giovedì, 6 Ottobre, 2022
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Locatelli (Consiglio superiore di sanità): ‘Omicron più contagiosa ma ad ora non più pericolosa’

“Preoccupati” per la variante Omicron “mi sembra un termine largamente eccessivo”. A dirlo è Franco Locatelli, coordinatore del Cts e presidente del Css a Buongiorno su SkyTG24. “Sappiamo – aggiunge – che questa è una variante che ha avuto una diffusione importante in Sudafrica, il tempo che ci ha messo per diventare predominante è largamente ridotto rispetto alle altre varianti, c’è stato un incremento del 260% quasi dei casi in quel Paese: il tutto supporta una maggior contagiosità. Ma non abbiamo nessuna evidenza che possa provocare malattia più grave o sfuggire all’effetto protettivo dei vaccini in maniera importante”.

Né sottovalutare né drammatizzare: questo l’approccio del coordinatore del Cts e presidente del Consiglio superiore di Sanità, Locatelli. “Quello che sappiamo – specifica – è che la variante Omicron è diventata velocemente preponderante in Sudafrica, dove è stata isolata dopo essere stata inizialmente segnalata in Botswana. Sappiamo di un incremento del 260% nel numero delle persone contagiate. Entrambe questi riscontri ci fanno ipotizzare che sia una variante connotata da maggior contagiosità. Questo largamente giustifica da un lato la misura presa per prima dall’Italia poi da altri Paesi dell’Ue, cioè di chiudere i voli dagli otto Paesi in cui vi è evidenza di concentrazione di questi casi. Ma diciamolo chiaramente: non vi è nessun dato nascosto o che non si vuol rivelare che in qualche modo sottenda a queste decisioni. Massima trasparenza come sempre”. E sulla misura adottata da alcuni Paesi, come il Giappone, di chiusura delle frontiere pur senza neppure un caso di Omicron, Locatelli afferma: “Io sarei francamente molto cauto in una scelta di questo tipo. Quanto è già stato deciso con assoluta tempestività dal ministro Speranza mi sembra una misura più appropriata, il resto mi sembra in questo momento non suffragato dalle evidenze”. Locatelli aggiunge anche che la variante Omicron “va tenuta sotto controllo. Dobbiamo ancora capire anche se è connotata da maggior patogenicità, cioè capacità di provocare malattia grave. Sembrerebbe di no dai dati che vengono dal Sudafrica, però ricordiamo anche che la popolazione sudafricana è decisamente più giovane rispetto a quella italiana. Quindi a questo punto va in qualche modo valutata accuratamente e con studi da condurre rigorosamente così come dovranno esserlo quelli immunologici”. “Ci sono parecchie mutazioni, più di 30 sulla proteina Spike, ma questo non vuol necessariamente dire che il tutto determinerà un calo nell’efficacia vaccinale assai importante. Qualcosa nell’efficacia potrebbe ridursi, ma è una ragione in più per procedere con la somministrazione delle dosi booster e per chi non è vaccinato per immunizzarsi”. E conclude evidenziando la crescita in Italia delle prime dosi.

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I vaccinati “sono protetti largamente” rispetto alla variante Omicron. “Ad oggi nessuna delle varianti isolate, la Alfa o la Delta, si è dimostrata resistente all’effetto dei vaccini”. Così Franco Locatelli. “Ci sono più di 30 mutazioni della proteina Spike – aggiunge – è possibile che si riduca, di poco, l’efficacia rispetto a questa nuova variante, ma servono studi immunologici da condurre in maniera rigorosa. Le prossime due settimane chiariranno la situazione, anche studi epidemiologici” e invita a fidarsi “di un approccio metodologico rigoroso” e a vaccinarsi.

(Ansa)

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