della vita, le città calabresi agli ultimi posti nella classifica 2022 del rapporto “BenVivere”

Secondo la classifica 2022 del “BenVivere”, la qualità di vita è buona al Nord e al Centro, un po’ meno al Sud anche se diminuiscono i divari. Resta desolante la condizione delle città calabresi con Crotone (105esima), Vibo Valentia (106esima) e Reggio Calabria (107esima).

Bolzano, capoluogo dell’omonima provincia in Trentino Alto Adige, è medaglia d’oro, Siena al secondo posto e Firenze terza (entrambe migliorano il piazzamento di un anno fa). Medaglia di legno ad Ancona (+8 posizioni).

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Nella top ten ci sono Pordenone (quinta), Trieste (sesta con un balzo di 11 posti), Prato (che arretra in settima piazza), Trento (ottava), Milano (nona) e decima la new entry Savona. In fondo alla graduatoria, il bellissimo, ma trascurato Sud: Siracusa (98esima posizione), Palermo (99esima), Foggia (100esima), Taranto (101esima), Caserta (102esima), Sud Sardegna (103esima) Caltanissetta (104esima). La prima provincia meridionale è invece Bari (63esima).

Il rapporto, realizzato dalla Scuola di Economia civile in collaborazione con Avvenire e con il contributo di Federcasse e Confcooperative, è basato sull’analisi dei dati di 77 indicatori di 10 parametri: Accoglienza, Ambiente turismo e cultura, Capitale umano, Demografia e famiglia, Economia e inclusione, Impegno civile, Lavoro, Legalità e sicurezza, Salute e Servizi alla persona. I ricercatori che hanno curato la ricerca hanno sottolineato un generale miglioramento e un trend di convergenza: “È in atto un triplice, seppur estremamente lento, processo di convergenza dei punteggi verso l’alto: a livello generale (la seconda metà della classifica è meno distante dalla prima), a livello top (i primi non più così lontani dai secondi) e a livello flop (gli ultimi sono più vicini ai penultimi).

La convergenza nel benvivere quest’anno è osservata in particolare tra il Centro e il Nord, con il Centro che migliora in media nel benvivere rispetto al Nord di 0,527 punti”. Questo significa che per il secondo anno consecutivo c’è un trend limitato e costante di convergenza tra i territori italiani e di generale miglioramento della qualità della vita.

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