martedì, 16 Agosto, 2022
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Omicidio Francesco Vangeli nel Vibonese, pm DDA chiede ergastolo per il 32enne Antonio Prostamo

Il pm della Dda di Catanzaro, Annamaria Frustaci, ha chiesto il carcere a vita per Antonio Prostamo, 32enne di San Giovanni di Mileto accusato di essere uno degli assassini di Francesco Vangeli (nel fotino), scomparso nella notte tra il 9 e il 10 ottobre del 2018 e il cui corpo non è stato mai trovato. Ergastolo con isolamento diurno è stata la richiesta avanzata alla Corte d’assise di Catanzaro al termine della requisitoria cui seguiranno, il prossimo 14 giugno, le arringhe della difesa rappresentata dagli avvocati Giuseppe Grande e Sergio Rotundo. Parte civile i familiari della vittima, rappresentati dagli avvocati Francesca Comito, Nicodemo Gentile e Antonio Cozza.

Il fratello di Antonio Prostamo, Giuseppe, di 35 anni, anche lui di San Giovanni di Mileto, è stato già condannato in primo grado dal gup distrettuale Gabriella Logozzo a 30 anni di carcere al termine del processo celebrato con rito abbreviato. Secondo l’accusa Francesco Vangeli sarebbe stato attirato in un tranello, ferito mortalmente con un colpo di fucile, chiuso in un sacco di plastica e ancora agonizzante gettato nel fiume Mesima.

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Ad uccidere Vangeli, secondo l’accusa, sarebbero stati i due fratelli che avrebbero agito in concorso con altre due persone ancora in fase di identificazione. I fatti si sarebbero consumati tra il pomeriggio e la sera del 9 ottobre 2018. Vangeli sarebbe stato attirato con un pretesto nella casa di Antonio e Giuseppe Prostamo a San Giovanni di Mileto.

È qui che il giovane di Filandari sarebbe stato ferito dal colpo di fucile, rinchiuso in un sacco nero di plastica e ancora moribondo trasportato a bordo della sua auto nei pressi del fiume Mesima dove – secondo la ricostruzione degli inquirenti – è stato poi gettato. Quindi i suoi presunti assassini hanno bruciato la macchina, poi ritrovata svincolo autostradale lo svincolo di Mileto. Secondo l’accusa, i moventi del delitto sarebbero riferibili ad una ragazza (Alessia Pesce, indagata per false dichiarazioni) contesa fra la vittima e Antonio Prostamo, un debito di droga della vittima coi due imputati e una pistola data dai fratelli a Vangeli e non restituita dal 25enne.

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