Al termine dell’udienza di convalida del fermo, il Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Paola, Maria Grazia Elia, ha disposto la custodia cautelare in carcere per Domenico Orsino, 22 anni, mentre ha ordinato la scarcerazione del fratello Umberto, 24 anni. Si tratta dei due fratelli coinvolti nella morte di Antonio Perrotta, il trentaquattrenne deceduto dopo un pestaggio all’esterno della discoteca Castello di Sangineto (CS).
La principale novità riguarda la contestazione nei confronti di Domenico Orsino. L’ipotesi iniziale di omicidio volontario in concorso è stata modificata dal Gip in omicidio preterintenzionale. Secondo il Gip al momento l’unica versione compatibile con quanto emerso dalle indagini è quella fornita da Umberto che, nel corso dell’interrogatorio, ha ricostruito la discussione avuta con Perrotta, affermando come sia stato Domenico a sferrare un pugno al volto di Perrotta che è quindi caduto a terra, mentre i due fratelli si allontanavano.
La Procura aveva ipotizzato il pericolo di fuga anche sulla base della disponibilità di biglietti aerei per il rientro in Lussemburgo. Il Gip, però, ha ritenuto che mancassero elementi concreti per sostenere tale rischio. I due giovani, secondo quanto ricostruito nell’ordinanza, erano stati facilmente rintracciati nell’abitazione estiva di Belvedere Marittimo e il viaggio risultava programmato prima della tragedia. Per Domenico Orsino il Gip ha invece ritenuto necessaria la permanenza in carcere. La misura cautelare è stata motivata con la gravità dei fatti contestati e con il rischio di reiterazione.
Leggi anche
Pestaggio fuori dalla discoteca Castello di Sangineto: morto in ospedale l’addetto alla sicurezza

