Lavoro dignitoso, investimenti, infrastrutture. E’ il messaggio di Cgil, Cisl e Uil della Calabria dal porto di Gioia Tauro, luogo simbolo dell’economia della regione, scelto per celebrare il Primo maggio. Tanti i temi su cui la triplice sindacale calabrese ha posto l’accento, con attenzione anche alle pesanti ripercussioni economiche derivanti da guerre e crisi internazionali.
“Non abbiamo scelto Gioia Tauro a caso. E’ il cuore pulsante del lavoro e dello sviluppo calabrese. Da qui – ha detto la segretaria generale della Uil Calabria, Maria Elena Senese, – si alza una voce collettiva per dire che la Calabria ha bisogno di lavoro dignitoso, investimenti, infrastrutture. Il porto di Gioia Tauro, con enormi potenzialità ancora inespresse, è il simbolo delle contraddizioni di questo territorio”. “Tre – secondo Senese – le parole chiave: Zes, piastra del freddo e rigassificatore. La Zes doveva servire per investimenti e occupazione di qualità ma, ad oggi, per la Calabria è una scatola vuota. La piastra del freddo sarebbe utile per lo sviluppo delle filiere del territorio e per dare valore all’agroalimentare. Il tema del rigassificatore poi, mai come oggi, è attuale”.
Per il segretario generale della Cisl Calabria, Giuseppe Lavia, “Gioia Tauro è il simbolo di una regione eternamente sospesa fra le criticità e le opportunità che non sono pienamente valorizzate. Oggi, in tante piazze e città dell’Italia e della Calabria, il tema che mettiamo al centro è quello del lavoro dignitoso, della buona contrattazione, dei salari dignitosi, il tema delle tutele e dei diritti”. “Inoltre, in questo scenario di guerra mondiale a pezzi, c’è un’inflazione che morde il reddito di lavoratori e pensionati. Servono interventi strutturali contro caro vita e caro energia”, ha sottolineato Lavia.
“L’unità sindacale – ha evidenziato il segretario generale della Cgil Calabria, Gianfranco Trotta – è sempre un valore aggiunto. Purtroppo, nell’ultimo periodo, registriamo delle differenze, però su alcuni temi c’è una condivisione e oggi vogliamo lanciare un messaggio proprio dal porto di Gioia Tauro, una punta d’eccellenza della Calabria che però non ha avuto sul territorio l’impatto che ci si aspettava. Siamo uniti per lo sviluppo buono della Calabria e per un lavoro dignitoso. Abbiamo scelto per questo Gioia Tauro, perché in Calabria uno sviluppo buono, un lavoro dignitoso è possibile, bisogna creare le condizioni affinché questo avvenga”.
(Ansa)











