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Nuovo anno scolastico, Sebastiano Guzzi (Unilavoro Pmi): spese ingenti, un salasso per le famiglie

Sebbene se ne parli molto, la campanella non è ancora suonata. Mancano circa due settimane. Nell’aria, però si respira il clima del ritorno e degli acquisti. Non più accessori e articoli per il mare, ma prodotti per la scuola. Ebbene sì, per milioni di famiglie italiane il nuovo anno scolastico è già iniziato da un po’. Un inizio contraddistinto da spese esorbitanti. L’anno 2026/2027 il conto complessivo tra libri di testo e corredo scolastico, è abbastanza significativo: può arrivare, si legge, fino a 1300 euro per studente. Una cifra che, come sottolinea Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Unilavoro Pmi, non rappresenta una spesa uguale per tutti, ma che fotografa il possibile esborso complessivo per chi deve acquistare libri, dizionari, zaino, astucci, quaderni e tutto il materiale necessario. Il capitolo più delicato resta però quello dei libri di testo che hanno subito, evidenzia l’imprenditore lametino, un aumento significativo. Per chi acquista libri nuovi, continua, il peso sul bilancio familiare può quindi diventare considerevole; soprattutto negli anni di passaggio e nelle classi iniziali dei cicli scolastici.

E’ qui che emerge una delle contraddizioni più sentite ed espresse da alcune famiglie: molti libri vengono utilizzati per un solo anno scolastico e spesso restano praticamente intatti, ma non sempre possono essere riutilizzati perché spesso cambiano edizione, codici, contenuti digitali. Succede anche che non vengano più adottati da quella scuola. E allora essi diventano oggetti, inutili, di ornamento. Ma il problema dei libri di testo non è l’unico a far emergere riflessioni e polemiche. L’aumento non si limita soltanto ai libri. A registrare un aumento imponente anche il corredo scolastico: zaini, dizionari, astucci e materiali generici di cancelleria. Il mercato propone inoltre, continua Guzzi, prodotti sempre più tecnologici e costosi: zaini con power bank, luci a red e speaker wireless. Nel segmento griffato le cifre diventano ancora più elevate, con zaini che possono superare i mille euro. Si tratta, ovviamente, precisa l’imprenditore, di prodotti non necessari per frequentare la scuola, ma che rappresentano una fotografia della crescente distanza tra il prezzo dei prodotti essenziali, e quello degli articoli legati a marchi e mode.

A preoccupare però è soprattutto l’effetto cumulativo. Una singola voce può sembrare gestibile, ma sommando libri, dizionari, zaino, astucci, quaderni e ricambi la cifra cresce rapidamente e incombe sui bilanci familiari. Soprattutto su quelle famiglie che hanno più figli. Per loro, il ritorno a scuola rischia di trasformarsi in una situazione di estrema difficoltà perché costrette a moltiplicare le spese, e a far fronte, nello stesso periodo, a tutte le necessità scolastiche, sempre più ingenti. E’ per queste famiglie, numerosissime, e non sempre abbienti, conclude Guzzi, che il ritorno a scuola rischia di trasformarsi in un vero salasso, capace di mettere in serie difficoltà l’economia familiare.