domenica, 28 Novembre, 2021
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Processo “Bianco e Nero”, 25 condanne e più di 20 assoluzioni

Venticinque condanne e oltre venti assoluzioni sono state decise dal gup Gaia Sorrentino nell’ambito del processo, con rito abbreviato, denominato “Bianco e Nero” che vede implicati gregari e affiliati alla cosca Giampà di Lamezia ritenuti partecipi di un’associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. 

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Dopo numerose udienze, dedicate alle discussioni delle parti, anche con repliche e controrepliche finali, quindi, si è concluso in primo grado il processo svolto con le forme del rito abbreviato nei confronti di coloro che erano stati considerati, partecipi, in alcuni casi anche con ruoli apicali dell’associazione dedicata al narcotraffico che la cosca Giampà aveva creato sul territorio lametino, così provocando una gestione monopolistica del traffico di stupefacenti. Il gip, Gaia Sorrentino ha riconosciuto l’esistenza del sodalizio e per l’effetto, ha pronunciato condanna nei confronti di parte degli imputati condannandoli a pene variabili dai 2 ai 16 anni di reclusione, oltre venti gli imputati assolti. Una decina, invece, gli imputati che hanno scelto il rito ordinario. Nel collegio difensivo, tra gli altri, gli avvocati Antonio Larussa, Pasquale Naccarato; Aldo Ferraro, Domenico Villella, Antonio Lomonaco, Lucio Canzoniere, Giuseppe Spinelli, Francesco Iacopino, Gianluca Careri, Leopoldo Marchese, Enzo Galeota, Francesco Sabatino, Salvatore Staiano.

I Condannati:

Danilo Cappello, 4 anni; Gabriele Caruso, 4 anni; Roberto Castaldo, 7 anni;Francesco Cerra, 2 anni; Domenico Chirico, 8 anni; Andrea Crapella, 7 anni; Morrison Alessio Gagliardi, 2 anni e 4 mesi; Antonio Giampà, 7 anni; Davide Giampà, 8 anni; Domenico Giampà (collaboratore), 5 anni e 8 mesi; Vincenzo Giampà, detto “Enzo”, 8 anni; Saverio Giampà, 13 anni e 9 mesi; Bruno Malvaggio, 2 anni e 8 mesi; Pasquale Mercuri, 7 anni; Maurizio Molinaro, 16 anni; Aldo Notarianni, 8 anni; Carmine Vincenzo Notarianni, 7 anni; Luigi Notarianni, 10 anni; Pasquale Notarianni, 7 anni; Davide Orlando, 7 anni e 4 mesi; Claudio Paola, 7 anni; Francesco Renda, 7 anni; Antonio Stagno, 7 anni; Alessandro Torcasio, 8 anni e 6 mesi; Antonio Voci, 9 anni;

Le assoluzioni:

Gino Strangis (richiesta PM anni 12 di reclusione) difeso dall’avvocato Giuseppe Spinelli; Giuseppe Ammendola (richiesta PM anni 12 di reclusione) difeso dagli avvocati Giuseppe Spinelli e Gianluca Careri; Antonio Salatino (richiesta PM anni 10 di reclusione) difeso dagli avvocati Antonio Larussa e Giuseppe Spinelli; Sergio Ugo Roberto Greco (richiesta P.M. anni 10) difeso dagli avvocati Antonio Larussa e Lucio Canzoniere; Cristian Greco (richiesta P.M. anni 10) difeso dall’avvocato Antonio Larussa; Greco Giovannino (richiesta P.M. anni 10) difeso dall’avvocato Larussa; Giuseppe Grutteria (richiesta P.M. 12 anni di reclusione); Michael Mercuri (richiesta PM anni 12), difeso dall’avvocato Larussa; Luigi Leone (richiesta PM anni 10), difeso dall’avvocato Antonio Larussa; Franco Trovato (richiesta PM anni 10), difeso dall’avvocato Larussa; Alessandro Villella (richiesta PM anni 10), difeso dall’avvocato Larussa; Andrea Angotti (richiesta pm anni 12 di reclusione) difeso dall’avvocato Antonio Larussa; Eugenio Giampà (richiesta PM anni 12 di reclusione) difeso dagli avvocati Antonio Larussa e Francesco Iacopino; Domenico Sirianni (richiesta PM anni 12), difeso dagli avvocati Lucio Canzoniere e Domenico Villella; Maikol Rotundo (richiesta PM anni 10), difeso dall’avvocato Lucio Canzoniere; Giovanni Pujia (richiesta PM anni 10), difeso dall’avvocato Gianluca Careri; Davide Belvedere (richiesta PM anni 10), difeso dall’avvocato Gianluca Careri; Giovanni Roberto (richiesta PM anni 10), difeso dall’avvocato Gianluca Careri; Emiliano Fozza (richiesta PM anni 10), difeso dall’avvocato Gianluca Careri; Erik Voci (richiesta PM anni 8 e mesi 8 di reclusione): difeso dall’avvocato Leopoldo Marchese; Salvatore Ascone (richiesta PM anni 12 di reclusione), difeso dagli avvocati Francesco Sabatino e Salvatore Staiano; Vincenzo Arcieri (richiesta anni 12 di reclusione), difeso dagli avvocati Aldo Ferraro e Enzo Galeota.

Le accuse

Lo spaccio sarebbe stato finalizzato anche a rifornire le casse della cosca lametina per acquistare armi e mezzi per i delitti, oltre che per la retribuzione periodica degli affiliati e l’acquisto di ulteriori stupefacenti in una viziosa sorta di circolo economico. Un’inchiesta avviata e retta fino alla requisitoria dal pm Elio Romano, oggi sostituto procuratore a Palmi. Secondo l’accusa – retta fino alla sentenza dal pm Chiara Bonfadini – tra il 2004 e il 2012, l’organizzazione, che faceva capo agli esponenti di spicco della cosca Giampà, avrebbe avuto il controllo del narcotraffico, nell’area di Lamezia “quale epicentro del traffico della droga”, e aveva evidenziato “capacità di approvvigionamento nelle province di Reggio Calabria (Area di Rosarno), Vibo Valentia (area di Maierato e Limbadi), Cosenza, Crotone e Milano e si è dimostrato attivo nella commercializzazione di quantitativi anche ingenti, di sostanza stupefacente: cocaina, eroina, marijuana e hashish anche proveniente dal Sudamerica”.

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