VIDEO-NOMI-‘ndrangheta, 65 arresti in Calabria. Ai domiciliari anche il neo consigliere regionale Creazzo

VIDEO-NOMI-Con l’accusa di scambio elettorale politico mafioso è stato arrestato e posto ai domiciliari il Sindaco di Sant’Eufemia d’Aspromonte, Domenico Creazzo, primo eletto nella lista di Fratelli d’Italia con 8.033 voti nella circoscrizione di Reggio Calabria alle Elezioni Regionali del 26 Gennaio scorsi.
Su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, guidata dal procuratore Giovanni Bombardieri, la squadra mobile ha eseguito 53 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip che ha, invece, disposto gli arresti domiciliari per altri 12 indagati. L’operazione, coordinata dal procuratore aggiunto Gaetano Paci e dal sostituto della Dda Stefano Musolino, ha riguardato i capi storici, i soggetti di vertice e gli affiliati di una pericolosa locale di ‘ndrangheta operante a Sant’Eufemia e collegata alla più nota cosca Alvaro di Sinopoli.
Su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, i poliziotti del Commissariato di Palmi e della Squadra Mobile del capoluogo reggino hanno arrestato elementi di vertice della cosca Alvaro, boss storici, personaggi di spicco, luogotenenti e nuove leve dell’articolazione di Sant’Eufemia d’Aspromonte.
Fra essi figurano il boss Cosimo Alvaro detto Pelliccia cui il provvedimento restrittivo è stato notificato in carcere perché detenuto per altra causa, Domenico Alvaro detto Micu di 43 anni, Salvatore Alvaro detto Turi Pajecoclasse di 55 anni, Francesco Cannizzaro, alias “Cannedda” di 90 anni [che partecipò allo storico summit di Montalto nel 1969], Cosimo Cannizzaro, alias “spagnoletta” di 76 anni, Domenico Laurendi, alias “Rocchellina”, imprenditore ed elemento di primissimo piano della ‘ndrangheta eufemiese.
Le accuse contestate dalla Procura di Reggio vanno dall’associazione mafiosa ad altri reati in materia di armi e di sostanze stupefacenti. Ma anche estorsioni, favoreggiamento reale, violenza privata, violazioni in materia elettorale, aggravati dal ricorso al metodo mafioso e dalla finalità di aver agevolato la ‘ndrangheta.
Nell’inchiesta sono coinvolti anche alcuni politici ai quali la Dda contesta lo scambio elettorale politico mafioso. Stando all’inchiesta, sarebbe stata accertata l’ingerenza della cosca nell’attività del Comune aspromontano. Tra gli arrestati, appunto, c’è il sindaco Domenico Creazzo fino a poco tempo fa vicino al centrosinistra (che lo ha sostenuto per la vicepresidenza dell’Ente Parco Nazionale d’Apromonte) e alle ultime regionali candidato con il partito di Giorgia Meloni. Per Creazzo l’accusa è di scambio elettorale politico-mafioso. Avrebbe coltivato e realizzato il progetto di candidarsi e vincere le elezioni regionali rivolgendosi alla ‘ndrangheta e in particolare a Domenico Laurendi. Il tramite sarebbe stato il fratello del consigliere regionale, Antonino Creazzo, in grado secondo gli inquirenti “di procacciare voti, in cambio di favori e utilità, grazie alle sue aderenze con figure apicali della cosca Alvaro e poi direttamente, al fine di sbaragliare gli avversari politici”. Ecci i destinatari dei provvedimenti:
[Misura cautelare in carcere]
1. ALATI Angelo, alias “il Marocchino”, nato a Scilla (RC) il 10.5.1977 [Presidente del Consiglio Comunale di Sant’Eufemia d’Aspromonte];
2. ALVARO Cosimo, alias “Pelliccia”, nato a Sinopoli (RC) il 25.4.1964 [detenuto per altra causa];
3. ALVARO Cosimo, nato a Sinopoli (RC) il 26.11.1962;
4. ALVARO Domenico, inteso “Micu”, nato a Taurianova (RC) in data 1.12.1977;
5. ALVARO Salvatore, inteso “Turi” alias “Paieco”, nato a Sinopoli (RC) il 4.8.1965;
6. BAGNATO Giuseppe, inteso “Pinuccio”, nato a Reggio Calabria il 4.9.1962;
7. BORGIA Antonino, nato a Palmi (RC) il 11.6.1993;
8. CARBONE Domenico, alias “u Ciacio”, nato a Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC) il 27.3.1965;
9. CARBONE Sarino Antonio, nato a Reggio Calabria il 13.6.1978;
10. CARBONE Vincenzo, alias “Ceo”, nato a Cinquefrondi (RC) il 9.8.1984;
11. CASTAGNELLA Carmelo, nato a Reggio Calabria il 10.4.1967;
12. CONDINA Vincenzo, alias “u Russu”, nato a Reggio Calabria il 7.10.1981;
13. CREA Antonio, alias “spatola”, nato a Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC) il 3.8.1967;
14. CREA Emanuele, nato a Reggio Calabria il 27.1.1994;
15. CREA Giovanni, nato a Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC) il 5.5.1969 [già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa];
16. CREA Giuseppe, nato a Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC) il 3.2.1959;
17. CREAZZO Antonino, inteso “Nino”, nato a Reggio Calabria il 3.11.1982 [consulente del Lavoro];
18. CUTRÌ Pasquale, nato a Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC) il 22.12.1972;
19. DELFINO Nicola, nato a Reggio Calabria il 15.10.1983;
20. DELFINO Rocco Graziano, nato a Reggio Calabria il 6.9.1986 [latitante];
21. DOCENTE Luca, nato a Torino in data 11.11.1973 [agente immobiliare];
22. FIRENZUOLI Attilio, detto “Nino”alias”Testuni”, nato a Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC) il 26.11.1971;
23. FORGIONE Diego, alias “u peones”, nato a Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC) il 13.11.1945;
24. FORGIONE Domenico, inteso “Dominique”, nato a Carlton (Australia) il 15.7.1973 [consigliere comunale di minoranza di Sant’Eufemia d’Aspromonte];
25. GAGLIOSTRO Antonino, inteso “Tony” alias “u mutu”, nato a Reggio Calabria il 5.5.1973 [titolare di due attività commerciali – bar ristorante – a Milano];
26. IDÀ Cosimo, alias “u diavulu”, nato a Reggio Calabria il 27.3.1977, [Vice Sindaco di Sant’Eufemia d’Aspromonte, Assessore con delega al Bilancio, Programmazione, Tributi];
27. ITALIANO Giasone, nato a Delianuova (RC) il 16.10.1969;
28. LAURENDI Antonino, alias “ninareddhu u pistolu”, nato a Scilla (RC) il 2.2.1996;
29. LAURENDI Cosimo, nato a Milano il 4.9.1963;
30. LAURENDI Domenico, alias “Rocchellina”, nato a Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC) il 7.10.1969 [Imprenditore nel settore edile];
31. LAURENDI Rocco, nato a Cinquefrondi (RC) il 3.10.1996;
32. LUPOI Natale, alias “Beccaccia”, nato a Sinopoli (RC) il 10.06.1975;
33. LUPPINO Domenico, nato a Reggio Calabria il 7.6.1975, [ingegnere, responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Sant’Eufemia d’Aspromonte];
34. MACRÌ Girolamo, nato a Siderno (RC) il 15.10.1987 [detenuto per altra causa];
35. MODAFFARI Bruno, alias “u filiciuni”, nato a Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC) il 15.3.1969[gestore di un ristorante a Solano di Scilla];
36. MODAFFARI Domenico, nato a Reggio Calabria il 24.9.1994 [dimorante ad Hannover in Germania];
37. MODAFFARI Francesco, nato a Reggio Calabria il 19.6.1992[dimorante ad Hannover in Germania];
38. MODAFFARI Pasquale, alias “u filiciuni”, nato a Cinquefrondi (RC) il 13.10.1995;
39. MODAFFARI Vincenzo, alias “u ruggiatu”,nato a Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC) il 27.11.1964;
40. NAPOLI Carmine, alias “Carminazzu”, nato a Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC) il 4.10.1961;
41. NAPOLI Giuseppe Carmine, alias “‘mpizza”, nato a Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC) il 22.6.1965;
42. NOVELLO Giuseppe, nato a Reggio Calabria il 30.5.1981[detenuto per altra causa];
43. ORFEO Diego, nato a Reggio Calabria il 5.6.1997;
44. ORFEO Giuseppe, nato a Sinopoli (RC) il 31.1.1967;
45. QUARTUCCIO Carmine, inteso “Carmelo”, nato a Sinopoli (RC) il 3.9.1968 [imprenditore nel settore degli impianti elettrici];
46. RESTUCCIA Domenico, nato a Gioia Tauro (RC) il 24.7.1992;
47. RIZZOTTO Giuseppe, nato a Taurianova (RC) il 20.7.1979;
48. ROMEO Francesco, nato a Palmi (RC) il 2.6.1981;
49. ROMEO Michele, nato a Reggio Calabria il 20.6.1975[impiegato comunale a Mornago -VA-];
50. SCICCHITANO Giuseppe, nato a Palmi (RC) il 2.10.1989;
51. SPALIVIERO Giorgio, nato a Melito di Porto Salvo (RC) il 28.4.1970;
52. SPERANZA Giuseppe, alias “u longu”, nato a Taurianova (RC) il 18.5.1980;
53. VITALONE Francesco, nato a Palmi (RC) il 5.7.1981;
[Misura cautelare degli arresti domiciliari]
1. CANNIZZARO Cosimo, alias “spagnoletta”, nato a Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC) l’1.4.1944;
2. CANNIZZARO Francesco, alias “Cannedda”, nato a Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC) il 23.6.1930;
3. CREA Emanuele, alias “Ciccellino”, nato a Messina il 4.6.1933;
4. CREA Francesco, nato a Taurianova (RC) il 16.1.1950 [assicuratore];
5. CREAZZO Domenico, nato a Desio (MB) il 12.7.1977, [Sindaco di Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC), neo eletto Consigliere Regionale della Calabria];
6. FEDELE Mauro, nato a Cinquefrondi (RC) il 12.10.1995;
7. GALLETTA Giuseppe Antonio, nato a Reggio Calabria (RC) il 21.11.1962 [medico];
8. IANNÌ Rocco, nato a Scilla (RC) in data 8.2.1967 [ristoratore con attività commerciali a Bagnara Calabra e Milano];
9. LAURENDI Rocco, alias “Rocchellino”, nato a Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC) il 3.10.1944;
10. LUPPINO Antonio, inteso “‘Ntony” alias “Malomu”, nato a Palmi (RC) il 13.4.1968;
11. NAPOLI Carmelo, nato a Cinquefrondi (RC) il 28.7.1993;
12. SICLARI Marco, nato a Reggio Calabria il 25.5.1977, [Senatore della Repubblica eletto nel marzo 2018]. L’esecuzione della misura cautelare nei confronti del Senatore Marco SICLARI, secondo quanto disposto dal G.I.P. in conformità con il dettato normativo, rimarrà sospesa in attesa della delibera della Camera di appartenenza, alla quale è stata richiesta l’autorizzazione a procedere.

Creazzo non è l’unico politico ad essere coinvolto nell’indagine antimafia. Secondo la Dda, la ‘ndrangheta è riuscita a collocare propri membri ai vertici del governo, dell’assemblea elettiva e all’interno degli apparati dell’amministrazione comunale di Sant’Eufemia d’Aspromonte. Con il ruolo di capo, promotore ed organizzatore dell’associazione mafiosa è stato arrestato il vicesindaco Cosimo Idà, artefice di diverse affiliazioni che avevano determinato un forte attrito con le altri componenti del locale di ‘ndrangheta eufemiese e l’alterazione degli equilibri nei rapporti di forza tra le varie fazioni interne allo stesso. Con la contestazione di partecipazione all’associazione mafiosa sono stati arrestati in esecuzione della misura cautelare della custodia in carcere il presidente del consiglio comunale Angelo Alati, quale mastro di giornata della cosca, il responsabile dell’ufficio tecnico ingegnere Domenico Luppino ritenuto referente della cosca in relazione agli appalti pubblici del Comune, e il consigliere di minoranza Dominique Forgione che aveva il compito di monitorare gli appalti del comune per consentire l’infiltrazione da parte delle imprese riconducibili alla cosca eufemiese.

L’operazione “Eyphemos” ha interessato anche il nord e il centro Italia. Oltre che in provincia di Reggio Calabria, infatti, numerosi arresti e perquisizioni sono stati eseguiti in Lombardia e in altre regioni. In particolare il blitz ha riguardato pure le zone di Milano, Bergamo, Novara, Lodi, Pavia, Ancona, Pesaro Urbino e Perugia. L’inchiesta ha confermato come la cosca Sinopoli abbia allungato da tempo i suoi tentacoli in Lombardia, nel pavese, nonché in Australia dove è presente un locale di ‘ndrangheta, dipendente direttamente dalla casa-madre calabrese degli Alvaro.

Dalle indagini della squadra mobile è emerso che gli esponenti di vertice del locale di Sant’Eufemia d’Aspromonte sedevano ai tavoli in cui venivano prese decisioni importanti che riguardavano il locale australiano. Alcuni di essi si erano perfino recati in passato in Australia per risolvere controversie legate alla spoliazione di un sodale che venne sanzionato per una trascuranza ma non espulso dai ranghi della ‘ndrangheta. L’inchiesta ha consentito gli investigatori, guidati da Francesco Rattà, di monitorare alcuni summit durante i quali gli indagati facevano riferimento alle cariche e ai gradi della ‘ndrangheta (come la “santa”, “camorrista”, “vangelista”, “sgarrista”, “capo locale”, “contabile”), alle cerimonie, alla formazione di un banconuovo, alla creazione di un nuovo locale a Sant’Eufemia d’Aspromonte con l’auspicata legittimazione del Crimine di Polsi e l’indipendenza dagli Alvaro che, tuttavia, continuano a controllare il paese limitrofo.

Secondo la Dda, la ‘ndrangheta eufemiese appare antica e moderna al tempo stesso, ancorata a vecchi rituali ma fortemente protesa a radicarsi sempre più nel settore socio-economico ed imprenditoriale, anche attraverso un’oculata attività di infiltrazione negli apparati. Durante le indagini la squadra mobile ha rinvenuto numerose pistole e fucili. Dalle intercettazioni, inoltre, gli indagati facevano riferimento a un bazooka e alla fabbricazione di un ordigno esplosivo commissionato dai boss Gallico. Una bomba ad alto potenziale che sarebbe servita a distruggere o danneggiare gravemente l’abitazione storica della famiglia mafiosa di Palmi, confiscata e destinata ad ospitare la nuova sede del commissariato di polizia.