mercoledì, 8 Dicembre, 2021
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Lamezia, Sbarra a Orlando: “Fermare esodo giovani e lavoratori dal Sud”

Lamezia Terme – Il ministro del lavoro Andrea Orlando e il segretario nazionale della Cisl Lugi Sbarra hanno partecipato, questa mattina, al convegno della Cisl Calabria su lavoro, sviluppo, legalità, che si è svolto presso l’istituto “Campanella” di Lamezia Terme.

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Il ministro parlando con i giornalisti ricordando le ultime decisioni in via di adozione da parte del governo Draghi. “Abbiamo lavorato per un accordo che consente di utilizzare prima tutti gli ammortizzatori sociali che, con l’ultimo decreto, sono stati ulteriormente implementati e resi gratuiti per le imprese. Oggi però – ha aggiunto – bisogna proseguire in questo senso sostenendo le imprese che escono da una condizione di difficoltà e lavorando anche sulla riforma degli ammortizzatori sociali che sarà pronta nelle prossime settimane”.

A parere del ministro “Perchè la sfida del Piano nazionale di ripresa e resilienza abbia una ricaduta sui giovani è necessario passare attraverso tre fattori: una capacità di lavorare sulle politiche attive e di costruirle, perchè in alcune realtà rischiano di apparire solo evocazioni esoteriche; la possibilità di costruire delle politiche industriali e la qualità del lavoro. Le tre questioni si tengono con un metodo che l’Unione europea, guardando all’esperienza italiana, chiama dialogo sociale”.

Per il segretario nazionale della Cisl, Lugi Sbarra: “Bisogna fermare l’esodo di centinaia di migliaia di giovani, studenti, lavoratori, professionisti, che ogni anno lasciano il Sud per cercare fortuna altrove. Questo deve essere uno degli obiettivi dell’attuazione del Pnrr e per questo occorre ora realizzare un patto forte con il Governo, le istituzioni regionali e le imprese per condividere i progetti di sviluppo, monitorare i tempi e le ricadute occupazionali, colpire duramente le possibili infiltrazioni della criminalita”.
“La fuga dei giovani è una ferita – ha aggiunto Sbarra – che impoverisce due volte il Mezzogiorno, privandolo delle migliori promesse, ma anche delle risorse economiche che per anni vengono trasferite dalle famiglie. Una perdita stimata in circa 10 miliardi di euro l’anno. I temi della crescita, del lavoro, dell’istruzione, della legalità si intrecciano in modo indistricabile soprattutto nel Sud dove l’assenza di sviluppo e di occupazione rafforza in modo devastante la capacità della criminalità di condizionare ogni articolazione della vita sociale. Senza legalità, non ci può essere vero sviluppo. Per un’impresa, operare in un ambiente inquinato da mafia, camorra o ‘ndrangheta significa avere costi in più, che la rendono meno efficiente e competitiva”.

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