mercoledì, 8 Dicembre, 2021
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Lamezia Terme, stazione inaccessibile per i portatori di handicap

Catanzaro – Gli avvocati Massimo Gimigliano e Francesco Di Lieto, hanno presentato, per conto del Codacons e di altre associazioni, una diffida nei confronti di Trenitalia e degli altri enti pubblici interessati, perché nella stazione del principale snodo ferroviario calabrese, ovvero quella di Lamezia Terme, non esistono vie di accesso ai binari per i soggetti a mobilità ridotta o con disabilità sensoriali.

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Di seguito il testo integrale della diffida ex articolo 140 D.Lgs n. 206/2005.
“Per il Codacons – Coordinamento di Associazioni per la Tutela dell’Ambiente e dei Diritti di Utenti e Consumatori, in persona del suo vicepresidente nazionale francesco di lieto, per la carica legale rappresentante, nonché per A.N.M.I.C., Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi Civili sede regionale per la Calabria, in persona del suo presidente Avv. Sergio Lucisano, tutti rappresentati e difesi dagli Avv. Massimo Gimigliano e Francesco Di Lieto ed elettivamente domiciliati presso la sede regionale del Codacons sita in Catanzaro al Corso Mazzini nr. 164;
Nei confronti di Trenitalia SpA, in persona del legale rappresentante pro tempore; Rete Ferroviaria Italiana SpA, in persona del legale rappresentante pro tempore; Regione Calabria, in persona del Presidente pro tempore; Ministero dei Trasporti, in persona del Ministro pro tempore; Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie, in persona del legale rappresentante pro tempore; Autorità Regolamentazione dei Trasporti, in persona del legale rappresentante.
FATTO
Riceviamo numerose segnalazioni da parte di soggetti con disabilità ovvero a mobilità ridotta o con disabilità sensoriali, che lamentano l’impossibilità di accedere ai servizi ferroviari che si sostanzia in una intollerabile discriminazione.
La più importante stazione ferroviaria della Calabria, quella di Lamezia Terme, risulta incredibilmente inaccessibile per chi è costretto a vivere su di una carrozzina, per tutti coloro che hanno problemi di mobilità o sono portatori di disabilità e per tantissimi anziani che non hanno la possibilità di programmare una partenza in piena autonomia.

Infatti la situazione in cui versa il principale snodo ferroviario calabrese finisce per calpestare i diritti inviolabili degli individui, specialmente coloro che risultino affetti da limitazioni o minorazioni fisiche (art. 2 della Carta costituzionale) oltre ad infrangere la pari dignità sociale e l’eguaglianza delle persone, atteso che le condizioni fisiche e personali costituiscono una deprecabile distinzione e discriminazione (art. 3 della Carta costituzionale).

A ciò si aggiunge come a Lamezia Terme risulti inapplicato l’art. 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, che espressamente fa divieto di qualsiasi tipo di discriminazione fondata, tra l’altro, sulle caratteristiche genetiche, sull’età e sulla disabilità.

Ed ancora, il Regolamento CE n. 1371/2007 prevede che debbano essere garantiti l’assistenza e l’accesso ai treni anche alle persone con ridotta capacità motoria. La più importante stazione ferroviaria della Calabria, quella di Lamezia Terme, risulta incredibilmente inaccessibile per chi è costretto a vivere su di una carrozzina, per tutti coloro che hanno problemi di mobilità o sono portatori di disabilità e per tantissimi anziani che non hanno la possibilità di programmare una partenza in piena autonomia.

Infatti la situazione in cui versa il principale snodo ferroviario calabrese finisce per calpestare i diritti inviolabili degli individui, specialmente coloro che risultino affetti da limitazioni o minorazioni fisiche (art. 2 della Carta costituzionale) oltre ad infrangere la pari dignità sociale e l’eguaglianza delle persone, atteso che le condizioni fisiche e personali costituiscono una deprecabile distinzione e discriminazione (art. 3 della Carta costituzionale).

A ciò si aggiunge come a Lamezia Terme risulti inapplicato l’art. 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, che espressamente fa divieto di qualsiasi tipo di discriminazione fondata, tra l’altro, sulle caratteristiche genetiche, sull’età e sulla disabilità.

Ed ancora, il Regolamento CE n. 1371/2007 prevede che debbano essere garantiti l’assistenza e l’accesso ai treni anche alle persone con ridotta capacità motoria. Di contro l’art. 41 della Costituzione, nel sancire la libertà di iniziativa economica impone che essa non possa “svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”.

In buona sostanza la tutela dell’utente di servizi pubblici, trova essenziale riconoscimento nell’imperativo della protezione della persona umana complessivamente considerata.

Con il Codice del Consumo (D.lgs 6 settembre 2005, n. 206) si è giunti a cristallizzare il diritto dei consumatori e degli utenti all’erogazione di servizi pubblici secondo standard di qualità e di efficienza (art. 2, 2° comma, lettera g, codice del consumo).

In Calabria, invece, i disabili o gli anziani sono costretti ad attraversare i binari ovvero ad invocare l’aiuto di qualche passeggero per poter tentare di accedere ai vagoni.

E tanto imporrebbe una seria riflessione sul concreto livello di attuazione dei principi fondamentali stabiliti dalla Carta costituzionale che riguardano il concreto adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà, anche sociale, e del compito della Repubblica di rimuovere ogni ostacolo che si trasforma in una bieca forma di discriminazione ed inaccettabile isolamento.

A Lamezia Terme urgono una serie di interventi di natura strutturale e tecnologica, per consentire la mobilità e la fruizione dei servizi da parte degli utenti con disabilità o a ridotta mobilità all’interno della stazione ferroviaria.

Tutto quanto sopra premesso e considerato, ai sensi dell’art. 140 bis, del Codice del consumo, si DIFFIDA ai sensi e per gli effetti dell’art. 140 del Codice del Consumo, Trenitalia SpA, in persona del legale rappresentante pro tempore; Rete Ferroviaria Italiana SpA, in persona del legale rappresentante pro tempore; Regione Calabria, in persona del Presidente pro tempore; Ministero dei Trasporti, in persona del Ministro pro tempore, Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie, in persona del legale rappresentante pro tempore e Autorità Regolamentazione dei Trasporti, in persona del legale rappresentante, ognuno per quanto di propria competenza e responsabilità:

All’immediata cessazione dei comportamenti lesivi degli interessi dei consumatori e degli utenti attraverso l’adozione di tutte le misure idonee ad eliminare gli effetti dannosi delle violazioni segnalate; A provvedere alla immediata rimozione di ogni ostacolo e/o dislivello sui percorsi pedonali che consentono l’accesso ai treni nella stazione ferroviaria di Lamezia Terme; Alla creazione, più segnatamente e più semplicemente, di un sistema di scale mobili o di ascensori che consentono il raggiungimento del binario e della carrozza assegnata in assoluta autonomia.

In conformità a quanto previsto dalla richiamata disposizione del Codice del Consumo, si fa presente che decorsi quindici giorni dal ricevimento della presente – senza che venga assicurata la realizzazione di interventi mirati all’accessibilità della stazione di Lamezia Terme allo scopo di renderla accessibile a tutti gli utenti, compresi coloro che hanno forme di disabilità visibili e non visibili, nel rispetto di quanto disposto dalla normativa vigente – si procederà in tutte le competenti sedi giudiziarie per tutelare i diritti e gli interessi dei consumatori.

La presente a valere anche ai sensi dell’art. 140 bis del Codice del Consumo.

Si rimane in attesa di riscontro nei termini di legge”.

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