NOMI-VIDEO-Cosenza, estorsioni e droga: colpo alla cosca Perna-Pranno

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NOMI-VIDEO-Cosenza – Dalle prime luci dell’alba in Cosenza e provincia (Rende, Castrolibero, Mendicino, Casali del Manco ed Acri), militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Cosenza, supportati da personale del 14° Battaglione Carabinieri “Calabria”, dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria e delle dipendenti Compagnie, con la copertura aerea di un velivolo dell’8° NEC, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, con il Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, il Procuratore Aggiunto dott. Vincenzo Capomolla e il Sostituto Procuratore Vito Valerio, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP presso il Tribunale di Catanzaro, nei confronti di 21 soggetti (13 sottoposti alla custodia in carcere, 2 agli arresti domiciliari e 6 all’obbligo di dimora) appartenenti a due diversi gruppi criminali, espressione della storica consorteria mafiosa “Perna-Pranno” (poi ridenominata “Lanzino-Cicero”) operante in Cosenza, ritenuti responsabili, a vario titolo, di “associazione di tipo mafioso”, ”associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti”, “tentata estorsione”, “detenzione e porto illegale di armi da fuoco”, “lesioni personali”, “ricettazione” e “furto”. Sono 14 invece i soggetti raggiunti da avviso di garanzia e indagati nell’ambito dela stessa operazione, denominata “Overture”.
Il provvedimento scaturisce dall’ampia attività investigativa condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza, e delegata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, che ha consentito di documentare la riorganizzazione territoriale del citato sodalizio mafioso (a seguito della scarcerazione, per espiazione della pena, di Sganga Gianfranco, ritenuto vertice del sodalizio), nonché comprovarne l’operatività attraverso il compimento di estorsioni, danneggiamenti, intimidazioni e reati contro la persona ed il patrimonio nel capoluogo bruzio e nei comuni limitrofi.
In tale contesto, è stata, tra l’altro, accertata la responsabilità degli indagati in ordine a 3 episodi estorsivi in danno di altrettante imprese assegnatarie dei lavori di ampliamento dell’Ospedale “Annunziata” di Cosenza, degli interventi per l’ammodernamento del sistema di illuminazione del campus universitario UNICAL di Rende e delle opere di restauro del Convento di San Francesco di Paola a Spezzano della Sila, vittime di atti intimidatori.
In più circostanze, i componenti della consorteria hanno evidenziato la loro caratura criminale e il rigido controllo del territorio anche attraverso l’esecuzione di furti in danno di esercenti commerciali della zona. Diversi, poi, sono gli episodi di minaccia ed aggressione, tra cui quella ad un dipendente delle Ferrovie della Calabria presso la sede di Cosenza, “colpevole” di non aver assunto un atteggiamento tollerante a fronte delle condotte illecite poste in essere da altri colleghi, uno dei quali ha in ultimo chiesto l’intervento protettivo del sodalizio mafioso.
Le investigazioni hanno, inoltre, consentito di individuare un’altra organizzazione criminale– legata da vincoli parentali con la famiglia “Perna” – dedita all’approvvigionamento ed allo spaccio, attraverso una fitta rete di pusher, di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana, ricostruendo numerosi episodi di spaccio di sostanza stupefacente e procedendo a sequestri di stupefacente di vario tipo.
E’ stata, altresì, accertata la disponibilità, da parte degli esponenti dell’associazione criminale, di armi da fuoco, anche da guerra, e nel corso delle indagine sono state sequestrate:
1 mitragliatore Kalashnikov con matricola abrasa e relativo munizionamento;
8 pistole cal. 9×21, 380, 22, aventi matricola abrasa, con svariato munizionamento di diverso calibro;
1 carabina ad aria compressa;
Il provvedimento cautelare è stato eseguito nei confronti di:
Alfonsino Falbo, 50 anni, (custodia cautelare in carcere);
Massimo Imbrogno, 58 anni, (custodia cautelare in carcere);
Vincenzo Laurato, 46 anni, (custodia cautelare in carcere);
Sergio Raimondo, 46 anni, (custodia cautelare in carcere);
Riccardo Gaglianese, 27 anni, (custodia cautelare in carcere);
Gaetano Bartone, 39 anni, (custodia cautelare in carcere);
Fusaro Gianfranco, 44 anni, (custodia cautelare in carcere);
Pietro Mazzei, 47 anni, (custodia cautelare in carcere);
Gianfranco Sganga, 46 anni, (custodia cautelare in carcere);
Emanuele Apuzzo, 36 anni, (custodia cautelare in carcere);
Ottavio Mignolo, 56 anni, (custodia cautelare in carcere);
Francesco Crupillo, 35 anni, (custodia cautelare in carcere);
Carmine Lio, 48 anni, (custodia cautelare in carcere);
Giuseppina Carbone, 57 anni, (arresti domiciliari);
Manuel Forte, 31 anni, (arresti domiciliari);
Alfredo Fusaro, 54 anni, (obbligo di dimora);
Egidio Cipolla, 26 anni, (obbligo di dimora);
Cesare Quarta, 28 anni, (obbligo di dimora);
William Castiglia, 33 anni, (obbligo di dimora);
Antonio Luca’, 28 anni, (obbligo di dimora);
Vittorio Imbrogno, 29 anni, (obbligo di dimora).