“I vaccini ci arrivano contingentati dal commissario Arcuri e in questa prima fase sono destinati a personale sanitario e anziani delle Rsa. All’inizio, come in molte regioni, c’è stato qualche problema. Abbiamo avuto qualche giorno di rallentamento semplicemente perché l’arrivo è combaciato con il passaggio di consegne tra i vecchi direttori generali di Asp e ospedali con i nuovi. C’è sempre un motivo, nessuno sta con le braccia incrociate“.
A dirlo il Presidente facente funzioni della Regione Calabria Nino Spirlì parlando dello stato della campagna di vaccinazione nel corso di una diretta Facebook.
“Dobbiamo solo stare tranquilli – ha aggiunto – e fare in modo che tutto parta al meglio. Quando vi parlano male della Calabria, vi prego di evitare il gioco al massacro. Siccome è cominciata la campagna elettorale, cominceranno a tirare fuori la ‘ndrangheta che c’è ma è qui come in altre regioni e in altre parti del mondo. Quindi debelliamola ma non tiriamola fuori solo in campagna elettorale. Come si fa a debellarla? Anche con questa confidenza tra istituzioni e cittadinanza”.
“La nostra campagna di vaccinazioni – ha proseguito Spirlì – sta continuando. Tutte le postazioni sono attive. Da febbraio saranno vaccinati gli 80enni e anche i 70-75enni in base alle indicazioni nazionali. Quindi faremo la seconda dose a chi ha iniziato il 27 dicembre e cominceremo secondo scaglione. Stando a quello che ci dicono dal Governo dovrebbero continuare a fornirci dosi massicce di vaccino per tutta la primavera e l’estate e dovremmo essere, entro il terzo trimestre, con una buona percentuale di vaccinati. Questo è quello che ci dicono. Noi non possiamo vaccinare a piacere. Bisogna proseguire con le vaccinazione secondo quello che ci dice il Governo“. (ANSA).
Categoria: Sanità
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Vaccini: Spirlì, rallentamento per subentro nuovi Dg Aziende
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“I colori non funzionano, settimana prossima ospedali in difficoltà”
“I dati indicano che siamo non dico daccapo, ma in una situazione non tranquilla, con la possibilità di ritrovarci settimana prossima di nuovo con gli ospedali in forte difficoltà”. “Per mettere al sicuro la campagna vaccinale servono nuove restrizioni, perché è chiaro che il sistema policromatico utilizzato fino adesso ha funzionato in maniera molto limitata, anzi, mi sentirei di dire non ha funzionato, se è vero come è vero che quelle peggio messe sono attualmente le Regioni che sono sempre state più o meno gialle. Mi tedia questa litigiosità che continuo a vedere nella politica, che dovrebbe essere la funzione responsabile di questo Paese, una politica che continua a farsi i propri affarucci, in una situazione in cui l’orchestra suona e il Titanic affonda“.
Parole molto chiare con cui Massimo Galli, primario dell’ospedale Sacco di Milano, ha commentato l’attuale sistema a colori in cui è divisa l’Italia. -
S. Anna Hospital, pomeriggio ‘Longo’ con i sindacati in Cittadella
(NDL) Il commissario alla sanità Longo volente o nolente ha dovuto occuparsi tutto il giorno della vicenda S. Anna Hospital. Prima aveva incontrato il sindaco Abramo ed il presidente ff Spirlì. Nel pomeriggio ha dato appuntamento ai sindacati. La triplice è riuscita ad incontrarlo nel primo pomeriggio ma ha trovato praticamente un muro di gommam, uscendo dalla Cittadella dopo nemmeno venti minuti.
Più lungo il confronto con l’Usb cui il commissario aveva dato appuntamento già dai giorni scorsi.CGIL- CISL – UIL
Un incontro che lascia molti dubbi”, quello di questo pomeriggio con il commissario ad acta per il Piano di Rientro in Sanità, Guido Longo, il direttore generale del Dipartimento per la Salute della Regione Calabria in merito alla vertenza aperta sul destino del Sant’Anna Hospital di Catanzaro, clinica cardiologica che rischia la chiusura a causa del mancato rinnovo dell’accreditamento da parte dell’Asp. E’ quanto affermano il segretario generale della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Enzo Scalese, il segretario della Fp Cgil, Franco Grillo, Luigi Veraldi della segreteria regionale della Cgil; Luigi Tallarico della Cisl Fp Magna Grecia e Francesco Maltese Uil Fpl Catanzaro che hanno incontrato la struttura commissariale nella sede della Cittadella regionale a Catanzaro. Domani mattina alle 10 Cgil, Cisl e Uil saranno assieme ai lavoratori davanti alla sede della Cittadella regionale per un sit in di protesta finalizzato a sensibilizzare la Regione: il processo risolutivo della vertenza deve essere accelerato, e nella direzione di una salvaguardia di dipendenti e prestazioni.
USB
E’ stata poi la volta dell’Usb, per la quale era no presenti Antonio Jiritano, il delegato regionale Francesco Gentile ed un oss dipendente della clinica (Scarpino). Al fianco di Longo il direttore del dipartimento Francesco Bevere. Piu distanti anche agenti della questura. Per circa due ore un intenso confronto senza paletti. Al termine solo pochi spifferi da una riunione che comunque per durare tanto non è stato affatto superficiale. Soddisfatti i rappresentanti Usb. Il commissario si è presa una settimana. Il cronoprogramma è pronto. Se tutto sarà rispettato la giustizia potrà fare il suo corso ed il S.Anna riprendere a guarire e salvare esseri umani. Ammessi gli scongiuri.
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Vaccini: Calabria penultima con 10.940 somministrazioni
Con 10.940 vaccini somministrati ad operatori sanitari e sociosanitaria alle 23 circa di ieri la Calabria sale al 42,7% del totale delle 25.630 dosi consegnate, ma scivola al penultimo posto dopo la Lombardia che supera di poco il 44% e guadagna una posizione.
Fanalino di coda rimane la provincia autonoma di Bolzano con il 34,8%.
Sono 9.750 le dosi inoculate a personale sanitario e socio sanitario e 1.190 a personale non sanitario. Di queste 5.500 sono andate alle donne e 5.440 agli uomini. La fascia d’età maggiormente interessata è quella 50-59 anni (3.457), seguita dai 60/69 con 2.650 e poi 40/49 (2.347). 30-39 (1.756), 20-29 (614), 70-79 (102) e 80-89 (13).C’è anche una persona ultranovantenne (ANSA). -

A “Non è l’Arena” Simona Loizzo: moglie e collega del dirigente medico suicida
Ieri sera a “Non è l’Arena” a parlare è la moglie Lucio Marrocco, dirigente medico dell’Ospedale di Cosenza che pochi giorni fa si è tolto la vita. Simona Loizzo, moglie nonchè collega di Marrocco ha commentato così il suicidio:
“Mio marito è una vittima del lavoro. La sua è stata una morte bianca. Un soldato mandato alla guerra senza armi“.
“Fin dall’inizio della pandemia si è caricato della responsabilità di proteggere tutto il personale operante in corsia. Parliamo di circa duemila persone. Mio marito si è trovato a gestire una pandemia in un ospedale vecchio, con difficoltà nel mettere a punto il percorso sporco/pulito, di separare quello Covid dal no-Covid. Non era soltanto responsabile delle vaccinazioni era a capo della struttura complessa di sorveglianza sanitaria del presidio. Dall’inizio dell’epidemia ha eseguito diecimila tamponi. Ci sono stati pochissimi dipendenti contagiati. Ma ognuno di quei casi lo viveva drammaticamente“.
Il dramma si è consumato quando le condizioni dell’operatrice socio-sanitaria contagiata e poi morta si erano aggravate: “Lui è andato in tilt. Lo sentii discutere al telefono con un suo collaboratore, diceva- ‘ma si può? Non ce la posso fare, non ce la faccio più’. Dopo pochi minuti era volato giù come un operaio che cade dall’impalcatura senza imbracatura. Un soldato mandato alla guerra senza armi“.
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Vite salvate al S. Anna Hospital: “Devo sposare la donna che amo”
Si potrebbe pubblicare un libro sulle tantissime storie scritte al S.Anna Hospital. Di sicuro qualcuno lo farà. Intanto raccogliamo alcuni spunti, come quello proposto da Deborah, infermiera nel reparto di Terapia intensiva della clinica specializzata in cardio-chirurgia vascolare di Catanzaro.“Ho bisogno di raccontarvi una storia.Ricordo perfettamente quando svegliai Luca , un ragazzo di 32 anni, dopo un intervento di sostituzione della valvola mitrale.Appena mi resi conto che fosse abbastanza cosciente da potermi ascoltare, come di consuetudine , mi avvicinai per tranquillizzarlo, comunicargli che l’intervento fosse finito e perfettamente riuscito, e che appena possibile lo avremmo estubato.Lui , ancora palesemente narcotizzato, a stento sollevò la mano sinistra, cercando di indicarmi qualcosa che, in tutta onestà, non riuscivo a comprendere.Quando fu completamente sveglio e finalmente estubato, mi disse con un filo di voce:“Fatemi uscire il prima possibile da qui…tra 6 mesi devo sposare la donna che amo”.Luca aveva appena subito un delicatissimo intervento di cardiochirurgia e forse, oltre alle mani fatate del Dottore Maselli, lo teneva ancora in vita il suo sogno d’amore.In quel momento , il desiderio, il sogno di Luca, fu anche il mio.E così, per infinite e interminabile storie.Per tutta la vita che mi è passata accanto, lasciandomi sogni cuciti raffinatamente sul mio abito preferito.A poche ore dalla “sentenza della speranza”, si eleva unanime il nostro grido :SALVATE I NOSTRI SOGNI.Non lasciate che questa terra ci faccia ascoltare ancora una volta il timbro inedito della disperazione e della fatica dell’esistere e del desiderare.” -

S. Anna Hospital, parla il primo paziente costretto a operarsi fuori (VIDEO)
Era inevitabile ed è già successo. Il primo paziente del S.Anna Hospital ha dovuto cercarsi un ospedale fuori regione per sottoporsi ad operazione cardiaca.
E’ quanto ha confermato a CN il sig. Francesco Bitonte, noto imprenditore di Catanzaro, che ha partecipato alla puntata di @PrimaLinea Sanità condotta da Nico De Luca e pubblicata sulla pagina FB della testata.
Assieme a lui altri due pazienti, una di Rosarno e l’altro di Petilia Policastro, hanno raccontato la storia clinica ed espresso riconoscenza ai medici del centro catanzarese. -

Andreoni: “L’epidemia è ancora fuori controllo”
“Anche se i dati odierni mostrano che il tasso di positività è lievemente sceso e si è ridotto il numero dei decessi, l’epidemia da Covid-19 in Italia è ancora fuori controllo, con un’importante circolazione del virus in tutte le Regioni. Servono dunque misure più rigorose”. Lo afferma all’Ansa Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società Italiana di Malattie Infettive e tropicali e ordinario di Malattie Infettive all’Università di Roma Tor Vergata. Questa situazione, rileva, “potrà complicare la campagna vaccinale”.
Particolarmente seria, sottolinea Andreoni, “è la situazione negli ospedali, sui quali la pressione resta alta e dove si registra un ulteriore incremento dei ricoveri in terapia intensiva”. Ma a preoccupare sono anche i possibili effetti sulla campagna vaccinale anti-Covid: “Questi dati – spiega – sono allarmanti anche in relazione alla campagna di vaccinazioni avviata, che sarà più complessa a fronte di una circolazione del virus così massiccia. A breve, infatti, la campagna dovrà interessare la popolazione più ampia e spostarsi sul territorio, con una inevitabile maggiore circolazione di persone e assembramenti”. Tale situazione, prosegue l’esperto, “ritengo sia il frutto dei comportamenti meno attenti avuti durante le festività natalizie, ed anche i dati attesi per la prossima settimana saranno legati a quanto accaduto nelle festività”. A fronte di ciò, “appare quanto mai opportuno adottare delle misure di contenimento più rigorose nelle prossime settimane per evitare un ulteriore espandersi dell’epidemia”. Anche la riapertura delle scuole, conclude Andreoni, “dovrebbe essere riconsiderata alla luce della attuale e persistente onda epidemica”. -

In Calabria più vaccinati che in Lombardia
Sono 8.280 i soggetti che hanno ricevuto la prima dose di vaccino anti Covid in Calabria. Lo attesta il Report del Governo aggiornato alla notte scorsa. La regione con il 32,3% delle vaccinazioni effettuate sulla disponibilità di dosi (25.630), guadagna qualche posizione nella graduatoria nazionale e si colloca al terz’ultimo posto superando la Lombardia (30,1%) e la provincia autonoma di Bolzano (30%). In prevalenza i soggetti che hanno ricevuto il farmaco sono donne (4.192) mentre gli uomini sono 4.088.
La fascia di età principale rimane quella tra i 50 e i 59 anni (2572), seguita dai 60/69enni con 1.943. In larga parte le persone che hanno ricevuto la prima dose di vaccino sono operatori sanitari e socio sanitari (7.601) con 679 appartenenti al “personale non sanitario”. In Calabria, ci sono realtà, come il Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria – dove sono già state inoculate 1.504 dosi di antidoto – che hanno completato la prima fase di vaccinazione. (ANSA). -

Sanità senza pace, bufera su Longo
Non c’è pace per la sanità calabrese. In un contesto sempre molto complicato e pieno di criticità anche per l’emergenza coronavirus che spingerà la regione in zona arancione, l’avvio del nuovo anno ha portato altre polemiche, dopo la raffica di dimissioni dei diversi commissari registrata nell’ultimo scorcio del 2020. Anche il nuovo responsabile governativo del settore, il prefetto Guido Longo, nominato lo scorso 27 novembre dal governo, è finito al centro di un acceso dibattito. Dopo la “telenovela” seguita alle dimissioni del generale dei Carabinieri Saverio Cotticelli, con il valzer di successori dimissionari (Giuseppe Zuccatelli) o rinunciatari (Eugenio Gaudio), Longo è incappando nel primo “scivolone” della sua esperienza in Calabria.
Intervistato lo scorso 5 gennaio da Radio Capital sui ritardi della Calabria nella campagna di vaccinazione anti Covid, con la regione fanalino di cosa a livello nazionale nella percentuale di dosi somministrate, Longo si è difeso negando che si proceda a rilento, ricordando che il vaccino “non è obbligatorio, è facoltativo, volontario, per chi se lo vuole fare”. Colpa, dunque, di una bassa adesione del personale medico. Immediata e furiosa la reazione degli Ordini provinciali dei medici della Calabria, che, in una nota congiunta, hanno espresso “stupore e rammarico” per le parole del commissario “sulla mancata disponibilità dei medici a vaccinarsi”, definendo la sua affermazione “oltre che assolutamente infondata, soprattutto offensiva per una categoria che fin dall’inizio della pandemia è stata ed è in prima fila nella lotta al virus, adoperandosi con coraggio, abnegazione e spirito di sacrificio, anche mettendo a repentaglio la propria incolumità fisica”.
Per il commissario arriva la difesa sul piano istituzionale più forte, quella del presidente facente funzione della Giunta regionale, Nino Spirlì, che prendendo “atto con dispiacere della polemica avviata dai presidenti degli Ordini dei medici della Calabria”, si è posto esplicitamente al fianco di Longo: “Incontro il commissario ogni giorno e posso dire che, fin dal suo insediamento, ha messo in atto un’accanita difesa dei medici e di tutto il personale sanitario calabrese” ha detto Spirlì annunciando un incontro con il commissario.
L’incontro c’è stato e ne è scaturita l’intesa sulle nomine dei commissari delle aziende sanitarie proposte da Longo che hanno ricevuto l’ok del presidente facente funzione della Giunta (praticamente un inedito, visto che nella precedente legislatura mai il presidente della Giunta, il democratico Mario Oliverio, aveva avallato le nomine commissariali). Ad aggravare il quadro di una sanità senza pace, il rischio di chiusura della clinica Sant’Anna di Catanzaro, riconosciuto come polo chirurgico d’eccellenza, in crisi di liquidità per un contenzioso con l’Asp del capoluogo. In questo contesto, gli ottimi rapporti tra Regione e Ufficio del commissario sembrano davvero un’eccezione. (AGI)
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