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venerdì, 19 Luglio, 2024
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Medici sospesi al GOM di Reggio Calabria, Codici: dall’indagine emerge un quadro agghiacciante

“Somministrazione di farmaci guasti, falsità materiale e ideologica, abuso d’ufficio e truffa. Sono i reati contestati all’ex Primario dell’UOC di Oncologia del GOM di Reggio Calabria e del suo vice, per i quali il Gip del Tribunale di Reggio Calabria, accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto la sospensione per dodici mesi. In tutto sono sette gli indagati nell’ambito dell’attività investigativa condotta da marzo 2021 a dicembre 2022 dai Carabinieri del Nas di Reggio Calabria insieme ai Carabinieri del Nucleo Aifa. Il quadro che emerge dall’indagine è agghiacciante – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –. In qualità di associazione impegnata contro la malasanità e per la tutela dei diritti dei cittadini, abbiamo ritenuto doveroso intervenire con un esposto. Bisogna fare chiarezza, andare a fondo in una vicenda che presenta aspetti terribili, considerando i pazienti coinvolti”.

“Come si apprende da una nota dei Nas pubblicata dal Ministero della Salute, durante l’indagine, sviluppatasi con intercettazioni telefoniche e ambientali, una complessa attività peritale, sequestro e analisi di oltre 300 cartelle cliniche, e sommarie informazioni testimoniali, – prosegue Giacomelli – si è accertato che i due medici sospesi somministravano, tra il 2017 ed il 2018, a 13 pazienti affetti da neoplasie farmaci nell’ambito di terapie e protocolli sperimentali in assenza di autorizzazione o per patologie diverse da quelle previste nelle linee guida e senza un adeguato consenso degli stessi pazienti. In concorso con la Direttrice ed il Responsabile dell’Unità Farmaci Antiblastici della Farmacia ospedaliera del GOM, i due attestavano nel Registro AIFA per i cosiddetti ‘farmaci innovativi’ dosaggi superiori del farmaco Nivolumab rispetto a quelli realmente somministrati ai pazienti e patologie differenti da quelle reali, per ottenere a spese dell’Erario quantitativi maggiori del farmaco poi dispensati a pazienti privi dei requisiti richiesti per la rimborsabilità del farmaco”.

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“Condotte realizzate per divulgare i risultati delle prassi cliniche portate avanti tramite pubblicazioni scientifiche, così da accrescere la propria reputazione professionale per attrarre società farmaceutiche ed organizzatori di convegni. Nell’ambito della stessa indagine è stata inoltre riscontrata una truffa di 5mila euro ai danni dell’azienda farmaceutica Pfizer, che avrebbero posto in essere il Primario in concorso con altro dirigente medico, una psicologa ed il presidente di una Onlus, in quanto veniva finanziato un progetto per il sostegno psicologico ai malati oncologici, di fatto mai posto in essere” – conclude il segretario Nazionale di Codici.

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