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Pellegrino lotta, Sinner vince il derby: Jannik ai quarti degli Internazionali

(Adnkronos) –
Jannik Sinner vola ai quarti degli Internazionali d'Italia 2026. Oggi, martedì 12 maggio, il numero 1 del mondo ha vinto il derby azzurro degli ottavi di finale del Masters 1000 di Roma contro Andrea Pellegrino, imponendosi in due set con il punteggio di 6-2, 6-3, al termine di una partita dominata nel primo set e più combattuta nel secondo. Ad attendere Sinner nei quarti ora ci sarà il vincente della sfida tra Andrej Rublev e Nikoloz Basilashvili.  Negli ultimi tempi, chiunque si sia appassionato al tennis ha conosciuto il significato del termine 'aura', tornato di moda con le nuove generazioni patite dei TikTok e dei reel Instagram. Anche il più boomer sugli spalti del Centrale sa che quel termine, che letteralmente vuole indicare l'aria in movimento, viene usato per individuare qualcuno che piega gli eventi alla sua volontà, che genera soggezione negli altri con la sua sola presenza e proprio da questo crea il suo fascino. È un'affascinante descrizione, ai limiti di una filosofia astratta applicata ai social eppure puntuale, di quello che capita fin troppo spesso sui campi da tennis dove gioca Jannik Sinner, l'uomo dei record e ormai storia d'Italia.  E così chi si siede sui seggiolini del Centrale, in cuor suo, sa già come andrà a finire. Quando spunta il suo cappelino nero, è già tardi. Darth Sinner non ha pietà e non ne chiede, accetta le critiche ma, essenzialmente, se ne frega. Non doveva giocare Madrid? Gioca e vince. Arriva a Roma troppo stanco? Gioca e continua a vincere. L'ennesimo record, con la 31esima vittoria consecutiva nei Masters 1000 che vale la striscia più lunga di sempre firmata Novak Djokovic, viene infranto vincendo partite da un'ora o poco più, che forse spiegano le difficoltà a restare lucido e letale quando si superano le tre. Nole, ma anche Carlos, docet. Dopo aver vinto l'ultimo 'allenamento' con Popyrin, Jannik si era detto fortunato a poter provare l'affetto che sta ricevendo. Non ha pensato a nessun escamotage per eludere i tifosi e vivere in tranquillità, ha alzato gli scudi per difendere la famiglia da attenzioni indesiderate e ha giurato che il successo non lo ha cambiato. E forse non lo farà mai. Sicuramente, quello che si vede in campo, non cambia. Primo game, primo break Sinner, con Pellegrino che paga anche un po' di, inevitabile, emozione. La prima volta sul Centrale, dopotutto, è speciale, soprattutto per un italiano che ha sempre voluto giocare lì dove da bambino sognava a occhi aperti. Chiedere a Cobolli per credere. La storia di Andrea racconta di fatica e gavetta, di occasioni perse e treni che non è mai troppo tardi per prendere. E così per lui, partito dalle qualificazioni e ora al cospetto del numero 1, questo giorno sarà comunque speciale. Pellegrino prova ad andare oltre l'emozione, a prendersi la carica di un pubblico che, almeno in parte, tifa anche per lui, proprio come era stato nel match-impresa contro Tiafoe. Dall'altra parte però, il livello è decisamente alto. Sinner pesca le linee e risponde su ogni palla, prendendosi un'altra occasione di break e sfruttando l'ennesimo errore dell'avversario per andare sul 4-0. La montagna da scalare, per Pellegrino, è alta, altissima. E di là della rete c'è un avversario che non ammette soste, che continua a incastrare prime vincenti e rovesci lungolinea, in quella che assomiglia tanto a una danza sulla linea di fondo. Il pugliese però, di colpo, si ritrova a palla break. È il quarto gioco, ma anche l'ultima chiamata per riaprire il set. Pellegrino tira troppo forte, la palla si spegne in rete e Sinner fa Sinner. Piazza un altro break e mette in cassaforte il set. La reazione di Andrea, che a tratti tiene il ritmo del numero 1, è troppo poco e troppo tardi. Ma abbastanza per regalargli gli applausi e il tifo del Centrale. Un po' per simpatia, un po', soprattutto, per allungare lo spettacolo, con l'attore protagonista che chiude il primo atto 6-2. Il momento positivo di Pellegrino però sembra continuare anche nel secondo set. Andrea risponde, tira profondo e fa muovere un po' più del solito Sinner, che dal canto suo sembra un po' in affanno. Jannik prende tempo, ci mette un po' di più a servire, respira. Tutto rallenta e i colpi del pugliese si fanno più forti. Ci crede. Nel momento più difficile per Sinner, il primo da inizio torneo, Cahill e Vagnozzi si alzano in piedi. È il segnale, che abbiamo imparato a conoscere, per fargli sentire fiducia e vicinanza, per non farlo stare solo con i suoi pensieri. E Sinner colpisce. Al settimo game Jannik si prende le prime due palle break del set, e tanto basta. Pellegrino va in tilt, il numero 1 strappa nel parziale e nella partita, chiudendo i conti 6-3 e facendo un passo in più verso quel sogno che si chiama Roma. Ma senza scomodare il Marco Aurelio di Ridley Scott, basta guardare negli occhi il numero 1, e il futuro sembra già scritto. Questione di aura. (di Simone Cesarei).  
—sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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