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lunedì, 17 Giugno, 2024
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Nessuna ambulanza disponibile nel suo paese: 59enne di Oppido Mamertina muore per infarto

Una morte che suscita indignazione quella di G.V., 59enne di Oppido Mamertina, venuto a mancare per mancanza di un’ambulanza disponibile nel suo paese. L’uomo, conosciuto da molti per via della sua attività di autista anche per la casa per malati di Aids della frazione Castellace, è stato stroncato da un infarto: inutile la corsa in macchina con il fratello, dunque, verso l’Ospedale “Santa Maria degli Ungheresi” di Polistena.

Dopo questa triste morte, il “Comitato 19 febbraio a difesa Ospedale Oppido Mamertina” ha espresso tutta la sua indignazione per quanto accaduto, attraverso un comunicato sul loro profilo Facebook. “In un piccolo paesino – si legge – ci sono eventi che la comunità vive in rispettoso silenzio, ma il silenzio spesso alimenta le responsabilità rendendoci complici di chi delega a terzi la risoluzione dei problemi che riguardano la collettività. G. V. era di Oppido Mamertina, era un cittadino del sud che, rispetto ad un cittadino del nord, ha una speranza di vita media di 10 anni inferiore a causa della scarsa assistenza sanitaria. Nessuno potrebbe essere in grado di dirci se qualora ci fosse stato un pronto soccorso il nostro concittadino G. si sarebbe salvato, ma tutti noi possiamo e dobbiamo dire che qualora ci fosse stato un pronto soccorso G. avrebbe ricevuto l’adeguata assistenza sanitaria, ovvero il minimo in una società che si definisce civile!”

Non si può morire per strada – continua la nota – non si può morire con la speranza nel cuore di raggiungere il più vicino pronto soccorso, non si può ricevere solo assistenza telefonica – l’unica assistenza tempestiva – per istruire i familiari ad intervenire con il massaggio cardiaco. Non può essere una fatalità che, in caso di emergenza, l’ambulanza di stanza a Oppido non sia quasi mai presente e pertanto bisogna solo prendere atto che: a prescindere che si chiami postazione di 118 o Pet, non può essere, e di fatto non lo è, sufficiente a salvare vite umane! Oppido è per definizione zona disagiata e necessità di un pronto soccorso di base! G. Perdonaci – concludono – se non siamo ancora riusciti ad ottenere quel presidio sanitario dove quella notte avresti potuto trovare l’adeguata assistenza sanitaria. Adesso basta! Sentitevi responsabili della morte di G. e loro complici non rivendicando un pronto soccorso di base. Stiamo lottando per la vita perché non vogliamo più morire per strada!”

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