mercoledì, 8 Dicembre, 2021
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Lamezia, Landini (Cgil): ogni giorno morti sul lavoro, situazione va affrontata con grande determinazione

Lamezia Terme – “Noi siamo di fronte ad una strage, chiamiamo le cose con il loro nome. Dall’inizio dell’anno c’è una quantità di morti che ci indica che ogni giorno tre persone hanno perso la vita lavorando, oltre al fatto che sono aumentati gli infortuni sul lavoro. Credo che questa non sia una situazione accettabile e credo che vada affrontata con grande determinazione”. Lo ha affermato il segretario della Cgil, Maurizio Landini, a Lamezia Terme (Catanzaro) per partecipare a un’iniziativa con il procuratore Nicola Gratteri sui temi della legalità.

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“Noi – ha ricordato Landini – abbiamo avuto nei giorni scorsi, proprio su questo tema, un incontro con la Presidenza del Consiglio, con il governo e il governo si è impegnato, e nei prossimi giorni dovremmo rincontrarci, ad intervenire immediatamente con un decreto che, per quello che ci riguarda, deve contenere alcuni provvedimenti. Il primo è quello di introdurre una norma per cui le imprese che non lavorano in sicurezza non possono lavorare e, quindi, che ci sia la possibilità, là dove le norme non vengono rispettate anche di sospendere l’attività lavorativa fino a quando questa attività non viene ripresa. Così si rischia di far morire le persone e ciò non è accettabile. Dall’altra parte – ha aggiunto il segretario della Cgil – bisogna che anche tra le imprese scatti l’idea che la competizione non la si fa non rispettando le leggi o mettendo a repentaglio le vite delle persone. O si assume tutti che la salute e la sicurezza è un investimento non un costo con cui fare i conti, o da questa situazione non se ne viene fuori. E credo che questo sia un tema che riguarda anche la qualità del sistema delle nostre imprese. Ed io penso che su una battaglia di questo genere gli stessi imprenditori, quelli che vogliono fare seriamente il loro mestiere, debbano fare questa battaglia assieme a noi. Perché questa non è una battaglia di parte, è una battaglia per affermare una qualità del sistema industriale ed una qualità del lavoro che fa crescere, sostanzialmente, il Paese”.
Landini ha poi osservato: “Il secondo punto che quel decreto deve contenere è accelerare le assunzioni per gli ispettorati del lavoro e per i servizi di medicina sul territorio. C’è bisogno di agire sulla prevenzione. Il terzo punto è la formazione sia agli imprenditori sia ai lavoratori per rispettare sostanzialmente questa norma. Addirittura, noi abbiamo proposto al governo che la materia della salute e della sicurezza – ha concluso il segretario della Cgil – diventi anche una materia di studio e di formazione scolastica ad ogni livello per tutte le persone”.

Il segretario della Cgil, inoltre, ha detto che “Da una parte il reddito di cittadinanza va confermato e migliorato, dall’altra c’è bisogno di una riforma del sistema degli ammortizzatori sociali e anche dei Centri per l’impiego”.
“La nostra posizione – ha sostenuto Landini – è molto precisa. Noi pensiamo che la povertà c’è, anzi è aumentata con questa pandemia e che quindi uno strumento che sia in grado di contrastare e combattere la povertà serve, e credo che qualsiasi paese civile e democratico ce l’ha. In questo senso bisogna sicuramente migliorare quello strumento, quindi – ha aggiunto – si tratta di andare a fare un’analisi dettagliata su come è stato utilizzato, a chi è andato e in che forma è fatto, anche perché in molti casi, se andiamo a vedere le ragioni della povertà, non è solo una questione di reddito, in alcuni casi è anche una questione di servizi. Quindi c’è anche un problema del ruolo che in questa direzione possono giocare le amministrazioni e i servizi sul territorio. Dall’altra parte – ha rilevato il segretario della Cgil – ciò che non ha funzionato è quello strano connubio, che fin dall’inizio abbiamo criticato, per cui si era collegato il reddito di cittadinanza alle politiche attive del lavoro. Sono due cose diverse tra loro, e quindi pensiamo che da un lato va confermato e migliorato il reddito di cittadinanza non certo va cancellato, dall’altra parte c’è bisogno di una riforma del sistema degli ammortizzatori sociali e anche dei Centri per l’impiego per fare in modo che anche il nostro Paese sia un paese che – continua Landini – incominci ad avere un sistema di collocamento e di rapporto tra lavoro e persone che sia particolarmente importante”.

“Dev’essere chiaro a tutti che il lavoro non lo creano i Centri per l’impiego, il lavoro lo si crea con gli investimenti, quindi il punto vero è come vengono utilizzate le risorse che da qui ai prossimi 5-6 anni il Paese ha a disposizione e può spendere”. “Credo – ha aggiunto – che l’oggetto della discussione sia questo. Tra l’altro nei prossimi giorni il governo si è impegnato a realizzare un protocollo di relazioni proprio con le parti sociali per decidere nei prossimi anni come ci si confronta per far sì che gli investimenti vengano davvero realizzati e creino sostanzialmente lavoro”.

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