Era rimasto gravemente ferito nel primo pomeriggio di domenica scorsa lungo la ex Statale 522 nel territorio del Comune di Briatico (VV) e, poi, ricoverato d’urgenza per le sue condizioni gravissime all’ospedale di Catanzaro. Alviano era stato trasferito in elisoccorso al nosocomio catanzarese e ricoverato nel reparto di Rianimazione. Dopo una lunga lotta tra la vita e la morte, purtroppo, il 42enne Gabriele Alviano, è spirato nella serata di lunedì.
L’uomo, residente a Porto Salvo, frazione di Vibo Valentia, a bordo della sua moto si era scontrato violentemente, all’altezza della rotonda di San Leo, contro una vettura. Al momento del sinistro fatale, le cui cause devono esere definitivamente accertate, stava raggiungendo Tropea, dove avrebbe dovuto prendere servizio al 118: era autista soccorritore delle ambulanze del servizio di emergenza-urgenza.
A poche ore dalla sua scomparsa, colleghi, medici, infermieri e autisti del 118 hanno affidato a un messaggio il ricordo di un uomo che, per chi ha condiviso con lui il lavoro quotidiano, era molto più di un collega. “Esistono notizie che le parole fanno fatica a contenere, e silenzi che pesano come macigni. Il 118 di Vibo Valentia è oggi devastato da un dolore immenso e inconsolabile per la perdita del nostro Gabriele. Gabriele non era un semplice autista. Era un professionista di uno spessore umano e lavorativo raro, un ragazzo stupendo dentro e fuori, sempre disponibile e sorridente. Affrontava ogni situazione con una serenità contagiosa, ed era diventato un punto di riferimento imprescindibile per tutti noi. Amava visceralmente il 118. Per lui non si trattava di un semplice impiego, ma di una missione mossa da un unico, autentico desiderio: aiutare il prossimo nel momento del bisogno. Si spendeva oltre ogni mansione, con una dedizione totale che faceva la differenza, giorno dopo giorno, emergenza dopo emergenza. Era, a tutti gli effetti, un fratello per ciascuno di noi. In questo momento di strazio profondo, in cui ci sentiamo privati di una parte fondamentale di noi, il nostro pensiero e il nostro abbraccio più stretto e commosso vanno alla sua famiglia. Un abbraccio speciale a sua moglie Lina, rimasta perennemente al suo fianco, e a tutti i suoi familiari che, facendo parte o avendo fatto parte del mondo del 118, rappresentano per noi legami di famiglia profondi e condivisi. A loro ci stringiamo con affetto fraterno, certi che l’esempio, la serietà e il ricordo di Gabriele rimarranno per sempre vivi in ciascuno di noi. Ciao, Gabriele. Te ne sei andato nel tentativo di raggiungere il tuo posto di lavoro, guidato da quel senso del dovere e da quell’amore per la divisa e per gli altri che ti hanno contraddistinto ogni giorno della vita. Hai lasciato un vuoto incolmabile in noi, ma il tuo esempio, la tua bontà e il tuo sorriso resteranno per sempre scolpiti nella nostra memoria, su ogni strada che percorreremo ed in ogni vita che cercheremo di salvare. La tua famiglia del 118 non ti dimenticherà mai”.

