venerdì, 9 Dicembre, 2022
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“Medici cubani? Meglio applicare il contratto ai colleghi calabresi”

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, nella sua veste di commissario ad acta alla sanità ha pensato bene di arruolare 500 medici per risolvere la carenza di personale medico, determinatasi a causa del blocco del turn over conseguente al piano di rientro dal debito sanitario. Mantenendo, tra l’altro, la trattativa segreta, ha ritenuto in questo modo di ovviare ai ritardi registratisi nelle procedure di reclutamento e alla scarsa partecipazione di candidati alle anzidette procedure.

Inizia così una nota polemica da parte della presidente del PD calabrese Giusy Iemma, medico e peraltro vicesindaco di Catanzaro.

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Il presidente della Regione Roberto Occhiuto ha sottoscritto un accordo di cooperazione con la Comercializadora de servicios medicos cubanos (Csmc), la società dei medici cubani, per la fornitura di servizi medici e sanitari sul territorio regionale. E, approfondendo i contenuti dell’accordo di cooperazione, scopriamo che la Regione corrisponderà a ciascun operatore sanitario, che presterà servizio presso le Aziende sanitarie nazionali, l’importo forfettario netto mensile di 1.200 euro, a copertura delle spese di mantenimento.

La Regione si farà anche carico dei costi di viaggio Italia-Cuba (due andata/ritorno all’anno) e delle spese di alloggio, nonché dei costi sia per la formazione integrativa che della visita medica effettuata dal medico competente, individuato dalla Regione Calabria sulla base delle disposizioni vigenti in materia nel territorio della Repubblica Italiana.

In sostanza, si prevede un budget di 4.700 euro per medico al netto delle spese di alloggio: se si dovessero chiamare al lavoro 497 medici cubani l’esborso sarebbe di oltre 2,3 milioni di euro al mese (e, in teoria, circa 28 milioni all’anno, sempre nell’ipotesi di un utilizzo a pieno organico).

Quello che dal presidente Occhiuto viene sbandierato come un risultato straordinario, che lo ripaga non si sa bene da quali sforzi compiuti per risollevare le sorti della sanità calabrese, sa tanto di una beffa nei confronti di una regione intera, e in particolare dei medici calabresi costretti a lavorare in condizioni critiche, con turni massacranti, senza il dovuto riconoscimento economico, che rischiano anche di essere malmenati da familiari esasperati da ritardi e disservizi. Una beffa nei confronti dei medici Calabresi costretti ad andare fuori per trovare un lavoro. Perché il presidente Occhiuto non ha pensato, prima di tutto, di applicare il contratto nazionale applicato nel nostro paese alla categoria?

Magari questo avrebbe aiutato ad invogliare i medici a partecipare alle procedure di reclutamento. I nostri medici sono pochi, con pochi mezzi e tanto stress: e questo non si risolve con il soccorso cubano. Non ho nulla contro i medici cubani, anzi li apprezzo per la disponibilità. Lungi da me logiche di campanile e provincialismi. Ma quale sia stata la causa ostativa a pensare un piano di potenziamento, attraverso stabilizzazioni e assunzioni autoctone, non possiamo fare a meno di chiedercelo. Risolverà’ così i problemi della sanità calabrese?

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