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domenica, 3 Dicembre, 2023
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VIDEO-‘Ndrangheta, estorsioni e danneggiamento: tre arresti a Roccabernarda

In mattinata a Roccabernarda, i Carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro e il personale della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Catanzaro hanno proceduto con l’esecuzione di un’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere, emessa dal Giudice dell’Istruzione Preliminare del Tribunale di Catanzaro, nei confronti di tre individui, tra cui figura il reggente di un sodalizio ‘ndranghetistico attivo non solo a Roccabernarda ma anche nei Comuni circostanti. Quest’ultimo, in particolare, era stato precedentemente condannato in via definitiva per il reato contemplato dall’articolo 416 bis del Codice Penale e attualmente è sottoposto a un regime detentivo speciale, come previsto dall’articolo 41 bis dell’Ordinamento Penitenziario. Le accuse rivolte ai tre soggetti includono, a vario titolo, “estorsione,” “danneggiamento,” e “turbata libertà nella scelta del contraente,” con l’aggravante del “metodo mafioso.”

Contestualmente, è stato eseguito il sequestro di 157.037,57 euro nei confronti di uno degli indagati, proprietario di un’impresa elettrica locale. Le indagini sono state coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro e rappresentano un naturale proseguimento di quelle avviate nell’ambito dell’operazione di polizia denominata “Trigarium,” effettuata nel luglio del 2018 e sviluppate nel periodo compreso tra novembre 2018 e agosto 2020, coinvolgendo attività di captazione tecnica, servizi di osservazione, controllo e pedinamento, nonché acquisizioni documentali e analisi di dichiarazioni fornite sia da persone offese che da collaboratori di giustizia.

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Il quadro investigativo ha rivelato diversi elementi, tra cui l’affidamento, da parte del Comune di Roccabernarda, tra il 2009 e il 2017, di 101 appalti per lavori elettrici ad una ditta localmente collegata al sodalizio, garantendole praticamente il monopolio di tali interventi manutentivi. Inoltre, sono emersi casi di danneggiamenti nei confronti di cittadini che avevano preferito altre società per eseguire lavori elettrici. Ad esempio, un docente di Santa Severina è stato vittima di intimidazioni, tra cui il taglio di 103 piante di ulivo, a seguito del suo rifiuto di pagare il “pizzo” al capo Cosca per la costruzione di un oleificio nel settembre 2019. Un ulteriore episodio è stato l’incendio doloso di un furgone nel 2015, appartenente a un’impresa individuale di Roccabernarda operante nel settore dei lavori elettrici. Questo atto criminale sembrava mirare a scoraggiare il titolare dall’partecipare a gare per l’acquisizione di “commesse pubbliche” o ad accettare lavori dai privati. Le prove raccolte si basano su intercettazioni telefoniche e ambientali, testimonianze di persone offese e collaboratori di giustizia, nonché riscontri derivanti dalle attività di osservazione e pedinamento. In concomitanza con l’esecuzione delle misure cautelari, la polizia giudiziaria ha condotto perquisizioni personali e domiciliari per consolidare ulteriormente il caso.

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