giovedì, 18 Agosto, 2022
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La classifica del mare violato in Italia nel 2021: la Calabria al 5° posto

L'elaborazione di Legambiente su dati delle forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto

Come ogni anno attraverso “Mare Monstrum”, Legambiente accende i riflettori sui principali fattori di pressione illegale sull’ecosistema marino del nostro Paese: dall’abusivismo
edilizio al deficit di depurazione, sia quantitativo che qualitativo; dagli sversamenti in mare di liquami inquinanti d’ogni tipo all’incubo, perché di questo si tratta, della pesca illegale. Il rapporto sul “mare violato” si arricchisce di nuovi dati e approfondimenti, messi a disposizione di Legambiente dal Comando generale delle Capitanerie di porto, dall’Arma dei carabinieri (in particolare i Comandi Unità forestali, ambientali e agroforestali, Tutela ambientale e transizione ecologica, Tutela del lavoro e Tutela della salute), dalla Guardia di Finanza e dai Corpi forestali delle regioni a statuto speciale. Si tratta, in particolare, degli illeciti amministrativi, disponibili per tutte e quattro le macrocategorie analizzate: ciclo illegale del cemento, inquinamento e rifiuti, pesca di frodo, violazione delle norme
sulla navigazione e il diporto anche nelle aree marine protette.

I numeri, come sempre, parlano chiaro: nel corso del 2021 sono state accertati 55.020 illeciti penali e amministrativi, alla media di 7,5 ogni chilometro di costa, ovvero un illecito ogni 133,3 metri. Le persone denunciate o arrestate sono state 20.485, le sanzioni 24.900, i sequestri 7.021, 392 le società denunciate e 270 quelle sanzionate.

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LA CLASSIFICA DEL MARE VIOLATO: A guidare la classifica su base regionale è la Campania, con 7.970 illeciti penali e amministrativi, pari al 14,5% del totale, 3.630 persone denunciate e arrestate, 3180 sanzioni e 1627 sequestri, seguita dalla Sicilia (6.725 violazioni) e dalla Puglia, a quota 6.032. Quarto posto per la Toscana (5.359 illeciti), seguita da Calabria (4.629) e Lazio, con 4.565 sanzioni. Prima regione del Nord è il Veneto, con 3.161 infrazioni di norme contestate. Nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) si concentra il 46,1% di tutti i reati e gli illeciti amministrativi accertati nel nostro Paese dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto, con 10.830 persone denunciate e arrestate.

L’insieme dei reati e degli illeciti amministrativi genera un impatto economico, in termini di sanzioni comminate e sequestri, sia penali che amministrativi, che supera i 626 milioni di euro, in flessione rispetto al 2020. La maggior parte delle misure riguarda l’inquinamento e il ciclo illegale dei rifiuti, con oltre 577 milioni di euro.

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