mercoledì, 8 Dicembre, 2021
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Operazione Big Bang: usura, estorsioni ma anche denunce (VIDEO)

Usura ed estorsioni a tappeto, una sistematica imposizione del “pizzo” che in un caso durava addirittura dal 1976, una pressione criminale che soffocava commercianti, baristi, ristoratori e imprenditori di qualsiasi branca, da quella edile a quella florovivaistica a quella di distribuzione alimentare.
È questo lo “spaccato” che l’operazione “Big Bang”, condotta dai carabinieri con il coordinamento della Dda di Catanzaro, ha svelato con l’ esecuzione a 13 ordinanze cautelari a carico di altrettanti esponenti della cosca Mannolo-Scerbo, appartenente alla “locale” di ‘ndrangheta di Cutro e di San Leonardo di Cutro e attiva sulla fascia ionica a cavallo tra Crotone e Catanzaro.
“Un territorio cerniera, per noi importante e delicato, perché storicamente la ‘ndrangheta della provincia di Crotone ha sempre considerato Catanzaro e l’hinterland catanzarese come terra di conquista e di espansione”, ha spiegato il procuratore capo della Dda di Catanzaro Nicola Gratteri nel corso della conferenza stampa sull’esito dell’operazione, alla quale hanno partecipato anche il procuratore aggiunto della Dda Vincenzo Capomolla, il comandante provinciale dei carabinieri di Catanzaro, colonnello Antonio Montanaro, e il comandante della compagnia dei Carabinieri di Sellia Marina, capitano Alberico De Francesco.
L’operazione odierna, per Gratteri, riveste una particolare importanza grazie al dato della collaborazione di alcune vittime dell’usura e dell’estorsione dei Mannolo-Scerbo, dalle cui denunce è arrivato un impulso decisivo alle indagini, partite dal ritrovamento, nel novembre del 2018, di due taniche di benzina davanti due esercizi commerciali di Sellia Marina dal chiaro tenore dell’intimidazione ‘ndranghetista
 
 
in fase di aggiornamento

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