La sorella di Lea tra i candidati a sostegno del magistrato

Luigi de Magistris Marisa garofalo
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Un nome di peso ingrossa le file dei sostenitori di Luigi de Magistris per la corsa elettorale alla Regione Calabria. Marisa Garofalo, sorella di Lea, vittima di ‘ndrangheta diventata simbolo nazionale dell’opposizione ai codici mafiosi, si candiderà nelle liste che supportano il progetto dell’attuale sindaco di Napoli con Tesoro Calabria di Carlo Tansi. Il giudice lo ha annunciato commentando: “Siamo orgogliosi della candidatura di Marisa Garofalo, sorella di Lea testimone di giustizia, barbaramente uccisa dalla ‘ndrangheta. Marisa è donna e madre, da anni impegnata nella diffusione della cultura della legalità”.

Una discesa nell’agone politico che Garofalo ha sintetizzato così: “Insieme per una Calabria nuova, libera da sopraffazione, ingiustizie e malaffare”. Ed è un asset importante per de Magistris, perché Marisa – insieme alla sorella Lea e la nipote Denise – sono figure rappresentative dei diritti civili sia perché conoscono la condizione di appartenenza a un contesto familiare criminoso e le sue modalità spietate e disumane, sia perché donne, e anche per questo inserite in uno schema di ‘ndrangheta classico e aberrante dove nelle faide esistono precisi ruoli femminili e fuori da questi, come accadde a Lea, soltanto la morte. Non a caso de Magistris, accogliendo Marisa tra i suoi supporter ha dichiarato: “La lotta alla barbarie mafiosa e ad ogni forma di violenza e di discriminazione, saranno al centro del nostro impegno per governare la Calabria, terra bellissima, ma anche martoriata dalle commistioni tra ‘ndrangheta e politica”.

Dopo la terribile fine della sorella, Marisa Garofalo è diventata depositaria della memoria di Lea in occasioni pubbliche con le scuole e le associazioni, in Calabria e a Milano. Negli ultimi anni è stata a sua volta protagonista di una paradossale vicenda di giustizia negata, quando il suo diritto ad essere risarcita dallo stato come parente di una vittima di ‘ndrangheta si è scontrato con la condizione di nullatenente dell’ex cognato (riconosciuto come assassino di Lea) e l’assurdo cavillo del vincolo familiare con i criminali – nonostante la chiusura di ogni rapporto con loro e la sua condotta completamente estranea a contesti mafiosi.

Isabella Marchiolo