Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha firmato un decreto con cui la Cineteca della Calabria diventa Istituto culturale italiano. Il riconoscimento è riservato agli enti che prestano servizi di rilevanza nazionale in campo culturale, che promuovono e svolgono attività di ricerca, di organizzazione culturale, di produzione editoriale e multimediale a carattere scientifico.
Costituita nel 1998, da un gruppo di studiosi provenienti da diverse province della Calabria, la cineteca ha iniziato ristampando e digitalizzando i prestigiosi corti-documentari di Vittorio de Seta girati tra Calabria, Sicilia e Sardegna tra il 1954 e il 1955, che ancora oggi vengono utilizzati per i progetti di alfabetizzazione al cinema promossi dal ministero dell’Istruzione.Nell’archivio sono custoditi numerosi film e documentari come i lavori di Mario Carbone, Gianni Amelio, Luigi di Gianni, Silvestro Prestifilippo, Elio Ruffo, Mario Gallo e tanti altri, tutti girati in Calabria, che costituiscono un grande patrimonio scientifico e culturale.
A questo lavoro di ricerca e conservazione vanno aggiunte, tra le varie attività, le pubblicazioni che vengono presentate nei più importanti festival di settore, come il Salone internazionale del libro di Torino, i festival cinematografici e gli Istituti di cultura italiani nel mondo.


















