mercoledì, 19 Gennaio, 2022
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Processo ‘Rinascita-Scott’, per la prima volta parla Pittelli: Lettera a Carfagna “vecchia mica” e non per interferire

Lamezia Terme – L’avvocato ed ex parlamentare Giancarlo Pittelli, è intervenuto per la prima volta nel processo ‘Rinascita-Scott’, in cui è imputato per dire che quando i suoi difensori lo autorizzeranno offrirà tutti gli elementi che dimostrano la “mia estraneità alle accuse di concorso esterno”. Pittelli è intervenuto in video collegamento dal carcere di Melfi nel quale è ristretto dopo l’inasprimento della misura cautelare degli arresti domiciliari decisa dal Tribunale di Vibo Valentia a causa della scoperta della lettera inviata dallo stesso Pittelli in regime di domiciliari, al ministro per il Sud Mara Carfagna. Una lettera nella quale l’avvocato chiede aiuto all’amica ed ex collega di partito.

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“Ex amica” l’ha definita l’avvocato Salvatore Staiano, difensore di Pittelli, che ha chiesto al collegio la revoca della decisione dei giudici. Il difensore ha parlato di un uomo professionalmente, moralmente e finanziariamente distrutto che aveva chiesto aiuto, che si rivolgeva alla parlamentare e non al ministro, cosa che, secondo la difesa, poteva fare. Staiano ha sostenuto che Pittelli sia affetto da un “Parkinson incipiente” e la prova starebbe nel fatto che nella lettera inviata alla Carfagna scrive di non essere stato interrogato né dal pm, né dal gip come invece è accaduto. La difesa ha sottolineato il precario stato di salute dell’imputato – trattato “come una pallina da ping pong” – convinto di essere vittima di un complotto nel quale sarebbe implicata anche la Cia. Staiano, appellandosi anche a questioni di diritto oltre che umane, ha chiesto che venga accolta l’istanza di revoca della misura cautelare.
Pittelli, dal canto suo, ha detto di avere scritto una lettera “a una vecchia amica” aggiungendo di non avere mai “inteso interferire nel processo e sul processo”. Quindi ha sostenuto di esistere solo in programmi televisivi e negli atti giudiziari con un clamore mediatico che “non ho mai visto in 40 anni di carriera” ed ha concluso sostenendo che dimostrerà la sua estraneità ai fatti contestati.
Il pm della Dda di Catanzaro Andrea Mancuso ha affermato che l’istanza di revoca è inammissibile. Il collegio si è riservato di decidere.

(Ansa)

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