La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia, con l’ipotesi di reato di truffa aggravata. La notizia è riportata dal Fatto Quotidiano. Al centro dell’inchiesta ci sarebbero i rimborsi mensili di 3.893 euro che Occhiuto avrebbe percepito dalla Regione Calabria per l’utilizzo di un’autovettura, un’Audi Q4, destinata allo svolgimento delle funzioni istituzionali. Secondo l’ipotesi investigativa, il presidente avrebbe già avuto a disposizione un’altra vettura, un’Audi Q6, acquistata attraverso un contratto di leasing per il quale avrebbe beneficiato di un ulteriore rimborso da parte dell’amministrazione regionale. Gli atti dell’indagine erano stati trasferiti dalla Procura di Catanzaro a quella di Roma.
La vicenda è stata commentata dallo stesso Occhiuto attraverso un video pubblicato sui social. Il governatore ha spiegato di essere stato informato della possibile richiesta di rinvio a giudizio da un giornalista del Fatto Quotidiano, precisando di non aver ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale.
«Chi pensasse di poter utilizzare questa vicenda per fermarmi non mi conosce», ha dichiarato, aggiungendo: «Se pensate davvero di potermi fermare in questo modo, vi sbagliate perché io vado avanti». Nel suo intervento, Occhiuto ha ricostruito la contestazione, sostenendo di aver utilizzato l’auto di servizio regionale soltanto in alcune occasioni per esigenze istituzionali, come i sopralluoghi nei cantieri delle opere pubbliche. «Dovrei ricevere una richiesta di rinvio a giudizio perché avrei utilizzato la macchina di servizio della Regione, qualche volta, non per fatti personali, ma per andare a fare dei sopralluoghi, per andare sui cantieri delle opere pubbliche che ho realizzato gestendo miliardi in questa Regione», ha affermato.
Il presidente ha inoltre spiegato che la contestazione riguarderebbe la presunta incompatibilità tra l’utilizzo dell’auto di servizio e una quota dell’indennità per la mobilità riconosciuta ai consiglieri regionali. Occhiuto ha manifestato tutta la propria rabbia per una vicenda giudiziaria che, a suo dire, lo tiene sotto pressione da circa un anno e mezzo. Ha ricordato di aver ricevuto il suo primo avviso di garanzia, di essersi dimesso e successivamente ricandidato, invitando i magistrati a svolgere tutti gli accertamenti necessari.
«Mi hanno fatto i raggi X per 18 mesi, hanno controllato tutto e oggi, secondo il Fatto, mi arriverà una richiesta di rinvio a giudizio per aver utilizzato l’auto di servizio della Regione qualche volta per andare a lavorare», ha dichiarato. Il governatore si dice convinto di poter chiarire la propria posizione nell’eventuale udienza preliminare: «Sono arrabbiato. Mi sento torturato da un anno e mezzo». La vicenda giudiziaria è dunque destinata a proseguire nelle sedi competenti.

