“Non andate al nord: è inquinato e le spiagge sono a rischio Covid”, spot choc della Calabria

Il meridione, forte di una minore incidenza del virus sul suo territorio, ha scatenato quel sentimento di rivalsa nei confronti del settentrione, piegato sulle ginocchia da uno tsunami devastante. In origine è stata la proposta di non riaprire le regioni, per evitare che gli italiani del nord, considerati gli “untori” del Paese, diffondessero il virus anche al sud. Ora la guerriglia è spostata sul piano turistico, come dimostra lo spot dei Comuni della Locride, in Calabria.
Questo fazzoletto di Calabria cerca di vendersi, di risultare attraente agli occhi dei turisti e per farlo non punta solamente sulle sue (tante e oggettive) bellezze ma in qualche modo cerca di colpire l’immagine di altre località italiane. Secondo lo spot, che sarà in rotazione sulle tv locali e sui social network, andare in vacanza nelle località del Nord potrebbe essere pericoloso. “Politiche ambientali sanitarie e suicide orientate al business hanno distrutto la sanità e consentito all’inquinamento di esplodere e causato migliaia di morti”, questo è il claim della campagna promossa dall’Associazione dei Comuni della Locride. L’intero spot è un continuo rimando alla grave situazione epidemiologica vissuta nelle regioni del nord: “In Calabria il distanziamento sociale si pratica da 3000 anni. Una forma di civiltà e di rispetto che ha preservato queste terre da un contagio di massa come avvenuto altrove”.
Lo spot è mirato alla promozione della Riviera dei Gelsomini, un tratto costiero di innegabile bellezza poco conosciuto, che si snoda sul versante ionico della Calabria. Basterebbero le immagini di queste località paradisiache per far desiderare di trascorrere del tempo in quei luoghi da cartolina. Eppure, lo spot esordisce con le immagini delle spiagge del Nord Italia, da Jesolo a Rapallo, “dove il distanziamento sociale è una chimera”. Queste le parole del sottotesto, che sembrano voler screditare il resto del Paese.
L’intento di celebrare le bellezze della Calabria e la rinomata accoglienza del Sud Italia è chiaro, volerlo fare puntando sulla sicurezza anche, ed è comprensibile in un momento storico come questo. Farlo puntando il dito contro il resto del Paese lo è meno. Da Nord a Sud, l’Italia sta cercando di risollevarsi, gli imprenditori provano a recuperare una stagione turistica parzialmente (si spera) compromessa. Questo sarebbe il momento di unirsi, non di dividersi e di innescare lotte intestine. Eppure, quando solo pochi giorni fa una compagnia aerea aveva maldestramente cercato di promuovere la Calabria facendo leva su una presunta cultura mafiosa e su un territorio bellissimo ma inospitale a causa dei terremoti, lo sdegno era stato unanime.