martedì, 4 Ottobre, 2022
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Non si placano le minacce per Nicola Gratteri: la procura di Salerno ne riceve almeno 3 al mese

La Procura di Salerno riceve ogni mese almeno 3 segnalazioni di minacce indirizzate al procuratore capo della Repubblica di Catanzaro. A riferirlo è il Fatto Quotidiano. Già da qualche mese era stata rafforzata la scorta di Gratteri a seguito delle segnalazioni dell’Fbi ai servizi segreti italiani. In quella circostanza le cosche, avrebbero dovuto colpirlo lungo il tragitto per recarsi in ufficio in quel di Catanzaro. Le intercettazioni sono all’interno di un fascicolo aperto proprio dalla Procura di competenza ovvero quella di Salerno. Ma una volta aperto il “vaso di pandora” il flusso non si è ancora arrestato anzi: numerosissime le segnalazioni che comprendono diverse intercettazioni telefoniche e ambientali in cui indagati per mafia sparlerebbero facendo riferimento costante al procuratore capo di Catanzaro.

Le intercettazioni in questione sarebbero più che attendibili: la ’ndrangheta starebbero solo aspettando il momento giusto per colpire. Il procuratore Gratteri nonché marito e padre, ha più volte dichiarato di essere ben consapevole a cosa va incontro. Ad oggi tutti i suoi spostamenti sono supervisionati ed anche il mezzo su cui si sposta è munito del cosiddetto “bomb jammer” dispositivo che inibisce le eventuali frequenze per azionare esplosivi a distanza. Va da se che anche tutta la sua famiglia è sotto stretta sorveglianza.

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Momento non semplice dunque per Nicola Gratteri che nei mesi scorsi l’intero paese non ha lasciato solo, esprimendo massima solidarietà da Sud fino al Nord: giunge infatti notizia che nella giornata di oggi a Milano, in piazza Duca d’Aosta,  ci sarà una manifestazione contro la ‘ndrangheta proprio per sostenere il Procuratore di Catanzaro. Molte le adesioni Vincenzo Linarello co-fondatore e Presidente di GOEL – Gruppo Cooperativo di persone, imprese e cooperative sociali che opera per il cambiamento e il riscatto della Calabria. «La provincia di Milano e la Lombardia sono il posto più infiltrato dalla ‘ndrangheta dopo la Calabria, sono il posto dove sta facendo più ha dichiarato. Noi vogliamo essere nel posto dove la ‘ndrangheta sta reinvestendo. E non è in Calabria. Perché la ‘ndrangheta è un problema nazionale e la politica dovrebbe ricominciare a interessarsi alla lotta alle mafie». Con lo slogan “Mai più stragi” oltre ottanta sigle della società civile scenderanno in piazza per ricordare che la ‘ndrangheta è un problema nazionale e che per questo la lotta alle cosche deve ritornare ad essere una priorità della politica.

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