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domenica, 26 Maggio, 2024
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Ponte Stretto, ministero ambiente chiede 239 integrazioni. Pd Villa San Giovanni: progetto è tutto da rifare

Il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica ha richiesto 239 integrazioni di documenti alla Società Stretto di Messina S.p.A, nell’ambito della valutazione del progetto del Ponte. Per la Valutazione di impatto ambientale (Via) sono state richieste 155 integrazioni. Altre 66 integrazioni sono state richieste per la Valutazione di incidenza (Vinca), che verifica le conseguenze di un’opera sui siti Natura 2000, i siti protetti di interesse Ue. Per il Piano di utilizzo terre (Put) sono state richieste 16 integrazioni, per la Verifica di ottemperanza (Vo) 2. Lo si legge sul sito della Commissione Via-Vas del Mase.
Ciucci: “Le osservazioni del Mase sono congrue”
Le richieste di integrazioni e chiarimenti “sono assolutamente congrue, per l’entità e complessità dell’Opera e per le relative interazioni con il territorio e le varie componenti ambientali”. Lo ha detto all’ANSA l’ad della società, Pietro Ciucci. “La Società ha da sempre investito sull’ambiente – ha aggiunto Ciucci – e anche in questa fase di ripresa del progetto sarà profuso ogni sforzo per ridurre al minimo gli impatti dell’opera e per garantire che la stessa sia occasione di valorizzazione dei territori e delle componenti ambientali. Nei 30 giorni previsti dal procedimento, la Stretto di Messina, insieme a Eurolink, predisporrà tutte le integrazioni e chiarimenti richiesti”.

Musolino: tutto da rifare
“La Commissione VIA e VAS del Ministero dell’Ambiente ha risposto: il progetto è tutto da rifare, necessitano corpose integrazioni.
Oggi 16 aprile 2024, con nota prot. n. 70949, la Commissione VIA/VAS del Ministero dell’Ambiente ha risposto al progetto trasmesso dalla Società Stretto di Messina, anche sulla scorta delle osservazioni tecniche che sono state protocollate in queste ore dai tanti Enti e cittadini coinvolti, tra i quali il Circolo PD di Villa SG. La bocciatura è clamorosa, i termini sono interrotti, tutto è rimandato alla necessaria trasmissione, nei termini di legge e salvo proroghe, di numerosissime integrazioni al Progetto Definitivo.
In sostanza, la Commissione del Ministero dell’Ambiente ha fatto emergere quanto già denunciato nei giorni scorsi dal PD e dagli altri soggetti trasmettitori:
il Progetto non è per nulla “definitivo”, è pieno di carenze e vuoti.
La richiesta di integrazioni obbligatorie del Ministero dell’Ambiente ha ad oggetto:
* un nuovo Studio di Impatto Ambientale (SIA);
* l’aggiornamento degli elaborati allo stato di fatto attuale e non a quello di dieci o venti anni fa;
* una nuova relazione generale di cantiere;
* la verifica del piano di utilizzo terre e rocce;
* la descrizione del piano di produzione rifiuti;
* gli studi sugli scenari sismici e di maremoto;
* gli elaborati sulla qualità dell’aria: atmosfera e clima;
* gli elaborati della morfodinamica costiera;
* gli atti sull’impatto acque superficiali e sotterranee;
* Il dettaglio sui quantitativo di risorse idrica necessaria e compromessa;
* un nuovo bilancio idrico;
* gli elaborati su paesaggio, flora e fauna.
E questi sono solo alcuni punti esemplificativi: la bocciatura con rinvio della Commissione Via Vas è molto più ampia e non lascia scampo all’iter previsto dalla Stretto di Messina.
Viene chiarito esplicitamente che la Verifica alla Ottemperanza alle Prescrizioni non sono rinviabili al progetto esecutivo. Serve presto una nuova relazione. Per ora e’ tutto bloccato! Non serve oggi dire “avevamo ragione Noi” – anche se la tentazione e’ forte !
Serve agire anche nella procedura di Conferenza dei Servizi con i Comuni e gli Enti territoriali che proprio oggi ha avuto inizio. Come si fa a discutere in una conferenza di servizi “istruttoria” se il Progetto in esame dovrà essere integrato sostanzialmente, fino a mutare definitivamente, a seguito delle richieste della Commissione Via /VAS?
Il Comune di Villa, quello di Messina, la Città Metropolitana di Reggio Calabria chiedano subito la sospensione della Conferenza dei servizi istruttoria in attesa delle integrazioni progettuali. Non ci sono più scuse! Gli amministratori facciano il loro dovere. Il deficit progettuale che accompagna quest’Opera pericolosissima è da oggi certificato dagli Organi Ministeriali”.

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Il Codacons: ‘Intervenga la Corte dei Conti’
Con la richiesta di integrazione di documenti il Mase evidenzia tutte le criticità del progetto relativo al Ponte dello Stretto. Lo afferma il Codacons, che dopo l’intervento a gamba tesa del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica si appella alla Corte dei Conti affinché verifichi possibili danni sul fronte erariale. “La Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale del Ministero dell’Ambiente ha evidenziato come il progetto non sia affatto definitivo e ha richiesto un lungo elenco di documenti che toccano i più disparati aspetti, da quello ambientale al tema della sicurezza, nonché un’analisi più approfondita dei costi e dei benefici dell’opera”, spiega il Codacons. “Un intervento che ci preoccupa molto perché sottolinea come qualcosa non quadri sul fronte del progetto sul Ponte che il Governo ha lanciato come definitivo, ma che potrebbe fermarsi qualora i documenti richiesti dal Mase dovessero rilevare incongruenze, carenze, omissioni o errori – afferma il presidente Carlo Rienzi – Uno stop che arriverebbe dopo una spesa da centinaia di milioni di euro già sostenuta dallo Stato per l’opera: per questo, e senza assumere alcuna posizione ideologica sul progetto, riteniamo ci siano gli estremi per un intervento della Corte dei Conti affinché predisponga tutti i controlli necessari tesi a verificare il configurarsi di possibili sprechi di denaro pubblico a danno della collettività, sanzionando gli eventuali responsabili”, conclude Rienzi.

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