martedì, 16 Agosto, 2022
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‘MaCs’ segnala il caso di una mamma di Montalto Uffugo

Una bambina celiaca di cinque anni non riesce ad avere il pane senza glutine alla mensa scolastica. Accade a Taverna di Montalto Uffugo, dove Maria Pungitore, mamma della piccola Catlynn, già dall’autunno ha segnalato la situazione, non soltanto all’asilo statale frequentato dalla figlia ma successivamente anche al Comune.

Adesso al suo fianco scendono le amorevoli e tostissime signore di ‘MaCs’, la pagina Facebook delle mamme cosentine, dove una delle admin, la mitica Antonella Mangano, ha raccontato questa storia in un post sotto il quale si è subito attivata una bella gara di solidarietà per aiutare Catlynn: dall’indicazione dei negozi locali che vendono prodotti per celiaci, fino all’offerta di comprare e portare personalmente in mensa i panini adatti per la merenda della ragazzina.

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Già, perché questa storia inizia con una fetta di pancarrè industriale, che nella sua spartana essenzialità, come un’opera d’arte concettuale alla Cattelan, campeggia nel contenitore di un pasto della mensa. Postando la foto, Antonella Mangano spiega: “La piccola Catlynn è celiaca, ma mentre tutti i suoi compagni mangino fragranti panini, e qualcuno lo getta anche, lei non ha diritto ad un panino senza glutine. Lei è celiaca, e si deve beccare ‘sta fetta di pane in cassetta. Che a Catlynn non piace (e vi assicuro che ha proprio ragione, ne conosco il sapore). Catlynn vuole un panino come quello dei suoi compagni. Ne ha tanta voglia”.
Mangano, che in famiglia ha due celiaci, sa benissimo che esistono, in tutta Italia e anche a Cosenza, tanti fornai, botteghe e ovviamente grandi supermercati, che vendono ottimo pane (e farine, biscotti, eccetera) senza glutine.
Per le scuole, inoltre, vige una precisa normativa a tutela degli allievi con questa intolleranza alimentare, che ormai da molti anni non è un morbo misterioso o un difetto da nascondere ma, riconosciuta dallo Stato come malattia sociale, va gestita in sicurezza e con le giuste competenze dal personale delle ditte di mensa. Che, tra l’altro, hanno l’obbligo di ottemperare alle disposizioni della legge 123/2005, che all’articolo 4 stabilisce che “nelle mense delle strutture scolastiche e ospedaliere e nelle mense delle strutture pubbliche devono essere somministrati, previa richiesta degli interessati, anche pasti senza glutine”.

Richiesta che la madre di Catlynn aveva fatto tre anni fa, quando la bambina ha iniziato a frequentare l’asilo. «Allora – spiega – c’era un altro servizio mensa e mi trovavo benissimo, mi avvisavano anche quando si cambiava il
menu. L’anno scorso il problema non si è posto perché per il Covid ho scelto di non mandare mia figlia all’asilo, poi a ottobre 2021, quando è tornata, abbiamo trovato un’altra mensa e non ci è più stato garantito il panino senza glutine». Maria ha contattato la responsabile del servizio – spesso irreperibile – invece dalla mensa si è obiettata la difficoltà a comprare panini ad hoc che, in caso di assenze della scolara, si sarebbero guastati (in realtà si tratta di confezioni sigillate a lunga conservazione e prodotti che possono essere congelati, a differenza dei pacchi di pane in cassetta che, una volta aperti, se non si consumano interamente, ammuffiscono subito).
La giovane mamma si è poi rivolta alle maestre e alla direzione della scuola, che però l’hanno rinviata al Comune. Ha quindi segnalato tutto alla delegazione di Settimo. Senza risultato.
Oltre allo sgradito pancarré, in questi mesi a Catlynn è capitato di vedersi consegnare pure qualche alimento non idoneo. E ogni volta che cambia il menu, la variazione vale solo per gli altri. Per lei le novità semplicemente si evitano.
Continua il post di Antonella Mangano: “La mamma di Catlynn paga la mensa regolarmente e chiede solo che sua figlia abbia un panino simile a quello glutinoso. Perché quando un celiaco è così piccino, per la mamma, la cosa più brutta è dovergli dire che no, quella cosa di cui ha voglia non può averla. E, soprattutto, che lui è diverso da tutti gli altri. Eppure ci sono diversi posti in cui poter acquistare panini senza glutine, che si possono surgelare e consumare pian pianino. Chi di dovere ha deciso di rispondere alla mamma di Catlynn che questo hanno e questo si deve tenere. Stesse persone che mettono il formaggio grattugiato su tutti gli altri piatti di pasta al sugo tranne che a quello di Catlynn, perché è celiaca. Non informandosi minimamente se idoneo o meno. Sottraggo, così non ci penso più. Soprattutto – conclude – nessuno ha pensato che forse fare felice la piccola celiaca non è poi tanto impossibile. Che forse, nonostante sia un dovere nutrirla senza discriminazione, la piccola Catlynn ha diritto ad avere un panino, a pranzo, che non le faccia schifo”. 
La mensa nelle scuole di Taverna è al centro di una lunga storia di malumori. Nel 2015 i genitori, protestando anche per i costi elevati, avevano denunciato disservizi nell’erogazione del servizio e avevano chiesto all’amministrazione comunale di cambiare i menu, inadeguati e di scarsa qualità. La disponibilità del Comune si era scontrata però con la necessità di rispettare il regime dietetico concertato dall’Asp per l’alimentazione scolastica.
Ma torniamo alla piccola Catlynn, che non deve rinunciare a pranzare a scuola, con il piacere del suo pasto e senza rischi né diversità. Non siamo riusciti a rintracciare i responsabili comunali del servizio e siamo disponibili a raccogliere le loro dichiarazioni. Però il giorno dopo il post su MaCs sembra che l’agognato panino sia finalmente comparso, e forse da lunedì ci sarà qualche buona notizia – si spera definitiva e non a singhiozzo. Certo, è vero che le mamme a Cosenza sono un portento, ma sarebbe un po’ paradossale che il risultato atteso arrivasse non dopo lunghe segnalazioni ma per una denuncia social.

Antonella Mangano ci dice: «Chi si occupa di mense dovrebbe avere personale preparato sulle varie intolleranze alimentari, ma basterebbe molto meno, ad esempio guardare le etichette, dove per legge dev’essere indicata la presenza del glutine. Per la questione del pane, poi, quello senza glutine si trova in molti forni, ce ne sono a Mendicino e Quattromiglia che fanno panini buonissimi e preparati sul momento, quindi si possono congelare e scongelare singolarmente».
Cinquant’anni fa della celiachia si sapeva pochissimo e gli intolleranti potevano solo eliminare quello che gli altri mangiavano con gusto. Oggi, per fortuna, la medicina ha tante informazioni per il benessere quotidiano di chi soffre di questa malattia. Il post di Antonella Mangano svela purtroppo un microcosmo dove ancora si subiscono discriminazioni: sono tante le mamme che hanno condiviso le esperienze negative dei loro figli, costretti a guardare da lontano gli alimenti serviti ai compagni, ad accontentarsi di alternative poco appetibili o persino a interrompere la mensa.
Mentre si fa tanto per rompere tabù e migliorare la vita dei celiaci, del pasto di bambini come Catlynn ci si dovrebbe occupare iniziando con l’attenzione e la sensibilità.
Isabella Marchiolo

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