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sabato, 18 Maggio, 2024
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La moglie incinta, l’aereo che torna indietro, i soccorsi: così è morto il 35enne Giuseppe Stilo a Torino

E’ ancora altissima in Calabria la commozione per la tragica morte di Giuseppe Stilo, il 35enne deceduto a bordo dell’aereo che da Torino era diretto a Lamezia Terme. Giuseppe viveva con la moglie Federica Marrella (originaria di Pizzo) con cui si era sposato lo scorso anno in provincia di Cuneo, e lavorava alla Ferrero di Alba. Era partito con la moglie (al quarto mese di gravidanza) dal capoluogo piemontese con un volo Ryanair per andare a trovare i parenti a Filogaso, in provincia di Vibo Valentia. Lui era seduto nelle prime file, lei in fondo all’aereo. E a quanto pare non si è accorta di nulla. Al ritorno allo scalo di ‘Caselle’ ha scoperto tutto. Si è sentita male ed è stata affidata alle cure dei medici.

Giuseppe è morto all’aeroporto di ‘Caselle’, dopo che il pilota aveva invertito la rotta per riportarlo indietro a causa del malore che lo aveva colpito. Mentre l’ambulanza che doveva soccorrerlo è rimasta bloccata al varco per qualche minuto. In attesa che il personale della Sagat, che gestisce l’infrastruttura, arrivasse ad alzare la sbarra e ad accompagnare i sanitari sul posto. La procura di Torino ha aperto un fascicolo d’inchiesta- affidato ai pubblici ministeri Lea Lamonaca e Giorgio Nicola – che non ipotizza alcun reato e non annovera indagati. E’ stata disposta anche l’autopsia.

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Con una nota stampa diramata ieri sera dalla società che gestisce l’aeroporto di ‘Caselle’ si precisa che: “Prima dell’atterraggio i medici hanno inoltre erogato due scariche con il DAE che, ricordiamo, in maniera automatica identifica quei ritmi di arresto che sono suscettibili di una terapia elettrica per riportare il cuore ad un ritmo elettrico normale. Nel frattempo il personale sanitario in servizio presso il Pronto Soccorso aeroportuale si preparava in pista a prestare soccorsi al Paziente. La Centrale Operativa 118, allertata sulla situazione, provvedeva ad inviare l’ambulanza di base di Borgaro Torinese, seguita dal mezzo con medico ed infermiere con sede a Venaria. All’arrivo dell’aereo il medico in servizio presso l’aeroporto saliva immediatamente a bordo e provvedeva ad erogare la terza scarica con il DAE e a somministrare dell’adrenalina; dopo la terza scarica il DAE non ha dato più indicazioni sull’uso della terapia elettrica. L’ambulanza di Borgaro arrivava al varco indicato e veniva indirizzata verso l’aeromobile; i due volontari, una volta saliti a bordo, hanno aiutato i sanitari che già prestavano soccorso nel continuare le manovre rianimatorie e contestualmente a trasportare il paziente sull’ambulift dove, dopo alcuni minuti giungeva anche l’ambulanza con il medico del 118 che purtroppo, considerata la situazione non ha potuto che constatarne il decesso. Si precisa che la prima ambulanza con i volontari era attesa al varco ed ha impiegato circa 2 minuti per accedere al sedime aeroportuale (nel frattempo il Paziente aveva tre medici con defibrillatore e adrenalina che lo stavano assistendo) mentre la medicalizzata del 118 è entrata immediatamente. Risultano quindi prive di fondamento le notizie che riportano un ritardato soccorso a causa di blocchi al varco dell’aeroporto e si coglie l’occasione per sottolineare come la sinergia tra i medici presenti a bordo, gli assistenti di volo, i sanitari in servizio presso l’aeroporto e il 118 abbiano dato al paziente tutte le possibilità che aveva di uscire da quella drammatica situazione. Solo qualche anno fa sarebbe stato impensabile avere un DAE a bordo di un aereo di linea.”

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