In relazione all’inchiesta per l’omicidio di Maria Chindamo, la pm della Dda di Catanzaro Annamaria Frustaci ha inviato un’informazione di garanzia a 8 persone e disposto nuove analisi biologiche e dattiloscopiche su reperti sequestrati nel corso delle indagini. Le operazioni partiranno il 14 e il 21 settembre nei laboratori del Ris di Messina. Gli indagati – tra i quali figurano anche alcuni parenti del marito, suicidatosi nel 2015, della vittima – sono Giovanni Capone, Vincenzo e Francesco Arceri, Tommaso e Antonino Biondo, il bulgaro Sasho Emilov Dimitrov, Davide Errigo e il rumeno Laurenthiu Georghe Nicolae.
Sono indagati, a vario titolo, per omicidio aggravato dalla premeditazione e dal metodo mafioso e distruzione e occultamento di cadavere. Attualmente è in corso, a Catanzaro, il processo a carico di Salvatore Ascone, di 60 anni, accusato di avere collaborato alla pianificazione, organizzazione ed esecuzione dell’omicidio in concorso con l’ex suocero di Maria Chindamo, Vincenzo Punturiero, che è deceduto, il quale avrebbe commissionato il delitto perché imputava il suicidio del figlio alla separazione che questi aveva avuto dalla donna. Ascone avrebbe partecipato, secondo l’accusa, avendo interesse, in proprio e in qualità di referente della cosca Mancuso, ad acquisire un terreno dell’imprenditrice.

